Il Messinese Vincenzo Nibali sul tetto della Vuelta

 

nib1.jpgIl 25enne ciclista della Liquigas ha sfilato con la maglia Rossa per le vie di Madrid 20 anni dopo l’ultimo Italiano, Marco Giovannetti nel 1990 – “E’ bellissimo vincere qui, penso di aver meritato questa Vuelta”. Lo ‘Squalo dello Stretto’ ce l’ha fatta e ha conquistato il Vuelta España, la terza gara ciclistica a tappe più importante del mondo dopo il Tour de France e il Giro d’Italia. Proprio lui che non è uno scalatore ha vinto la corsa tipicamente adatta a chi va forte nelle salite più dure. E anche quest’anno la Vuelta ne ha riservata tantissima, di strada in salita. Fino all’ultimo giorno, sulla Bola del Mundo, nella Sierra di Guadarrama, con rampe superiori al 20% di pendenza. Ma Nibali ha resistito agli attacchi degli avversari, soprattutto a quelli dello spagnolo Ezequiel Mosquera che è stato l’ultimo ad alzare bandiera banca dopo che nei giorni precedenti anche Joaquin Rodriguez, Frank Schleck e Carlos Sastre si erano arresi alla forza del campioncino messinese.

 

Ma pur non essendo riuscito a vincere una tappa, Nibali sta coronando il più grande e importante “sogno rosso” della vittoria della classifica generale: tornerà a Messina dopo essere stato ben 7 giorni leader della Vuelta: dopo la passerella finale nel centro storico di Madrid, il messinese è stato incoronato ‘Re di Spagna’ 20 anni dopo l’ultimo Italiano, Marco Giovannetti nel 1990. La vittoria di Nibali è dovuta, oltre alla forza fisica dello ‘Squalo’, anche a una forza mentale che alla fine è risultata decisiva, figlia di strategie di squadra vincenti. Nibali non ha mai risposto, sulle salite di questa Vuelta, agli attacchi degli scalatori puri e soprattutto a Rodriguez e Mosquera, sapendo di non poter reggere il loro cambio di ritmo e la loro esplosività sulle pendenze più dure. E’ sempre salito del suo passo, senza momenti di difficoltà o scoramento, e alla fine non ha mai perso terreno dai primissimi posti della classifica generale dov’è rimasto dal primo all’ultimo giorno.

 

Al secondo posto sul podio di Madrid andrà proprio Ezequiel Mosquera, 41” dietro il messinese, e al terzo posto lo slovacco Peter Velits (un nome da ricordare per il futuro) con un ritardo di 3 minuti e 2 secondi dallo ‘Squalo’. Al quarto posto c’è Joaquin Rodriguez a 4′ e 20”, poi Frank Schleck a 4′ e 43”, Xavier Tondo a 4′ e 52”, Nicholas Roche a 5′ 03”, Carlos Sastre a 6′ e 06”, Thomas Danielson a 6′ e 09” e al decimo posto Luis Sanchez a 7′ e 35”.

 

Per Nibali, adesso, la Città di Messina preparerà una straordinaria accoglienza in settimana, anche se durerà pochissimo, solo una toccata e fuga perchè lo ‘Squalo dello Stretto’ è stato reclutato dal ct della Nazionale Bettini per i Mondiali di Melbourne che si svolgeranno il 3 ottobre. Solo dopo, quindi, si potranno scatenare le feste per questo trionfo storico che spalanca a Nibali le porte del grande ciclismo. Adesso, per il messinese, in questo 2010 da incorniciare manca solo la ciliegina sulla torta: lo ‘Squalo’ quest’anno ha già vinto il Giro di Slovenia (con una tappa) e s’è classificato al terzo posto del Giro d’Italia dov’è stato fondamentale per la vittoria finale del compagno di squadra Ivan Basso. E al Giro ha anche vinto due tappe. Quale occasione migliore di Melbourne per una ciliegina che possa sancire la definitiva affermazione del campione nato in terra peloritana?