Non si ferma lo sciame sismico, altre scosse nel Messinese

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Martedì scorso una nuova scossa sismica è stata avvertita nel Messinese, al confine con le Province di Enna e Catania, sui Nebrodi meridionali. Le località più vicine all’epicentro sono state Cerami, Troina e Capizzi. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto nazionale di Geofisica e Non ci sono stati danni a persone o cose.
La scossa, localizzata sui Nebrodi, 60km a nord/ovest di Catania, è l’ennesima che si verifica nel comprensorio Etneo nelle ultime settimane. Come ha spiegato il sismologo Valerio De Rubeis, questo sciame sismico non è provocato dal vulcano ma, viceversa, potrebbe determinare un’eruzione dell’Etna nei prossimi mesi.

“Questi fenomeni – ha spiegato De Rubeissono il segnale di stress che da tempo sta vivendo la Terra in quella zona, uno stress ben noto tanto che l’area è definita sismica”.
Lo sciame delle ultime settimane è dovuto al movimento della Terra, chiamato tecnicamente ‘tettonica delle zolle’. In questo caso la placca dell’Africa spinge verso la placca dell’Europa provocando questi deboli fenomeni tellurici proprio tra l’Etna e il Messinese.

Messina in mostra a Roma: come ricostruire l’immagine della città dopo il tragico sisma di cent’anni fa

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Ricostruire l’immagine di Messina distrutta dal terremoto del 1908: è questo il tema della mostra ”1908 il terremoto di Messina. Un percorso iconografico”, curata da Paola Callegari, Antonio Ciaschi e Marco Pizzo e allestita a Roma, nell’Ala Brasini del Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano.

L’esposizione, che verra’ presentata l’8 luglio alle ore 11:00 e che resterà aperta fino al 15 settembre, è presentata dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, la Fototeca Nazionale dell’ICCD, e la Fondazione Banco di Sicilia in collaborazione con la Società Geografica Italiana.

Attraverso una eterogeneità di materiali (fotografie, mappe geografiche, volumi, giornali d’epoca, album fotografici di Casa Savoia), l’esposizione intende ricostruire non solo l’immagine della città distrutta dal sisma, ma anche come il tema delle ”rovine” sia esplicitato nelle fotografie seguendo una tradizione che ha le sue radici nell’Ottocento (fotografie della distruzione di Palermo del 1860; fotografie dei luoghi delle battaglie del Risorgimento del 1859 o della Repubblica Romana del 1849).

Molte delle fotografie esposte sono frutto dell’attività del Gabinetto Fotografico Nazionale che intervenne allora, quasi in tempo reale, per documentare la situazione provocata dall’evento dal terremoto sulla popolazione e sul patrimonio culturale del paese. Le pubblicazioni, invece, provengono dalla Biblioteca della Societa’ Geografica Italiana, tra le piu’ significative sara’ esposta ”La catastrofe sismica calabro messinese”, relazione e documenti cartografici, redatta immediatamente dopo il terremoto dal noto geografo e sismologo Mario Baratta.

Tra i prestatori anche il Museo Storico della Guardia di Finanza che, attraverso una serie di fotografie realizzate dai fotografi militari, mostra l’attivita’ di soccorso svolta dai finanzieri.

A corredo dell’iniziativa sarà presente in mostra un interessante contributo del giornalista Roberto Olla (TG1).

Tra i documenti in mostra, anche la proiezione di un raro documento filmico della ricostruzione della città di Messina del 1909 della durata di circa 10 minuti. Primo documento conosciuto di cronaca storica in diretta, restaurato e conservato dall’Istituto Luce, fu un vero e proprio reportage degli avvenimenti che utilizzo’ le tecniche cinematografiche dell’epoca.

Viene da chiederci se sia positivo o meno che ancora, dopo 101 anni da quel tragico evento, Messina sia conosciuta nel mondo più per quello stesso sisma che per altro, e che ancora mostre e convegni sul terremoto superino in modo esponenziale qualsiasi altro tipo di attività culturale sulla realtà peloritana.