Domani è il grande giorno: al San Filippo il concerto di Ligabue

ligabue3.jpgLigabue sarà domani sera a Messina: allo stadio San Filippo andrà in scena “Ligabue stadi 2010”, uno spettacolo che proprio nello stadio della zona sud della Città Peloritana sarà presentato poche ore prima, in mattinata, alle ore 11:00 quando il Sindaco Giuseppe Buzzanca incontrerà i giornalisti nel corso di una conferenza stampa. Per tutte le date del tour, sono stati venduti più di 450 mila biglietti: dopo Messina, il Tour del beneamato “Liga” toccherà per Salerno, Pescara, Oristano, Bologna, Palermo, Bari e chiudere a Torino. La band che accompagna Ligabue durante il tour è composta da Federico Poggipollini (chitarra), Niccolò Bossini (chitarra), José Fiorilli (tastiere),  Luciano Luisi (tastiere e programmazioni), Michael Urbano (batteria),  Kaveh Rastegar (basso). Sul palco con Ligabue e la sua band, in alcuni brani, anche Corrado Rustici (produttore artistico dell’ultimo album di inediti del rocker di Correggio “Arrivederci, mostro!”. Ligabue dà  spazio agli artisti esordienti all’interno del suo tour ed ogni concerto  viene aperto dai RIO e da due artisti emergenti che hanno l’opportunità  di esibirsi con la propria musica su un palco importante, davanti ad una  platea imponente. A Messina con i RIO, formati da Fabio Mora e Marco  Ligabue, opening act fissi di tutte le date del tour, suoneranno anche i  Park Avenue.
Per il San Filippo si prospetta una serata di grande musica e grande spettacolo.

Il San Filippo sarà intitolato ad Emanuele Aliotta

sanfilippo1.jpgLo stadio San Filippo sarà intitolato a Emanuele Aliotta, storico Presidente biancoscudato morto pochi giorni fa all’età di 72 anni.
Aliotta era stato Presidente dell’FC Messina che in pochi anni, tra il ’95 e il 2002 fu protagonista assoluto della scalata della squadra di calcio peloritana dalla serie D alla serie B con tre promozioni consecutive prima del passaggio di testimone alla famiglia Franza.
Aliotta è ricordato come un’icona per l’animo sportivo della Città, perchè alla metà degli anni ’90 era riuscito a tirare fuori la società dal baratro in cui era precipitata dopo l’abbandono dei Massimino.
Noto gioielliere, figlio di un ex calciatore giallorosso – il padre Giuseppe aveva giocato nella vecchia Peloro negli anni Venti – è stato il simbolo della recente rinascita calcistica giallorossa. «Vedrete, in pochi anni torneremo in alto, dove merita di stare il nostro Messina», disse in una fredda sera del 18 dicembre 1995 quando rilevò il pacchetto di maggioranza della Peloro e, assieme al cavaliere Crupi, avviò una “macchina” pronta a correre verso il calcio che conta. Chi lo conosceva bene sapeva che le sue parole non erano avventate. Perché le ambizioni non gli sono mai mancate e dopo essere tornato al timone di una società calcistica – era stato dirigente anche dell’Acr all’inizio degli anni ’80, in C2 – voleva fare le cose per bene. Vincere era il suo pane quotidiano, ci riuscì bruciando le tappe e costruendo un miracolo calcistico con pochi eguali.
Nobile e tifosissimo dei colori giallorossi, Aliotta ha segnato un’era, forse la più bella ed entusiasmante dal punto di vista sportivo e umano, nella dirigenza della società peloritana. 
L’intitolazione del principale impianto calcistico cittadino è un atto dovuto in sua memoria, fortemente voluto dalla città e dai tifosi giallorossi. Il Sindaco Buzzanca s’è già mosso, nelle sedi competenti, affinchè l’intitolazione del principale impianto sportivo cittadino al compianto ex Presidente avvenga nel più breve tempo possibile.