Ponte, Berlusconi: “creerà 60 mila posti di lavoro”

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Il Presidente del Consiglio Silvo Berlusconi sabato ha dichiarato, a Milano, a margine dell’inaugurazione della linea ferroviaria ad alta velocità che unisce Torino a Milano e Salerno con il treno ‘Frecciarossa’, che “inaugureremo nelle prossime settimane i lavori per la realizzazione del Ponte in cui saranno impegnate circa 60 mila persone”.

La data prevista per la posa della prima pietra è quella del 23 dicembre; mancano poco più di 15 giorni e c’è grande fermento in città sia sul fronte dei ‘No’ che hanno organizzato una manifestazione a Villa San Giovanni per il giorno 19, sia sul fronte dei ‘Si’ che si sta compattando nel Comitato ‘Ponte Subito’.

Aperte le adesioni al Comitato ‘Ponte Subito’

Il Comitato ‘Ponte Subito’ fondato, tra gli altri, anche da Bruno Sergi, docente di Economia Internazionale all’Università di Messina, apre oggi le adesioni.
Come spiega in una nota, infatti, è possibile iscriversi al Comitato che sostiene la realizzazione della grande opera dello Stretto in modo “semplice e veloce” da questa pagina.

Bruno Sergi spiega, tramite la stessa nota, che il Comitato intensificherà le proprie attività in vista della posa della prima pietra, prevista a Cannitello per il prossimo 23 dicembre, e auspica “un’ampia partecipazione popolare. Tutti quelli che sono favorevoli al Ponte, la stragrande maggioranza dei cittadini, sono invitati a iscriversi al comitato per diventarne parte attiva“.

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Tornano in piazza i ‘No Ponte’, ma il nuovo Comitato ‘Ponte Subito’ promette battaglia


Torna in piazza il popolo dei ‘No Ponte’ con un corteo partito  da Torre Faro.

La ‘Rete No Ponte’ non ha scelto a caso la data del primo dicembre, che ricorda l’alluvione di due mesi fa nel Messinese Jonico: i manifestanti, infatti, scenderanno in piazza anche per chiedere la messa in sicurezza del territorio peloritano dal rischio idrogeologico oltre che, ovviamente, esprimere la loro contrarietà alla realizzazione del Ponte.

Venerdì scorso Daniele Ialacqua della ‘Rete No Ponte’ aveva voluto sfidare, nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione di oggi, il ‘Comitato Ponte Subito’ cui aveva detto di scendere in piazza per “vedere quanti vi seguiranno”.
“Accogliamo con grande entusiasmo la sfida che ci ha lanciato la ‘Rete No Ponte’ – risponde stamani con una nota il Comitato favorevole alla grande opera dello Stretto – e rispondiamo che ai muscoli preferiamo il cervello, e che – almeno in questa fase – le nostre principali attività saranno culturali, intellettuali e territoriali. Stiamo già organizzando convegni, conferenze e manifestazioni sulle due sponde dello Stretto in cui coinvolgeremo i principali attori attivi del Ponte, e non solo l’Anas, l’Impregilo, il Governo e la Società Stretto di Messina, ma anche con il contraente generale Eurolink, la giapponese Ishikawajima, la Danese Cowi e tutte le altre aziende impegnate nella realizzazione del progetto. Porteremo nello Stretto i più grandi ingegneri del mondo, quelli che hanno ideato il progetto preliminare che diventerà esecutivo entro giugno 2010. E ci faremo promotori sul territorio di stand illustrativi ed esplicativi in cui forniremo ai cittadini tutte le informazioni utili, approfondite e attendibili sul progetto, smentendo una ad una tutte le favole che i contrari hanno portato avanti fino ad oggi.
Certamente anche noi penseremo a manifestazioni di piazza, cortei e proteste qualora ce ne fosse l’esigenza e cioè nel momento in cui – speriamo mai – l’iter burocratico e cantieristico per la realizzazione del Ponte dovesse essere bloccato per l’ennesima volta. Al momento il Governo esprime una chiara volontà di realizzare il progetto che ci sta a cuore: per quale motivo dovremmo scendere in piazza adesso? Lo faremo nel momento in cui dovessero esserci nuovi problemi e intoppi, perchè a noi interessa che il Ponte venga realizzato e che questo territorio abbia il rilancio che merita”
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“Pertanto non dobbiamo dimostrare, con i muscoli, quanti saremo – prosegue la nota – la realizzazione del Ponte non è solo un diritto della politica, ma un dovere! E’ un dovere perchè il Ponte è stato un cavallo di battaglia delle ultime campagne elettorali del Governo centrale, del Governo della Regione Sicilia, delle Amministrazioni della Provincia di Messina e dei Comuni di Messina e di Reggio Calabria. In tutti questi territori i cittadini hanno scelto in modo plebiscitario quelle parti politiche che sostenevano il progetto del Ponte. La democrazia vive il suo massimo momento dentro le urne, non nelle piazze. La realizzazione del Ponte, quindi, non è solo legittimata democraticamente ma è anche un impegno che la politica ha assunto con gli elettori e noi vigileremo affinché questo impegno venga mantenuto difendendo i diritti dei cittadini che questo Ponte lo vogliono eccome! In quest’ottica, il prossimo banco di prova saranno le elezioni Regionali in Calabria del prossimo marzo: vedremo anche lì se vincerà chi sostiene il Ponte o chi lo critica”.

“Infine – conclude il prof. Sergisempre con riferimento alla sfida che ci ha lanciato la ‘Rete No Ponte’, vogliamo specificare che se e quando avremo l’esigenza di scendere in piazza, noi lo faremo con stile. Ai nostri eventuali cortei e alle nostre manifestazioni non saranno presenti bandiere politiche di alcun tipo. Non siamo un movimento politico, né abbiamo ideologie di riferimento. Vogliamo solo sostenere il progetto del Ponte e accoglieremo nel nostro movimento uomini e donne, giovani e anziani, laici e religiosi, liberali e comunisti, cittadini di destra e cittadini di sinistra senza alcun condizionamento. E, ancora, se e quando avremo l’esigenza di scendere in piazza, lo faremo riempiendo le strade di cittadini del territorio. Non arriveranno pullman da chissà dove perchè il nostro movimento non è ideologico ma territoriale. Manifestare con stile significa questo: senza riferimenti politici e senza pullman che arrivano da lontano solo per ingigantire il numero dei manifestanti. La ‘Rete No Ponte’ si è contraddetta più volte. Da una parte sostiene che a decidere sul Ponte devono essere solo e soltanto i cittadini dello Stretto, ma poi quando manifestano si riempiono di bandiere falce e martello e accolgono centinaia di pullman che arrivano da tutte le Regioni Italiane e addirittura dal Piemonte dove è nato il movimento ‘No Tav’ che poco ha a che vedere con il Ponte sullo Stretto. Il loro ‘No’ è un ‘No’ ideologico, come tutti quelli che quarant’anni fa dicevano ‘No’ all’A3 Salerno-Reggio calabria perchè “non era una priorità”. Oggi cosa sarebbe la Calabria senza A3? Lo stesso discorso è valido per il Ponte: dopo che sarà realizzato diventerà indispensabile e tutti quelli che adesso dicono ‘No’ con scetticismo saranno i primi a usufruire dei benefici che porterà al territorio”.

Nel comunicato-fiume diffuso alla stampa stamani, il Comitato Ponte Subito ha snocciolato i primi dati riferiti all’attività di questi giorni spiegando che “la nascita del nostro movimento è stata accolta da moltissime adesioni condite da commenti ed esclamazioni tipo ‘Finalmente’, ‘Era ora’ ecc. ecc. In appena quattro giorni, nella casella di posta elettronica pontesubito@ilcalcestruzzo.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. abbiamo ricevuto oltre 100 adesioni, e la pagina del ‘Comitato Ponte Subito’ su Facebook ha avuto già quasi 500 iscrizioni. I primi giorni del nostro Comitato hanno risposto in modo brillante alle nostre aspettative, andando oltre e generando un tipo di entusiasmo e di gioia per la nostra presenza al di là di quanto ci saremmo mai aspettati. E’ evidente che il nostro movimento nasce per dar voce a quei cittadini, che sono tanti, che considerano il Ponte un’importante opera per lo sviluppo del territorio”.

Stiamo realizzando – aggiunge il Comitato – sulla piattaforma su cui ci appoggiamo, una sezione dedicata al Comitato che andrà online sul portale http://www.ilcalcestruzzo.it/. A tal proposito vogliamo precisare che, com’è possibile leggere nell’articolo di presentazione de “Il Calcestruzzo” del 28 maggio scorso, questo portale non ha nulla a che vedere con la calce intesa come materiale di costruzione e men che meno con lo struzzo, animale famoso per l’abitudine di nascondere la testa sottoterra. Noi non ci nasconderemo, e il nostro partner de “Il Calcestruzzo” ha etimologicamente questo nome perchè si considera un granello di sabbia nell’opera di costruzione delle coscienze. http://www.ilcalcestruzzo.it/ sarà portavoce del Comitato e riferimento ufficiale del movimento ‘Ponte Subito’: all’interno della sezione che stiamo allestendo, tra pochi giorni sarà possibile aderire ufficialmente al nostro Comitato con un modello precompilato che consentirà a tutti i sostenitori del Ponte di diventare parte attiva all’interno del movimento. Sarà online, aggiornato minuto per minuto, l’elenco di tutti gli aderenti che potranno lasciare commenti e scambiare opinioni. Inoltre all’interno del nostro spazio online raccoglieremo articoli, idee, progetti e opinioni dando spazio a chiunque voglia interagire con noi”.

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Nasce il Comitato ‘Ponte Subito’

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E’ nato il Comitato ‘Ponte Subito’, un movimento composto da quei reggini, messinesi, siciliani e calabresi che vogliono sostenere con forza e convinzione la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Il Comitato “intende favorire il dialogo tra i cittadini e le istituzioni e ‘avvicinare’ il territorio all’importante momento di apertura dei cantieri per la realizzazione di questa grande opera, vista come un’imperdibile occasione in modo particolare per le Province di Messina e Reggio Calabria”: lo spiega una nota diffusa dai fondatori del movimento.

Il professor Bruno Sergi, titolare della cattedra di Economia Internazionale della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina è uno dei fondatori del Comitato ‘Ponte Subito’ e interviene dall’European Trade Union Institute di Bruxelles.: “La portata economica del Ponte – dichiara il professore dell’ateneo Messinese – deve portarci a considerarlo come strumento di crescita di tutta l’area dello Stretto e del mezzogiorno, come vero e proprio volano con un ritorno economico, sociale, culturale e turistico che è a dir poco enorme e incalcolabile. L’indotto che il nostro territorio potrebbe avere non si ferma certo al Ponte in sé. Il ponte non deve necessariamente autofinanziarsi. Diventerebbe famoso e conosciuto nel mondo molto più della Tour Eiffel, molto più del Ponte di Brooklyn e del Tower Bridge londinese. Milioni di persone arriverebbero nello Stretto per visitare e fotografare il Ponte più grande e lungo del mondo, e con questa scusa scoprirebbero tutti gli altri tesori del territorio dello Stretto in primis, e di Calabria e Sicilia in secundis che dobbiamo essere altrettanto bravi a valorizzare. L’indotto che ne ricaveremmo sarebbe tale da garantire lavoro, benessere e ricchezza a questo territorio oggi economicamente depresso, che deve puntare sul turismo per rialzarsi. Inoltre – continua il professore Sergi – decine di migliaia di persone, da manovali a eccellenze di qualità, troverebbero lavoro facilmente in un periodo di crisi internazionale. E, oltre ai circa dodicimila operai che per sei anni lavoreranno alla costruzione dell’opera, altri due/tre mila tecnici specializzati (e nel posto ne abbiamo tante, di eccellenze sfornate dalle nostre università!) troverebbero un posto di lavoro nel territorio in cui sono nati a tempo indeterminato. Scusate se è poco”.

Ponte, ecco il protocollo di legalità

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Sarà sottoscritto “nelle prossime settimane” il protocollo di legalità contro le infiltrazioni mafiose nell’ambito delle opere di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Il documento sarà firmato dai Prefetti di Messina e di Reggio Calabria e dal general contractor per la costruzione del Ponte, Eurolink. Lo ha detto stamani a Messina, Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, amministratore delegato della ‘Stretto di Messina SpA’ e  commissario straordinario per il Ponte, nel corso di un intervento a Palazzo Zanca alla commissione Ponte-Piano strategico. Ciucci ha affermato che anche le organizzazioni sindacali aggiorneranno gli impegni già assunti, confermando la “massima attenzione all’assunzione di manodopera locale”.

A Ciucci è stato chiesto di conoscere i tempi e le certezze finanziarie. Dopo aver rassicurato la contemporanea costruzione delle opere a terra, Ciucci ha ricordato che da maggio a oggi diversi sono stati i passaggi presso il Cipe con l’impegno principale di aggiornare i contratti stipulati, ancorché validi. Rassicurazioni sono arrivate sulle competenze necessarie per realizzare il ponte, soprattutto in merito al general contractor Eurolink, di cui Impregilo è azionista principale.

Ponte, Lombardo: “ci crediamo da sempre”

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Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha parlato del Ponte sullo Stretto ai microfoni del TgWeb della Regione Sicilia: ”Noi ci crediamo da sempre, è una delle battaglie più importanti che abbiamo mai portato avanti. Il Governo centrale si è convinto della sua opportunità e il 23 dicembre ci sarà una sorta di posa della prima pietra, mentre si fanno sempre più certi i tempi di finanziamento dell’opera. Avere il ponte significa avere l’alta velocità e con essa l’ingresso a pieno titolo della Sicilia nel sistema viario europeo”.

L’Alluvione non ferma il Ponte e Matteoli conferma: tra poco partiranno i lavori

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Il ponte sullo Stretto di Messina è un’opera “considerata una priorità dal governo” e verrà realizzata, “per oltre 5 miliardi di euro facendo ricorso a capitali privati”, attraverso il project financing. A questa cifra si aggiungerà “un miliardo e trecento milioni di euro di fondi pubblici, già stanziati dal Cipe, che serviranno per realizzare gli interventi propedeutici sulle coste siciliana e calabrese e posso assicurare che si tratta di opere stradali, ferroviarie e di consolidamento dell’assetto urbano”.

Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli ha ribadito che le risorse per realizzare l’opera sono blindate e non possono essere dirottate, ad esempio, per la ricostruzione dell’area del messinese colpita dall’alluvione.

“Alcuni esperti – sostiene il ministro – mi dicono in questi giorni che se tali opere fossero state già eseguite, l’emergenza messinese sarebbe stata vissuta in modo più attenuato. Desidero, inoltre, precisare che i fondi pubblici per il Ponte non sono nella cassaforte del ministero ma saranno stanziati di finanziaria in finanziaria per pagare, tra l’altro, gli avanzamenti delle opere propedeutiche”. Matteoli sottolinea questo “non secondario particolare” perché nell’immaginario collettivo “si ritiene che i fondi per il Ponte possano essere dirottati altrove e nel caso specifico per mettere in sicurezza i territori colpiti dall’alluvione di Messina. Così non è – spiega Matteoli – per le ragioni che ho esposto, mentre è chiaramente escluso che i privati investano in opere come la messa in sicurezza dei territori senza alcuna possibilità di recuperare il capitale né tantomeno di ottenere ricavi”. Proporre un altro rinvio della realizzazione dell’opera, avveret il ministro, “è una contraddizione che, peraltro, esporrebbe le casse dello Stato a pesantissimi risarcimenti dei danni, per centinaia di milioni di euro, in favore delle imprese che hanno vinto l’appalto e che già hanno subito uno stop da parte del precedente governo Prodi. Significherebbe più semplicemente archiviare definitivamente un’opera essenziale per il Paese, non solo per il Mezzogiorno. Il governo, conclude, ha l’obbligo politico di mantenere gli impegni programmatici senza lasciarsi trascinare da polemiche strumentali”.