Nuova manifestazione dei ‘No-Ponte’. Risponde il Comitato Ponte Subito: “Ma quando la finiranno?”

nopontemanif.jpgIn circa 3.000 (secondo gli organizzatori, molto meno per la questura) hanno partecipato nei giorni scorsi all’ennesima manifestazione contro il Ponte sullo Stretto di Messina. La manifestazione s’è svolta tra le vie del centro i Torre Faro, nei pressi del cantiere di via Circuito dove sono in corso le trivellazioni per i sondaggi della relazione del progetto definitivo, in corso da diverse settimane.
Tra i manifestanti, numerosi esponenti politici di centro/sinistra.
Dall’altro fronte, i fondatori del Comitato Ponte Subito (Giovanni Alvaro e Bruno Sergi) hanno diffuso una nota per commentare la manifestazione: “Ma quando finiranno di dire sempre no?. Dopo la serie di continui rovesci e di flop collezionati si sono ripresentati, pimpanti più che mai, anche se sempre di meno, in questo fine agosto scelto per organizzare un ‘importante’ corteo che, per esser tale, ha bisogno anche della partecipazione di calabresi e siciliani.  Gli argomenti ‘contro’ sono sempre gli stessi e mal riposti: progetto incompatibile con il territorio perché devastante dal punto di vista ambientale, ma ‘atteso con frenesia’ dal governo, dalle amministrazioni locali e da ‘certe associazioni’; ‘folle per i costi’ che sono uno schiaffo alla povertà del Sud; inutile per la Calabria, e per la Sicilia, perché esse hanno bisogno di ‘ben’altro’. Ed allora ci si appella alle popolazioni ‘affinché comprendano che al loro futuro non serve un simile manufatto’. Anche gli argomenti a ‘favore’ sono ovviamente gli stessi, ma non serve a niente sciorinarli dato che non esiste peggior sordo di chi non intenda sentire. Sembra, invece, più giusto e opportuno rintuzzare alcune amenità che l’iniziativa dell’Associazione ‘Cantiere Creativo’ (ma creativo o distruttivo?) ha messo in evidenza”.

Bonelli (Verdi) contro il Ponte sullo Stretto

d302080.jpg”La crisi dell’auto in Italia e nel mondo e’ un dato consolidato e costante. Mentre il settore dell’automobile e’ in crisi, pero’, il diritto alla mobilita’ per le persone continua ad essere una necessita’ irrinunciabile per i tempi moderni. E’ venuto il momento di affrontare il problema dell’industria automobilistica in modo strutturale, guardando al futuro e non al passato”. Ad affermarlo in una nota e’ il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, commentando i dati diffusi oggi da Federauto. Per Bonelli, ”bisogna riconvertire le filiere produttive per aprire, finalmente, una fase nuova industriare basata sulla mobilita’ pubblica, sulle auto elettriche e ad idrogeno: in poche parole bisogna avviare una riconversione ecologica della nostra industria cominciando proprio dal settore dell’auto”. Il governo, aggiunge, ”si impegni per un piano strutturale di mobilita’ pubblica nelle citta’ italiani. Le risorse si possono reperire rinunciando ad opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina che alla fine costera’ ai cittadini circa 8 miliardi di euro. Attraverso un piano di riconversione industriale delle aziende automobilistiche in crisi, un piano per rinnovare il parco auto delle aziende di trasporto urbano, per acquistare nuovi tram si potrebbe affrontare in modo intelligente la crisi di stabilimenti come quello di Pomigliano d’Arco, salvaguardando i livelli occupazionali e il futuro di tante famiglie” conclude il presidente dei Verdi.

Ponte: Aconex gestirò i sistemi informativi del progetto. I dubbi di D’Alia

ponte1.jpgAconex, il maggior fornitore al mondo di soluzioni online per la collaborazione progettuale rivolte ai settori delle costruzioni e delle infrastrutture, è stata scelta dal consorzio Eurolink per fornire la sua soluzione online per la collaborazione progettuale al progetto del valore di 6,1 miliardi di euro per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Aconex si occupera’ della gestione delle informazioni e della comunicazione tra le organizzazioni internazionali impegnate nelle opere infrastrutturali del progetto. Aconex garantira’ a tutto lo staff di progetto una piattaforma web-based comune per la gestione di informazioni tra cui disegni, documenti e corrispondenza. Grazie al suddetto sistema, Eurolink e gli altri azionisti potranno accedere, distribuire e tener traccia delle informazioni in tempo reale, da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento.  Il consorzio Eurolink e’ formato da: Impregilo, Societa’ Italiana Condotte SpA, Cooperativa CMC e Consorzio Stabile A.C.I (Italia); Sacyr SA (Spagna); Ishikawajima-Harima Heavy Industries (Giappone). La societa’ di ingegneria civile danese COWI Group e’ il principale consulente progettuale e il Parsons Transportation Group fornisce servizi di consulenza per la gestione del progetto. Tra i  clienti di Aconex le societa’ Las Vegas Sands, IKEA e McDonald’s Restaurants. Intanto il capogruppo dei senatori dell’Udc Giampiero D’Alia ha detto che ”Siamo favorevoli alla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina ma chiediamo che le scelte strategiche su quest’ opera vengano concertate con tutte le forze politiche e con la citta’, cosi’ come tutte le decisioni che riguardano il piano regolatore”. ”Il ponte vincola gia’ il 50% delle scelte che riguarderanno il nostro territorio – ha proseguito D’Alia – e devono quindi essere il piu’ possibile condivise”. Sul Prg cittadino D’Alia e gli altri esponenti locali dell’Udc, il deputato regionale Giovanni Ardizzone e il deputato nazionale Pippo Naro chiedono che all’interno ”del governo cittadino ci sia maggiore concertazione sulle scelte” e auspicano che ”si rispettino alcuni regole presenti nel piano paesistico”.

Ponte, grande fermento dopo la presentazione ufficiale

 

23.JPGIl progetto del Ponte sullo Stretto è stato presentato ufficialmente a Messina, nel nuovo e avveniristico Palacultura del viale Boccetta, inaugurato per l’occasione.
Alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli e del Presidente dell’Anas e della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, l’incontro s’è svolto con tanti colpi di scena.
A partire dalle condizioni meteorologiche: mentre il Ministro Matteoli arrivava al Palacultura, un forte rovescio di neve tonda colpiva l’area del viale Boccetta e alimentava i disordini dovuti a un gruppetto di circa cinquanta manifestanti della ‘Rete No Ponte‘, accompagnati dalle ormai immancabili bandiere falce e martello.
Nulla di particolare, solo un pò di apprensione: tanti fischi e cori da stadio (“Buffone, buffone … vergogna vergogna“) nei confronti del Ministro.

Ma i colpi di scena più clamorosi sono senza dubbio quelli verificatisi all’interno dell’auditorium del Palacultura, dove seduti tra il pubblico c’erano anche Renato Accorinti e altri rappresentanti della ‘Rete No Ponte’ che hanno più volte interrotto, urlando, i relatori dando vita veri e propri dibattiti a tratti molto animati.

E quando il Presidente Ciucci ha elencato le quote della Società Stretto di Messina S.p.A., inserendo anche la Regione Calabria che, come la Regione Sicilia, “è ancora oggi azionista della Società con il 2,6% delle quote“, proprio Accorinti dalla platea ha urlato “no, la Calabria non c’è più“. Ciucci ha risposto così: “Non si esce da una Società per azioni con un comunicato stampa“.
Secondo quello che dice Ciucci, quindi, la Regione Calabria ha diffuso note stampa ai mass-media in cui comunicava di aver abbandonato la ‘Stretto di Messina’, senza però aver formalizzato l’atto. Il Governo e la Società stessa considerano ancora oggi ufficialmente la Regione come azionista.

Già dagli interventi di benvenuto s’era capito che sarebbe stato un pomeriggio con i “fuochi d’artificio“. Dopo i saluti di Nino Calarco, Presidente onorario della Società Stretto di Messina, e quelli del Presidente, Giuseppe Zamberletti, hanno fatto gli onori di casa i rappresentanti dei principali enti istituzionali e, in primis, il Sindaco Giuseppe Buzzanca che ha garantito che indipendentemente dal Ponte, i Peloritani saranno messi in sicurezza dal dissesto idrogeologico. Buzzanca ha ribadito chiaramente un concetto estremamente importante: “Io non voglio parlare di opere compensative. Noi non dobbiamo essere ricompensati di nulla. Il Ponte non è qualcosa di brutto per cui servono delle compensazioni. Già di per sè il Ponte è un grande regalo per la Città, dobbiamo saperlo integrare bene nel territorio ed è nostro compito dare le giuste linee guida alla realizzazione di un progetto così importante per lo sviluppo del territorio. Il ponte ci permetterà finalmente di camminare sulle nostre gambe, non dovremo più dipendere dagli altri“.

Il Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ha sottolineato l’importanza dell’Area Metropolitana dello Stretto, e il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha ulteriormente sottolineato il valore strategico della grande opera per tutta la Sicilia e la Calabria.

Sono intervenuti anche Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, lo stesso Pietro Ciucci che ha spiegato perchè il Ponte non è un monumento con un lunghissimo e dettagliato intervento tecnico, l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che ha spiegato in numeri quanto “Rfi stia investendo in Sicilia con cantieri aperti per due miliardi di euro“, e poi ancora Alberto Rubegni, Amministratore delegato di Impregilo, che ha spiegato con orgoglio come l’azienda che rappresenta ha sempre realizzato grandi opere in tutto il mondo e che le opere simbolo del nuovo secolo saranno il Canale di Panama e il Ponte sullo Stretto.

Poi è stato il turno degli interventi tecnici con tutti i dettagli da parte del contraente generale, del project managment consultant e del monitore ambientale. James Shappell è arrivato direttamente da Washington, e ha sguinzagliato vari dettagli tecnici sul progetto.
Infine il Ministro Matteoli s’è proiettato nel futuro immaginando gli scenari dell’Italia con il Ponte realizzato: “Immagino già quando i sindaci di Messina e Reggio si incontreranno a metà del ponte per il taglio del nastro. Sarà un momento storico, non solo per Messina e per lo Stretto, ma per tutt’Europa“.

 

‘Comitato Ponte Subito’: “bisogna capire la portata storica e Mediterranea del manufatto”

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Dopo la presentazione di Varapodio, torna alla carica il Comitato favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, e lo fa diffondendo una dettagliata e specifica nota firmata da Bruno Sergi e Giovanni Alvaro, due tra i fondatori del movimento.

Il tanto atteso Ponte sullo Stretto di Messina, un gioiello della tecnica ingegneristica che potrebbe vedere la luce tra circa sette anni – scrivono Sergi e Alvaromeriterebbe intelligenti meditazioni e non disprezzo pretestuoso e sconclusionato. Dato per scontato che il Ponte rispetterà le risorse paesaggistiche e ambientali dello Stretto e che resisterà a scosse sismiche anche di intensità pari a quelle che, il 28 dicembre 1908, hanno raso al suolo le due belle città di Reggio e Messina, proviamo a riflettere sui suoi aspetti positivi evidenziando l’interesse sulle sue enormi potenzialità. Un primo aspetto da sottolineare è la natura di un investimento che, nel Mezzogiorno e nella stessa Area dello Stretto, rompe con gli inutili investimenti a pioggia degli anni ’70, che hanno generato corruzione ed inefficienze, aprendo una fase nuova con effetti trainanti sull’intera economia. Questo obiettivo era stato affidato ai fondi europei che si sono rivelati, purtroppo, un totale fiasco progettuale, un altro grande veicolo di corruzione e l’ennesimo insuccesso volto a determinare la ‘rottura’ di cui aveva ed ha bisogno l’intero Mezzogiorno d’Italia. Si lega a questo primo aspetto la seconda riflessione. Lo scarto infrastrutturale del Sud nei confronti del Paese è francamente enorme e, a dire il vero, anche l’Italia soffre un gap di questa natura con il resto del continente europeo. Gli indicatori elaborati dal World Economic Forum sul ritardo infrastrutturale complessivo dell’Italia, infatti, “classificano” l’Italia al 72° posto in una graduatoria di 134 paesi. La dotazione in strade, ferrovie, porti e l’offerta elettrica non è paragonabile a quella esistente in Germania o in Francia. La stessa Spagna, che accusava ritardi trentennali, è oggi al 28° posto in graduatoria! E chiaro che il sud presenta una situazione più critica registrando una sottodotazione di infrastrutture di trasporto sia quantitativa che qualitativa. Senza un elettrochoc, e il Ponte ha anche questa funzione, il sud non avvierà mai un virtuoso processo di crescita. La dotazione infrastrutturale è poi indispensabile per il turismo. Tra il 2008 e il 2009 si è sofferto per un calo delle presenze (italiane e non) in Calabria e in Sicilia con riverberi sul terreno occupazionale e, quindi, sul Pil delle due regioni già abbastanza ridotti con il loro 12% di provenienza turistica a fronte di un Pil della vicina Malta che registra un apporto del 34% dallo stesso settore. “Avvicinare” le due regioni al dato maltese, con la crescita occupazionale nel settore turistico, si rivelerebbe in tutta la sua portata positiva. A livello europeo quasi l’80% dei viaggi con l’Alta Velocità avviene per motivi di “svago” e, per buon senso, l’Alta Velocità estesa alle più “lontane” province siciliane genererebbe nuovi flussi di traffico turistico dando fiato ad una vera stagione dell’industria del turismo, un settore che potrebbe finalmente rivelare le sue potenzialità moltiplicative e trasversali sulla formazione del Pil e del lavoro. Gli “arrivi” turistici a livello mondiale, nel 2008, sono stati pari a 924 milioni e si stima possano salire a 1600 milioni nel 2020. Un minimo di buon senso porta ad affermare che basterebbe intercettare anche una piccola parte di questa crescita per “rivoluzionare” le due regioni. Già il manufatto è elemento di attrattiva turistica e con l’Alta Velocità diventerebbe più ‘visitabile’ della stessa Torre Eiffel o dei famosi ponti newyorkesi o londinesi.  A dire il vero, il Ponte sarà sinergicamente valorizzato con gli altri magici tesori paesaggistici, artistici, storici e culturali della Calabria e della Sicilia e “sedurrebbe” milioni di turisti garantendo un nuovo turismo di benessere e ricchezza. Una quarta prospettiva meritevole di attenzione è che la costruzione del Ponte metterà in moto una mole di lavoro con benefici diretti ed indiretti sin da subito“.

Decine di migliaia di persone – conclusono gli esponenti del ‘Comitato Ponte Subito’ – da manovali ad eccellenze di qualità e, nel medio e lungo periodo, rafforzerà la cultura d’impresa. Il Ponte sarà, per forza di cose, non solo funzionale al turismo, ma anche agli imprenditori, ai pochi che già operano in Sicilia e Calabria e ai tanti, nuovi italiani e stranieri, che potrebbero finalmente decidere di investire da noi utilizzando le nuove infrastrutture e mettendo a profitto la posizione geografica decisamente interessante perché al centro del Mediterraneo. Una rete moderna ed efficiente di infrastrutture, di linee ferroviarie ad alta velocità, di più vie del mare, di porti adeguatamente ristrutturati, di aeroporti più dinamici e aperti ai flussi turistici, e di ogni altra forma di comunicazione internet veloce, tutto ciò abbasserebbe gli attuali costi di trasporto dando maggiore competitività al sud che diventerebbe, così, una vera “cerniera” tra l’Europa e il Nord Africa, un collante tra due realtà che avranno nei prossimi decenni un ruolo strategico nell’economia mondiale. Il Mezzogiorno diventerà, giocoforza, una piattaforma logistica di immenso interesse per l’intera Europa. Le motivazioni favorevoli al Ponte sono, quindi, molteplici e forti. Il no al Ponte è, invece, un atteggiamento “subalterno” a logiche contrarie al vero sviluppo, che sconfina in una sorta di antimeridionalismo. La classe politica “pensante” deve avere ben chiaro che le polemiche in corso cresceranno fino a diventare rumorose perché l’organizzazione che vi ruota attorno ha l’interesse ad appellarsi ad inutili ampollosità, a furbesche manipolazioni delle relazioni economiche, ad irresponsabili catastrofismi“.

In qualsiasi altro Paese – concludono Sergi e Alvarodel mondo il Ponte sarebbe già realtà da tantissimi decenni, ma l’Italia sconta troppe lentezze burocratiche, molte indecisioni politiche, tantissima speculazione culturale. Per un rilancio economico delle due regioni, anche in chiave mediterranea, diciamo sì al Ponte“.

 

Ponte: presentato il progetto, Matteoli: “garantirà al sud sviluppo e occupazione”

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Si è svolto pochi giorni fa il convegno per la presentazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina organizzato dal Comune di Varapodio. All’evento hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Altero Matteoli, il Presidente dell’Anas e amministratore delegato della Societa’ Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il Presidente della Societa’ Stretto di Messina, Giuseppe Zamberletti, ospiti di Guglielmo Rositani, Sindaco di Varapodio. “Il Ponte sullo Stretto di Messina – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteolisi prefigge di migliorare notevolmente l’offerta trasportistica, determinando sviluppo economico e crescita occupazionale non solo per la Calabria e per la Sicilia ma per tutto il Mezzogiorno e il Paese. Va sottolineato, inoltre, che il Ponte ha una peculiare valenza europea essendo un importante tassello del Corridoio 1 Berlino-Palermo, gia’ approvato dal Parlamento Europeo nel 2004. Bisogna ricordare ancora che l’opera non sara’, come sostengono i suoi detrattori, una cattedrale nel deserto. E’ di tutta evidenza che il Ponte determinera’ a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia necessari alla grande area di riferimento, indispensabili affinche’ l’opera possa esprimere tutte intere le sue potenzialita’ strategiche. Fra esse, e non ultima, la circostanza che essa rendera’ possibile la realizzazione del piu’ grande sistema metropolitano del Mediterraneo. Catania, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro diventeranno nodi urbani di un sistema integrato capace di ottimizzare tutti i valori aggiunti generati dalla fluidita’ dei collegamenti. Sono queste le ragioni per cui il Ponte e’ stato inserito come un’opera prioritaria e strategica nel programma che il governo Berlusconi ha presentato agli elettori. Da maggio 2008 abbiamo lavorato incessantemente per riaccendere i motori dell’opera spenti nella legislatura scorsa. Ora siamo pronti per realizzarla secondo il cronoprogramma stabilito. Desidero ringraziare Guglielmo Rositani per aver voluto organizzare questa occasione, in cui e’ stata confermata la lungimiranza politica e strategica di una scelta per la quale il governo tutto ha lavorato con forte determinazione”.

Ponte, aperti i cantieri. Piovono critiche dal centro/sinistra

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Sono iniziati i lavori del primo cantiere per la realizzazione del Ponte sullo Stretto: si tratta dello spostamento della stazione e della linea ferroviaria di Cannitello per risolvere le interferenze con i cantieri del futuro pilone dell’opera sul versante Calabro, che sorgerà proprio dove attualmente passa la ferrovia.
Proprio mentre a Cannitello è stata posata la prima pietra per il Ponte sullo Stretto, a Villa San Giovanni sono pesanti i disagi per i traghettamenti: agli imbarcaderi per la Sicilia il tempo di attesa per salire sui traghetti è stato di 60-80 minuti per tutto il giorno, sin dalle prime ore del mattino. La polizia ha avviato il piano di ‘Fase Uno’ per evitare ulteriori incolonnamenti, ma attraversare lo Stretto continua ad essere un’epopea senza un efficiente servizio di collegmento stabile e continuato: di fatto non è garantito il diritto alla mobiltà e, tra Calabria e Sicilia, non esiste la tanto agognata continuità territoriale.

Sono dei problemi che svaniranno con la realizzazione del Ponte, i cui lavori sono iniziati oggi lo spostamento della variante di Cannitello: un cantiere dal valore di circa 26 milioni di € che rappresenta la prima fase del più ampio progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria, che renderà disponibile circa 4 chilometri di waterfront attualmente inesistente tra Villa San Giovanni e Santa Trada.

I lavori, affidati al contraente generale Eurolink, aggiudicatario della gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, riguarderanno nella prima fase le attività preliminari relative all’autorizzazione per l’occupazione delle aree, alle attività di bonifica da ordigni bellici, alla messa in sicurezza e disboscamento dell’area di cantiere, nonchè alle attività di indagine per l’individuazione di eventuali aree da bonificare o di rifiuti da destinare nelle discariche previste.

Le attività di costruzione della nuova linea ferroviaria dureranno 18 mesi e vi parteciperanno principalmente imprese locali.

“Stiamo rispettando i tempi che ci eravamo assegnati per la ripartenza delle opere pubbliche – ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, aggiungendo che “oggi partono con puntualità i primi lavori propedeutici al Ponte sullo Stretto e nel prossimo anno proseguiranno nella costa siciliana. Si tratta di lavori indispensabili per avviare la costruzione del manufatto, ma comunque necessari a prescindere dal Ponte, che è un’opera che il governo ritiene prioritaria e per la quale sono stati compiuti tutti i passi necessari e non facili per realizzarla. Il Ponte non sarà una cattedrale nel deserto, come i critici dell’opera sostengono. Sarà invece una infrastruttura, unica al mondo, che genererà sviluppo, occupazione e crescita economica e che, a cascata, determinerà la realizzazione di altri interventi infrastrutturali necessari alla Calabria e alla Sicilia. Mi riferisco alla rete stradale, ferroviaria, agli altri servizi così tanto carenti in questa meravigliosa area. L’avvio dei lavori di oggi – ha concluso il Ministro – dimostra la capacità di questo governo di mantenere gli impegni assunti nel programma presentato ai cittadini ed è un esempio concreto della politica del fare che caratterizza la nostra azione”.

“E’ stato un anno decisivo per la ripartenza del ponte sullo Stretto di Messina”, ha commentato l’Amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, spiegando che “abbiamo superato, con il costante sostegno del Governo ed in particolare del Ministro delle Infrastrutture, tutte le problematiche dovute al blocco dell’opera del 2006. Abbiamo firmato gli accordi con le imprese, aggiornato e stipulato, con il concedente Ministero delle Infrastrutture, la Convenzione con allegato il nuovo Piano finanziario, due giorni fa è stato approvato l’aumento di capitale della Società Stretto di Messina per 900 milioni di euro. Complessivamente ammontano a 2,5 miliardi di euro le risorse destinate alla Società per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, mentre il residuo ammontare verrà raccolto sui mercati finanziari secondo le modalità tipiche del project financing. Oggi, con l’apertura dei primi cantieri, siamo in piena fase realizzativa, resta il rammarico di aver perso 3 anni che avrebbero al contrario consentito un determinante avanzamento del progetto con ricadute economiche che sarebbero state ancora più importanti per accelerare l’uscita dalla crisi economica delle aree direttamente interessate dai lavori. Presto – ha detto ancora Ciucci – saremo in grado di avviare anche le prime opere propedeutiche sul lato siciliano. Nel frattempo, sono in corso le attività per la redazione del progetto definitivo che sarà nella seconda parte del 2010 sottoposto alle approvazioni di legge. Tra pochi giorni prenderanno inoltre il via anche le attività del monitoraggio ambientale, che comprende controlli e studi attenti su acqua, aria, fauna, flora. Si tratta di interventi che interesseranno un territorio di oltre 36 chilometri quadrati, pari a dieci volte le aree di cantiere del ponte”.

Ermete Realacci del Partito Democratico ha detto che “quello dell’inizio oggi dei lavori per il ponte sullo stretto di Messina è un grande bluff e svela una grande bugia perchè non è vero che iniziano oggi i lavori di realizzazione del ponte, si inizia solo a spostare un tratto di ferrovia che c’entra pochissimo con la realizzazione del ponte, perchè altrimenti non si potrebbe fare visto che non si possono avviare lavori di un’opera su cui non c’è ancora il piano di fattibilita”.

Critiche anche da un ironico Nicodemo Oliverio, sempre del Pd: “finalmente il Governo Berlusconi affronta i problemi della Calabria. Davanti alle difficoltà delle piccole e medie imprese, alla disoccupazione galoppante, alla poverta’ in aumento ed al triste ritorno del fenomeno dell’emigrazione, arriva un gran bel regalo di Natale: i lavori della variante della linea ferroviaria di Cannitello di Villa San Giovanni spacciati come l’apertura del primo cantiere per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Che meraviglia. La portata del grande evento è dimostrata dalle presenze di esponenti del governo e della politica registrate oggi a Cannitello, cioè nessuna. La dimostrazione tangibile, in pratica, che alla grande opera che nelle intenzioni dovrebbe rilanciare il Sud non ci credono nemmeno loro. E soprattutto non interessa a tutti quei cittadini che, nell’area dello Stretto, ancora oggi non hanno l’acqua corrente 24 ore al giorno, che sono costretti a viaggiare su strade dissestate ed in alcuni casi su delle vere e proprie mulattiere. Per non parlare, poi, dell’autostrada A3 e delle condizioni della statale 106. Insomma, la verità è che del Sud, e della Calabria in particolare, a questo Governo a trazione leghista importa poco o nulla. In questi ultimi mesi il Mezzogiorno non solo non ha ricevuto niente, e la cosa continua anche con l’ultima Finanziaria, ma si e’ visto anche scippare importanti risorse precedentemente assegnate. Ed ora, con un comunicato stampa, si dà il via ad un progetto, che nessuno conosce, per realizzare il ponte sullo Stretto. Il tutto, comunque seguendo una linea politica chiara e coerente nei confronti di questa parte del Paese: parole, annunci, qualche progetto. Di concreto, però, nulla”.

Dure le parole del Wwf: “non vengono fatti gli interessi dei cittadini e dello Stato, ma di Impregilo. L’unica cosa certa della grottesca rappresentazione odierna è che i cittadini di Calabria e Sicilia saranno presi in giro e non ne ricaveranno alcun vantaggio”.

Michelangelo Tripodi, assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio e segretario calabrese e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno per il PdCI, ha detto che si tratta del “solito bluff. Se i lavori della variante della linea ferroviaria di Cannitello sono partiti oggi nessuno se ne e’ accorto. Stamane nella frazione di Villa San Giovanni, a parte qualche figura di secondo piano dell’Anas e dell’impresa appaltatrice, non si e’ visto nessuno e la tanto strombazzata posa della prima pietra per la costruzione del ponte annunciata per oggi si e’ rilevata un’autentica bufala. A Cannitello oggi non si è visto Berlusconi, non si è presentato Matteoli, si e’ fatto attendere invano il Presidente dell’Anas Ciucci, e non si e’ fatto vedere neanche uno straccio di sottosegretario. Uno spettacolo davvero indecoroso dopo che nei giorni scorsi questi personaggi hanno esaltato trionfalisticamente l’operazione che parte oggi senza peraltro sapere quando e se arrivera’ a conclusione. Non si capisce pertanto come e a quale posa della prima pietra si riferiscono l’amministratore della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli”.

A prescindere dai contenuti delle critiche, va precisato per dovere di cronaca che per l’inaugurazione del cantiere di Cannitello non c’è stata alcuna cerimonia ufficiale. L’evento è stato rinviato a causa dell’indisponibilità del premier, Silvio Berlusconi, a seguito dell’aggressione subita il 13 dicembre scorso a Milano. L’evento celebrativo è stato rinviato ai primi mesi del prossimo anno, tra gennaio e febbraio.

Ma intanto, a prescindere dalle cerimonie, i lavori sono iniziati lo stesso.

Matteoli lancia l’alta velocità del Sud: “non ci fermiamo a Salerno, Supertreni fino al Ponte”

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“Non si può avere il Ponte sullo Stretto senza l’alta velocità ferroviaria al sud Italia”: l’ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

Intervistato da Antonella Baccaro sul Corriere della Sera, il ministro ha spiegato che “l’alta velocità non può fermarsi a Salerno: nel 2010 accenderemo i motori per il progetto dell’alta velocità nel mezzogiorno. Incomincieremo a lavorare con incontri tecnici per vedere quanto può costare e se si possono coinvolgere i privati. Abbiamo iniziato i lavori per realizzare il Ponte sullo Stretto, che non si può avere senza l’alta velocità al Sud”.

In tutti gli incontri, dibattiti e anche nelle polemiche sul Ponte, infatti, in pochi focalizzano il vero ruolo strategico del manufatto nel contesto Euro-Mediterraneo: si parla di Messina e Reggio, della faglia, dei venti e del turismo. Ma in pochi puntualizzano che il Ponte sarà lo snodo fondamentale per il trasporto delle merci, che richiede l’alta velocità ferroviaria. Solo con il Ponte, e con una linea ad alta velocità in Calabria e Sicilia, le due Regioni più meridionali d’Italia potranno diventare la piattaforma logistica dei trasporti tra i Paesi del nord Africa, in forte via di sviluppo, e i grandi mercati dell’Europa centro/settentrionale: il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, significa accorciare le distanze intercontinentali proprio tra i due continenti che si affacciano sul Mediterraneo.
E avere il ruolo di “collante”, per Calabria e Sicilia, potrebbe significare tanto.
Tantissimo.

Inoltre le aziende produttive Siculo/Calabresi potranno abbattere i costi di trasporto che oggi le costringono ad essere fuori dalla competitività dei mercati.

“Tutto il governo punta all’infrastrutturizzazione del sud”
, prosegue Matteoli nell’intervista rilasciata al Corriere. “Nel 2009 abbiamo destinato tantissimi soldi al mezzogiorno per opere pubbliche di vario tipo, soprattutto nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. Sono molto contento per il lavoro svolto in questi ultimi mesi: il 2009 è stato un anno di svolta in un periodo di recessione“.
Grande soddisfazione non solo per il Ponte sullo Stretto, ma anche per la Torino-Lione, per il tunnel del Brennero, per il Terzo Valico del Giovi e per la Livorno-Civitavecchia: “siamo passati dal dire al fare, approvando progetti per 24 miliardi di euro. Il 40% è destinato al Mezzogiorno”.

Nell’intervista, il ministro fa il punto anche sulla Torino-Lione, sulla localizzazione dei siti nucleari per le nuove centrali e sulle polemiche sulle Ferrovie per i forti disagi degli ultimi giorni: ma la notizia, la notizia vera è che per la prima volta è un’autorevole voce istituzionale e ministeriale a parlare di alta velocità a sud di Salerno.

Quella di Matteoli è una promessa per il 2010: una promessa forte, importante, certamente anche difficile. Ma fondamentale per lo sviluppo futuro del territorio.

Una promessa lanciata quasi sottovoce, a pagina 30 del corriere della Sera di una domenica natalizia.
Ma è una promessa troppo importante per passare inosservata: i cittadini adesso si aspettano tanto dal 2010, e se da un lato iniziano a capire il senso della realizzazione del Ponte sullo Stretto grazie all’avanzamento dei lavori sull’A3 a tempo di record e adesso anche rispetto alla volontà del ministro di progettare l’alta velocità ferroviaria nel mezzogiorno, d’altra parte si stanno facendo un nodo al fazzoletto.
Perchè è una promessa troppo importante per essere dimenticata o disillusa.

 

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La Rete No Ponte denuncia il “grande bluff” di Cannitello. Replica il Comitato Ponte Subito: “ma se è davvero un bluff, di che si preoccupano”?

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“La posa della prima pietra è stata un’operazione mediatica, un’offesa per le popolazioni locali. Sono venuti in Calabria a fare la pantomima dell’inizio dei lavori”: l’ha detto Pasquale Speranza della Rete No Ponte a Cannitello dove, ieri mattina alle 11:00 presso la ‘Saletta Boccaccio’ sul Lungmare Fata Morgana, s’è svolta una conferenza stampa indetta dall’organizzazione No-Pontista.

Alberto Ziparo è entrato nel merito dell’apertura dei cantieri del 23 dicembre, definendo l’inaugurazione una “balla mediatica”: “il 23 hanno affittato una ruspa ed un terreno, acceso due telecamere ed hanno detto che si aprivano i cantieri. La sfarzosa cerimonia annunciata è stata frenata perché ormai sappiamo tutti che si tratta di un’operazione abusiva. Grazie alla parte buona dell’informazione ed alla trasparenza del lavoro della Rete No Ponte siamo riusciti a smascherare l’imbroglio. Inoltre, non hanno un quadro politico-istituzionale favorevole – la Regione Calabria ha infatti negato il parere vincolante – e non hanno il progetto esecutivo”.

Ha rincarato la dose Osvaldo Pieroni: “data la mancanza di un progetto esecutivo, se si spostasse non di 500 metri, ma anche solo di 10 metri la posizione del pilastro, la Variante di Cannitello diverrebbe un binario morto”.

Non sta a guardare, però, l’altra campana: il Comitato Ponte Subito si chiede “ma se è davvero tutto un bluff, di cosa si preoccupano?”.

Giovanni Alvaro ha dichiarato che “malgrado l’assenza della cerimonia ufficiale della posa della prima pietra, in quel di Cannitello, per realizzare la variante ferroviaria al fine di liberare il terreno dove dovrà sorgere il pilastro calabrese del Ponte sullo Stretto, ci sentiamo felici, come Comitato ‘Ponte Subito’, per il rispetto dei tempi, a suo tempo annunciati, che fanno chiudere positivamente il 2009 e fanno ben sperare sul rispetto delle altre scadenze. Lo sanno ormai tutti che, a gennaio 2010 si aprirà il cantiere per dar vita ai lavori di sgombero della zona dove dovrà sorgere il pilastro siciliano, ed entro sei mesi (giugno 2010) avverrà la presentazione del progetto esecutivo del Ponte vero e proprio i cui lavori si avvieranno entro il successivo dicembre. Rispetto al primo avvio, quello per intenderci del 23 dicembre scorso, infuriano le polemiche da parte dei detrattori. Non si dà pace l’on. Realacci che parla di ‘grande bluff’; né il Wwf che grida in ogni angolo di ‘falsa inaugurazione’; né i comunisti del Pdci che sostengono sia solo ‘una bufala’, né i politici calabresi che nonostante siano in scadenza hanno infelicemente chiamato fuori la Regione dalla ‘Ponte sullo Stretto SpA’, né la Cgil che batte i piedi e protesta energicamente dimenticando che tra le ricadute del Ponte vi è quella di una massiccia nuova occupazione diretta e indiretta, durante la costruzione e dopo che, probabilmente, a codesto Sindacato non interessa per nulla. Il Pd, invece, pur di polemizzare, si domanda ‘dov’era il Governo?’, avendo dimenticato, a distanza di pochi giorni, l’aggressione patita dal premier che gli ha impedito, com’era suo desiderio, d’essere presente alla posa ‘storica’ della prima pietra, ma che ha, comunque, voluto che i lavori cominciassero lo stesso. Ed è quello che non va giù alla schiera dei detrattori del Ponte. Sorgono, però, spontanee delle domande che la gente si fa e di conseguenza tentiamo di dare qualche risposta. Perché si sostiene, senza un attimo di respiro, che i lavori di Cannitello non c’entrano con il Ponte? Perché si ricorre da parte dei criticatutto all’uso di paroloni quali ‘bluff’, ‘imbroglio’, ‘falsa inaugurazione’ e ‘bufala’? Se così fosse perché si agitano tanto? Qual è il problema? Se i lavori avviati non servono al Ponte, se il Ponte non sarà mai costruito, se mancano i finanziamenti per costruirlo, sarebbe opportuno calmarsi un poco, risparmiando alla gente contorte spiegazioni, inutili ricorsi a teorie economiche utilizzate ad arte per avversare il Ponte”.

Interviene anche il prof. Bruno Sergi: “La verità è chiaramente un’altra: lor signori sanno che ‘alea iacta est’ e che attorno al Ponte si è creata malgrado loro, una vasta attesa, grande speranza ed un clima decisamente favorevole. La maggioranza dei cittadini, come dimostrano i sondaggi che periodicamente vengono fatti, è favorevole al Ponte, ne condivide la scelta di fondo, ne auspica la realizzazione in tempi brevi, considerandolo un’occasione per trasformare questo benedetto Mezzogiorno d’Italia in vera piattaforma logistica Euro-Mediterranea, in un vero palcoscenico di sviluppo economico e di progresso sociale. È questo che non va giù a chi, della lotta contro il Ponte, ha voluto farne una scelta di campo irreversibile. È questo che li spinge, a fronte della evidente improponibiltà delle ragioni del no, a seminare dubbi, alimentare incertezze, concepire zizzanie sperando che così possa incrinarsi l’approvazione della gente comune al progetto Ponte. È questo che continua ad alimentare la loro ‘guerra privata’ e le posizioni politiche contro i mulini a vento. Quando si accorgeranno d’essere rimasti gli ‘ultimi moicani’ in guerra sarà troppo tardi. Resteranno una scheggia che continuerà ad abbaiare alla luna, mentre il Ponte, giorno dopo giorno, si trasformerà da sogno in realtà, da speranza in certezza, da progetto pensato per decenni a decisivo fattore di rilancio del Mezzogiorno. Noi del Comitato ‘Ponte Subito’ vogliamo aiutare questo processo, rintuzzando, colpo su colpo, le affermazioni insincere e i catastrofismi diffusi. Vogliamo vigilare affinchè, assieme al Ponte, si avviino processi di infrastrutturazione per tutto il Mezzogiorno che rendano il manufatto funzionale al più complesso obiettivo di crescita e pertinente all’obiettivo per cui l’UE lo ha considerato opera prioritaria e fondamentale del corridoio 1 Berlino-Palermo”.

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Ponte, aumento di capitale e via ai lavori. Ciucci e Matteoli: “momento storico”

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L’ora ‘x’ è arrivata: a riflettori spenti, senza celebrazioni e presenze illustri stanno per iniziare a Cannitello i primi lavori propedeutici alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Si tratta della tanto attesa ‘Posa della prima pietra’: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha spiegato poche ore fa che “i lavori che stanno per partire a Cannitello sono propedeutici per costruire il Ponte e indispensabili per mettere in sicurezza una parte del territorio in Calabria e in Sicilia. Si tratta di un primo step che consiste nello spostamento di una linea ferroviaria e di una stazione nell’area Calabra in cui sorgerà il pilone del Ponte. Poi, con l’anno nuovo, partiranno anche i i lavori propedeutici nel Messinese”
Il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, parla di “momento storico”.

Ma oltre all’avvio dei cantieri bisogna anche sottolineare quanto accaduto a Roma poche ore fa: l’assemblea straordinaria degli azionisti della società Stretto di Messina ha approvato, su proposta dell`amministratore delegato Pietro Ciucci, un’aumento di capitale dell’importo complessivo di 900 milioni di euro. In particolare l’Anas si è impegnata a intervenire nell’ambito della propria partecipazione al capitale con 683 milioni di euro e la Rete ferroviaria italiana (che ha il 13% delle quote della società) ha partecipato con 117 milioni di euro. La Regione Siciliana, nell’impegnarsi a sottoscrivere la propria quota di competenza (2,6 per cento) pari a 23 milioni di euro, ha dichiarato la sua disponibilità ad intervenire fino ad un importo massimo pari a 100 milioni.

Inizia ufficialmente, quindi, l’iter realizzativo del Ponte sullo Stretto: mentre si porterà avanti il lavoro per le opere propedeutiche, nei primi sei mesi del 2010 verrà redatto il progetto esecutivà che sarà presentato nel prossimo giugno e poi discusso, eventualmente ritoccato e infine approvato entro dicembre 2010. Tra un anno esatto, quindi, conclusi i lavori propedeutici e preeliminari sul territorio, inizieranno i lavori della parte più attesa e affascinante del progetto: il Ponte a campata unica più lungo del mondo.
Lavori che, secondo il cronoprogramma dell’Anas, dovrebbero terminare entro la fine del 2016 per consentire l’apertura al traffico del Ponte il 1° gennaio 2017. Quando la Salerno-Reggio Calabria dovrebbe essere già completamente ammodernata da almeno 3-4 anni, secondo i tempi di Ciucci che ha più volte ribadito che la nuova A3 sarà inaugurata nel 2013.

Immaginare l’A3 senza la straziante corsia unica per lunghissimi tratti e lo Stretto senza l’incubo dei disagi e delle code ai traghettamenti oggi sembra un sogno fantascientifico.
A Reggio e Messina, in Calabria e in Sicilia non ci crede quasi nessuno.
Riusciranno, i fatti, a smentire lo scetticismo popolare?