Altro convegno sul Ponte oggi all’Università

 

Scheda.jpg“Il ponte sospeso sullo Stretto di Messina” è il tema di un convegno che si svolgerà oggi, venerdì 3 dicembre nell’Aula Magna “Orazio Buccisano” della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina, con inizio alle 15,30.

 

Dopo i saluti del prof. Andrea Romano, Preside della Facoltà di Scienze Politiche e del prof. Giuseppe Sobbrio, Direttore del Dipartimento “V.Pareto”, i lavori, presieduti dall’avv. Carmelo Briguglio, avranno inizio con gli interventi del prof. ing. Renato Calzona (“La ricerca non ha fine, il Ponte sullo Stretto di Messina”), del prof. ing. Fabio Casciati (“I ponti sospesi del XXI secolo”), del prof. Guido Signorino (“La diseconomia del ponte”), dell’avv. Carmelo Briguglio (“Il ponte e la città di Messina”). Le conclusioni saranno tratte dal Sen. Giampiero D’Alia.>

 

 

Oggi a Villa il convegno “Uno Sguardo oltre il Ponte”, parteciperà anche il Comitato Ponte Subito

 

pontesubito.pngUno sguardo oltre il ponte’ è il tema di una iniziativa che si terrà Lunedì 29 novembre alle ore 19,00 nel Grand Hotel de la Ville di Villa San Giovanni. A diramare gli inviti dell’importante incontro, che prevede la relazione dell’ing. Pietropaolo Marcheselli (Project Manager di Eurolink SCpA), e a stimolare la partecipazione è l’infaticabile dott. Alberto Porcelli. Il dott. Porcelli assieme all’ing. Giovanni Mollica, nella qualità di responsabili della Commissione per l’Area Integrata dello Stretto dei Distretti Rotary Calabria e Sicilia, con una lettera-invito alle Autorità dell’Area fanno sapere che ritengono, “alla vigilia dell’inizio dei lavori, per la realizzazione dell’attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria”, fondamentale “far conoscere nei dettagli l’importante opera”.         A tale scopo informano gli invitati che, assieme ai tre Rotary di Reggio Calabria, stanno predisponendo ogni utile iniziativa per il successo della Conferenza, alla quale parteciperà, dimostrando la sua importanza, il rag. Michele Leone AD di Eurolink.  Non si intende solo, sottolineano, “fornire ogni puntuale informazione sullo stato dei lavori” ma avviare una concreta e appassionata riflessione  su “l’analisi delle opportunità che si offrono al territorio sotto forma di opere connesse”, la cui importanza è stata ben compresa dal Comune di Messina che ha concordato la lista definitiva di dette opere, e sulle quali si sta cimentando lo stesso Comune di Villa San Giovanni.

 

L’attuale assenza di Reggio, dai tavoli della concertazione, è implicita nell’iniziativa dei Rotary. Anzi, ragionando direttamente col dott. Porcelli, abbiamo registrato la voglia di realizzare un rapporto stringente tra i Comuni interessati, allargando anche la cerchia delle comunità municipali che dalla grande opera hanno possibilità di coinvolgimento, per stringere e definire non ‘opere compensative’ (bruttissima definizione) ma ‘opere connesse’ per l’amalgama del territorio con il Ponte sullo Stretto.

 

>La lettera-invito continua con “indipendentemente dall’essere o meno favorevoli all’attraversamento stabile, siamo fermamente convinti che l’evento del 29 novembre possa finalmente consentire di conoscere le straordinarie opportunità che si presentano al nostro territorio, un’occasione difficilmente ripetibile, con la quale la politica nazionale e locale deve confrontarsi in modo pragmatico, senza rimanere imprigionata in logiche di partito che, di fatto, rischiano di arrecare gravi danni al territorio reggino”.

 

Territorio che ha bisogno di non perdere l’opportunità di un suo radicale cambiamento. Lo stesso Porcelli rilancia un’opportunità che ha tenuto banco negli anni ‘60 e che la costruzione del Ponte permette di ipotizzare nuovamente: lo spostamento della linea ferroviaria a monte della città recuperando al suo utilizzo le comunità delle aree interne, e penetrando Reggio in modo perpendicolare (una specie di Reggio Termini).

 

Non è fantascienza, ma possibilità concreta alla luce di due realtà ineludibili: la costruzione, già decisa con l’Anas, su richiesta dell’ex Sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, della A3 nel tratto finale per  determinare la seconda circonvallazione della città capoluogo a monte dell’attuale superstrada e come raccordo fondamentale con la 106; e la necessità di portare ad altezza Ponte l’attuale ferrovia che da quota livello mare deve elevarsi fino all’innesto del manufatto. Sarebbe, infatti, assurdo che da Santa Trada si dovesse ricominciare una discesa verso Reggio e non approfittare di una condizione oggettiva per cambiare il nostro territorio.

 

L’iniziativa dei Rotary, con le proprie indubbie professionalità, apre, comunque nuovi scenari che il ‘Comitato Ponte Subito’ saluta positivamente, anche alla luce, da quel che si apprende, della presenza all’iniziativa dei Sindaci di Reggio, Villa San Giovanni e Campo Calabro.

 

 

Ponte: nuova manifestazione per le vie della città nel fine settimana

noponopo.jpgMessina torna a sfilare contro il Ponte: per gli organizzatori erano in settemila quelli che sabato hanno partecipato alla manifestazione indetta per protestare contro la realizzazione dell’opera e per chiedere che i fondi per la sua costruzione siano destinati alle zone alluvionate del Messinese, un anno e un giorno dopo la tragica alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea.
Dalla manifestazione è emersa una certa preoccupazione da parte dei “No-Ponte” rispetto al fatto che il Governo stavolta faccia davvero sul serio per quanto riguarda la realizzazione del Ponte: per questo vengono alzati i toni e viene spostato il mirino proprio sui cantieri e sul progetto definitivo che sarà presentato entro la fine dell’anno. Non s’è più sentito, infatti, il ritornello degli ultimi anni secondo cui “bisogna stare tranquilli, tanto il Ponte non lo faranno mai”, tanto che Luigi Sturniolo della ‘Rete No Ponte’, ha detto che “nel momento in cui dovessero davvero partire i cantieri, saremo lì a bloccarli. E’ quello il nostro prossimo obiettivo”.
“Crediamo che sia un’indecenza – ha detto Anna Giordano, componente della segreteria nazionale del Wwf – che decine di persone che vivano nel disagio dopo l’alluvione di Giampilieri e Scaletta perchè non si trovano i fondi per sistemare quelle aree, mentre per la realizzazione di un’opera inutile e impossibile da realizzare si stanziano dei soldi. Ricordo inoltre che il ponte a campata unica piu’ lungo del mondo e’ di 1.131 metri e quello che vorrebbero fare e’ di 3.300 metri. C’e’ un gap tecnologico non colmabile nemmeno tra cento anni”.
Daniele Ielacqua, di Sinistra e Libertà, s’è detto soddisfatto del “successo della manifestazione, perchè a Messina sono arrivati tanti movimenti da tutt’Italia che si battono contro le grandi opere. Il livello della protesta si deve alzare”.
Salvatore Mammola dell’Italia dei Valori ha detto che “Messina è già unita alla Calabria, non ha bisogno del Ponte che tra due Regioni come Calabria e Sicilia sarebbe inutile. Se fossero due Svizzera allora si potrebbe pensare di unirle con un Ponte, ma una Messina e una Sicilia che ha problemi di acqua, infrastrutture ecc. ecc. non ha bisogno del Ponte ma di ben altro”.
Pietro Interdonato del Comitato ‘Pendolari dello Stretto’ ha detto: “Il Ponte è una grande iattura. Berlusconi è un megalomane, il Ponte serve solo alla sua megalomania e a quella di alcuni cittadini che non conoscono nè la storia nè il vissuto di Messina, che è una città immonda, con pessimi amministratori. Per ripristinare il nostro martoriato territorio servono navi a prezzi agevolati con tariffe che non siano da strozzinaggio. La Metromare è stato un fallimento con prezzi dettati a tavolino”.
Renato Accorinti della ‘Rete No-Ponte’ ha ribadito che “il Ponte è solo un’illusione pericolosissima. E’ un simbolo di tanti mali, dire no al Ponte significa dire Sì a tante altre cose, cioè le migliori alternative, le autostrade del mare, le ferrovie, i porti. La nostra lotta è gioia, è una cosa nobile, non dobbiamo abbassare la testa. Non lottare significa morire”.
Il presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista, Bonelli, ha detto che “il Ponte sullo stretto di Messina serve solo ad unire mafia e ‘ndrangheta e gli interessi che ruotano intorno ai loro affari. Il governo Berlusconi sta per buttare letteralmente a mare circa 8 miliardi solo per incartare un regalo alle lobbies del cemento e degli affari. Con quelle risorse si potrebbe cominciare a cambiare il Paese, cominciare a rivoluzionare il trasporto pubblico nelle nostre citta’ e mettere in sicurezza il territorio, visto che nel nostro Paese ancora si muore di frane”.

Ponte, protocollo d’intesa con le università: le voci dei rettori

 

PonteMessina.jpg”La firma del protocollo è – ha affermato il Rettore dell’Universita’ di Messina, Professor Francesco Tomasello – un importante accordo tra l’Universita’ di Messina, l’Universita’ Mediterranea di Reggio Calabria, la Societa’ Stretto di Messina e le Societa’ chiamate alla realizzazione dell’opera Ponte sullo Stretto. La collaborazione sara’ incentrata su progetti di alta formazione, di ricerca scientifica e di trasferimento tecnologico coinvolgendo i migliori laboratori dei due Atenei in rapporto a tematiche scientifiche connesse alla infrastruttura. Si tratta di una straordinaria opportunita’ offerta ai nostri giovani e ai nostri ricercatori, oltre che una premessa utile al fine di poter incubare nuove imprese attraverso il volano di societa’ impegnate nell’impiego di alte tecnologie in ambito internazionale. Non puo’ sfuggire peraltro la novita’ di una cooperazione tra le due Universita’ che avra’ sicuramente importanti ricadute su altre scelte strategiche interuniversitarie in un territorio che presenta note criticita’ socio-economiche. Le Universita’ non sono chiamate a discutere sul valore e sul ruolo della infrastruttura o sulle modalita’ della sua realizzazione ma solo ed esclusivamente sulle iniziative istituzionali pertinenti alla missione accademica”.

 

”Le infrastrutture – ha affermato il Rettore dell’Universita’ degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Professor Massimo Giovannini – considerate nel loro complesso (porti, aeroporti, strade, ferrovie), sono come i web-link, sono l’informatica materiale, una condizione essenziale per promuovere rapporti commerciali e scambi di merci. Il protocollo di oggi aggiunge una valenza ulteriore, favorisce il flusso di idee e di esperienze, promuove la formazione e il trasferimento degli esiti della ricerca per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Sviluppo centrato sul ponte e sul suo indotto. Il protocollo odierno puo’ consolidare il senso di appartenenza ad una condizione geografica unica, l’area dello Stretto. Luogo di forte identita’. Abitato da abitanti consapevoli di abitare una condizione particolare, irripetibile. Luogo di leggende e di racconti fantastici, disegni di viaggiatori e descrizioni letterarie. Luogo mitico, posto mirabilmente al centro del Mediterraneo che e’ come dire al centro della sua storia millenaria”. ”Reggio e Messina sono citta’ metropolitane che gli eventi spingono a ragionare assieme. A conurbarsi, come esito naturale di spinte razionali e emozionali – continua Giovannini – Ad unire i propri destini, a rinsaldare gli innumerevoli aspetti della propria vicinanza. Il ponte, la lenta maturazione della sua realizzazione, potrebbe contribuire a realizzare questa unione che e’ materiale e immateriale. E’ collegamento fisico e, nel contempo, mentale che proietta l’area dello Stretto e l’immaginario collettivo delle sue genti nello sconfinato mondo delle opportunita’ del Mediterraneo. Ancora una volta, nella storia, al centro dell’uomo e delle sue attivita”’. ”Potrebbe consentire all’Italia e all’Europa di proiettarsi verso il Mediterraneo e verso i paesi del nord Africa che vivono una stagione di grande sviluppo economico e che sono destinati a diventare interlocutori importanti del futuro del nostro Paese. In particolare, le Universita’ di Reggio e Messina, unite da questo protocollo, intendono fondare, con le competenze dei propri ricercatori, un laboratorio permanente di idee e progetti, di opere e speculazioni scientifiche per rendere concreto lo sviluppo dell’intera area dello Stretto”, conclude Giovannini.

 

 

Ponte: firmato protocollo d’intesa con le Università dell’Area dello Stretto

 

Ponte151009.jpgE’ stato firmato a Messina un protocollo d’intesa con le Università di Messina e Reggio Calabria in vista della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. ”Si è tenuta oggi, presso il rettorato dell’Universita’ degli Studi di Messina, la firma del protocollo d’intesa tra l’Universita’ degli Studi di Messina, l’Universita’ degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, la Societa’ Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink, il Project management Consultant Parsons Transportation Group e Sviluppo Italia Sicilia, finalizzato a creare opportune forme di collaborazione per l’intera durata della realizzazione dell’Opera. Il Protocollo risponde alla necessita’ condivisa di avviare in sinergia un processo di coordinamento, utilizzando ciascuna parte le proprie risorse umane, strutture e competenze”, si legge in una nota.   ”Il documento e’ stato sottoscritto dal Professor Francesco Tomasello, Magnifico Rettore dell’Universita’ degli Studi di Messina, dal Professor Massimo Giovannini, Magnifico Rettore dell’Universita’ degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Pietro Ciucci, Amministratore delegato Stretto di Messina, Michele Leone, Amministratore delegato Eurolink, William Price, Amministratore Delegato Parsons Italia, Vincenzo Paradiso, Direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia”, continua la nota.

 

”Il protocollo sottoscritto con le Università di Messina e Reggio Calabria -ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli- testimonia l’importanza del Ponte non solo per lo sviluppo infrastrutturale ed economico del Mezzogiorno e del Paese ma anche per l’attrazione scientifica generata dall’opera. Attrazione ed interesse che si articoleranno sia nella fase costruttiva che in quella della reale fruizione producendo diffusa e sistematica presenza di soggetti e tecnici direttamente ed interamente interessati alla realizzazione ed alla manutenzione di tale infrastruttura. Con la firma del protocollo si da’ vita ad un polo scientifico, un vero centro di eccellenza cui potranno fare riferimento anche gli studenti, gli addetti ai lavori, gli appassionati. Pertanto con viva soddisfazione ribadisco l’impegno del governo per la realizzazione di quest’opera cosi’ ingegnosa e foriera di vantaggi per l’intero Sud del Paese”.

 

Il Presidente dell’Anas e Amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, nell’occasione ha sottolineato: ”Ho sempre creduto che il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina costituisse di per se’ un grande laboratorio di ricerca, portando grandi vantaggi per l’intero sistema Italia ed in particolare per le regioni direttamente interessate, la Calabria e la Sicilia, e per le relative Universita’. Oggi, con l’avvio dei lavori, finalmente questo laboratorio prende corpo dando luogo a concrete e reali opportunita’ per la ricerca, la formazione, l’occupazione e lo sviluppo d’impresa”. ”Il progetto ponte e’ infatti in grado di promuovere relazioni tra Scienza – Tecnologia – Territorio – Mercato che collegano l’innovazione alla valorizzazione delle risorse presenti sul territorio. Rappresenta inoltre una occasione unica per riportare l’attenzione internazionale sul Paese ed in particolare sul Mezzogiorno d’Italia in ordine alla capacita’ di realizzare un’Opera altamente complessa, con importanti riflessi sulla capacita’ di attrarre investimenti. Questo Protocollo e’ un altro impegno che la Stretto di Messina aveva assunto nel tempo e che oggi ha mantenuto”, conclude Ciucci.>

 

 

 

Domenica il dibattito “Perchè il No Ponte non diventi il movimento dei ricchi contro i poveri”

Vauro-no-ponte.jpgDomenica 22 agosto, alle 18:30, si terrà al Lido Horcynus Orca il dibattito intitolato “Perché il No Ponte non diventi il movimento dei ricchi contro i poveri” . Una nuova iniziativa della campagna di informazione e riflessione del movimento che si oppone all’attraversamento stabile dello Stretto.
Significativa la scelta del sito, a poca distanza dalle trivelle che hanno dato l’avvio ai cantieri.
“Siamo alla fase decisiva”, spiegano gli organizzatori. “Decine di milioni di euro sono stati già impegnati per monitoraggio ambientale e lavori preliminari. Prosegue l’iter infinito della progettazione. Ma lentezze, opere collaterali, studi sull’impatto ambientale o convenzioni con le università fanno parte del sistema. E’ questo ‘il Ponte’”.
Esiste tuttavia il pericolo dell’isolamento. “In tempo di crisi, anche pochi posti di lavoro, anche temporanei, diventano una manna dal cielo”, concludono. “Solo un movimento ampio e forte può ribaltare questa logica, ripartendo dalle quattro proposte dell’ultima manifestazione nazionale, quella del 19 dicembre. La messa in sicurezza del territorio, la bonifica delle aree inquinate, le infrastrutture di prossimità, il traghettamento pubblico”.

–    Interverranno:

Alberto Ziparo, urbanista Università di Firenze
Toni Pellicane, Comitato XII luglio, movimento per la casa Palermo
Pippo Guerrieri, Cub Trasporti Ragusa
Daniele David, Fillea Cgil Messina
Modera: Manuela Modica, giornalista


–    L’incontro è promosso da noponte.it, il blog nato per informare in tempo reale sullo stato dei cantieri e sulle contro-iniziative del movimento;  e dalle Edizioni terrelibere.org, che ha prodotto sull’argomento il libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” e il recente e-book “La politica dei disastri”.

Ponte, interviene Misiti (Mpa): “Il Governo superi le indecisioni dell’Anas e della società Stretto di Messina”

misiti-a1.jpg“Il Governo accolga i suggerimenti di MPA di realizzare due grandi istituti di ricerca universitari di aerodinamica e nuovi materiali sulle due sponde, e avvii senza indugio una trattativa diretta, attraverso il ministero delle Infrastrutture, con il Contraente generale, superando le indecisioni dell’Anas e della società Stretto di Messina, affinché si possa giungere presto all’approvazione di un progetto fattibile del ponte, che tenga conto delle osservazioni e prescrizioni che già nel 1997 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha messo come base per la prosecuzione della progettazione stessa”. E’ l’esordio di una nota del portavoce nazionale dell’Mpa, Aurelio Misiti, ex Idv ma sempre favorevole alla realizzazione della grande opera sullo Stretto.

“Il Movimento per le Autonomie – MPA è stato ed è il più convinto sostenitore dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina – ha proseguito Misiti – con un grande ponte sospeso. I messaggi trasversali che periodicamente vengono inviati ai media contro la realizzazione dell’opera sono frutto di quella linea politico-culturale che ha sempre difeso lo ‘stato quo’ di subordinazione del Sud Italia rispetto al Nord del Paese. Questa cultura, figlia della storia italiana vista dalla parte dei vincitori degli avvenimenti di 150 anni fa, va definitivamente superata se si vuole effettivamente raggiungere l’unità reale dell’Italia. Essa ha portato un gap insopportabile di livello di vita, che è l’unica misura che bisognerebbe adottare per decidere le scelte di politica economica, sociale e culturale nel governo del Paese.
Ma ciò non è, tanto è vero che qualunque proposta venga alla luce sia in termini di grandi infrastrutture, sia in termini di impianti produttivi, viene rimossa per le più varie ragioni, tra le quali è sempre più spesso avanzata la presenza delle mafie in quei territori, senza riconoscere che esse ormai sono diffuse capillarmente nel resto del Paese.
Anche le sacrosante ragioni del ministro del “risparmio”, Giulio Tremonti, costretto a modificare le proprie visioni ottimistiche di qualche tempo fa in fatto di crisi, vengono utilizzate per boicottare qualunque iniziativa tendente a ridurre i numerosi gap tra Sud e Nord. Lo dimostra il contenuto della Finanziaria 2010, in cui vi sono chiari segnali di reale antimeridionalismo; altrimenti non si capisce perché si insiste a prevedere fondi dello Stato collocati esclusivamente nei territori più ricchi.
Sappiamo che la crisi richiede una manovra pesante, ma vorremmo che si approfittasse di queste difficoltà per introdurre correttivi ai grandi
dislivelli denunciati dagli istituti principali di ricerca sociale. MPA avrebbe visto con soddisfazione rafforzamento dei laboratori universitari e incentivi per il ritorno dei ricercatori meridionali, che notoriamente sono numerosissimi al centro-nord e all’estero; risorse da investire nelle infrastrutture ferroviarie e portuali, che avrebbero potuto invertire la tendenza alla recessione al Sud, denunciata da Svimez.
In questo quadro si inserisce la costruzione del ponte sullo Stretto, contrastata ferocemente da chi si oppone allo sviluppo del Mezzogiorno in
quanto, oltre a tutti i tradizionali motivi ideologici in questo momento si aggiunge quello, che fa presa e come, di non investire risorse per un’opera considerata da loro inutile mentre il Paese stringe la cinghia per i tagli in ogni settore, soprattutto nei servizi.
Il Movimento per le Autonomie insiste affinché si vada avanti con l’alta capacità e alta velocità ferroviaria nel Sud del paese, e su questo punto
non può accettare compromessi. Dell’alta velocità ferroviaria fa parte anche il ponte sullo Stretto di Messina, unica opera inserita nel corridoio
europeo numero uno che si può considerare produttiva, in quanto i costi attuali dell’attraversamento (treni, auto e persone) trasferiti sulla nuova struttura consentono un finanziamento del 60% dell’investimento previsto dalla società Stretto di Messina sulla base del progetto preliminare ideato negli anni ottanta”.
“Il passaggio dal progetto preliminare a quello definitivo, secondo il Movimento per le Autonomie, può costituire l’occasione per inserire le nuove tecnologie – ha concluso Misiti – riducendo fortemente i costi fino a contenerli nei limiti delle risorse finanziarie da raccogliere nei mercati nazionali e internazionali di capitali. Ciò consentirebbe di eliminare il principale ostacolo attuale, che viene frapposto alla costruzione della grande opera”.

Ponte: a Catania un convegno per fare il punto della situazione con i più grandi esperti mondiali

Professoriii.JPG.jpegS’è concluso, a Catania, il convegno ‘Il Ponte sullo Stretto, la Sfida dell’Ingegneria‘: s’è trattato di uno dei più grandi eventi mai realizzati sulla grande opera dello Stretto. L’ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, che ha promosso la manifestazione con il supporto di un Comitato Scientifico altamente qualificato, composto da Enzo SivieroLuigi BoscoVincenzo La MannaMarco MuratoreGiuseppe PuglisiAndrea Santangelo (indiscussi gotha del settore), ha condensato in una giornata il top degli esperti mondiali in materia di Ponti. E parliamo di scienziati, tecnici a cui hanno fatto da cornice tutti i rappresentanti dei principali enti istituzionali, politici, amministrativi, accademici, universitari e sindacali.
Il messaggio lanciato dagli organizzatori sin dall’inizio è stato chiaro: «Mettiamo da parte ideologie e appartenenze politiche, parliamo del Ponte in sè. Anche perchè opere di questo tipo non hanno alcun tipo di colore partitico». E così s’è sviluppata un’interessantissima discussione decisamente inedita fino ad oggi: s’è parlato di Ponte per oltre 14 ore senza mai pronunciare la parola ‘Berlusconi‘. O ‘Prodi‘ o così via.
Principali protagonisti della giornata sono stati due ospiti stranieri: il Danese Klaus H. Ostenfeld, Presidente Onorario della COWI, l’azienda che ha progettato il Ponte sullo Stretto, e il Cinese Man-Chung Tang, Presidente della T.Y. Lin International.
Ostenfeld
con una lunga e appassionata relazione ha spiegato tutti i dettagli del progetto del Ponte, illustrandone le origini, le motivazioni, i metodi di studio, i punti d’arrivo e smontando con numeri, dati tecnici e garanzie scientifiche molti dei motivi che hanno alimentato le battaglie no-pontiste. Secondo Ostenfeld il Ponte «non avrà problemi nè per i terremoti, nè per i venti, nè per altri eventi. E’ progettato per resistere a catastrofi naturali ben più sconvolgenti di quelle che fino ad oggi, nella storia millenaria dello Stretto, hanno colpito questo luogo. Anche in Danimarca – ha sottolineato – durante la progettazione del Ponte di Øresund, che oggi collega il mio Paese alla Svezia, c’era un’opinione pubblica scettica e contraria. Più del 50% dei cittadini non volevano quel Ponte. Dal giorno in cui è stato inaugurato, nessuno si permette di ribadire posizioni di quel tipo ma sono tutti felici e contenti».
La Danimarca, dopotutto, è rinomata come la ‘patria’ dei Ponti. Qui si sono formati i più grandi ingegneri, architetti e tecnici esperti del settore in materia pontistica. E’ un Paese che da sempre è leader nella costruzione di Ponti: oltre a quello di Øresund, c’è anche lo Storebæltsbroen, un altro grande ponte che collega le due isole principali danesi. Sono in fase di progettazione altri due giganteschi ponti: uno dalla Danimarca fin in Germania e un altro interno tra due sponde Danesi.
La COWI, azienda danese leader mondiale del settore oggi facente parte dell’Eurolink, l’associazione temporanea di imprese, Contraente Generale per la progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, è la più autorevole e certificata voce che possa garantire sul progetto del Ponte sullo Stretto.
Subito dopo Ostenfeld ha preso la parola il Cinese Man-Chung Tang, Presidente della T.Y. Lin International (http://www.tylin.com/), un’azienda fondata nel 1954 da Tung-Yen Lin e con sede a San Francisco. E’ una prestigiosissima società di consulenza che fornisce servizi completi di ingegneria, tecnica e architettura per la progettazione dei ponti più complessi, difficili e con strutture speciali. L’azienda realizza la pianificazione, la progettazione e la costruzione di supporto per aeroporti, edifici, ponti, strade, autostrade, porti, ferrovie e molto altro ancora. Con sedi in molti Stati degli USA e in numerosi Paesi dell’Asia, l’azienda dispone di uno staff professionale di oltre un migliaio di ingegneri, progettisti, architetti e scienziati. Man-Chung Tang è il loro Presidente e, a Catania, ha parlato per oltre un’ora seguendo la suggestiva storia dei Ponti nel mondo, illustrandone i vari tipi e, soprattutto, i vari records ricordando che «nel nostro settore la competizione è un elemento basilare che stimola la ricerca e la realizzazione di opere meravigliose»Man-Chung Tang ha illustrato la realtà Cinese, mostrando un Paese che negli ultimi anni si sta sviluppando tantissimo tanto da diventare il paradiso degli ingegneri pontisti, per la quantità e la qualità di ponti che vengono richiesti e finanziati. Ponti che, molto spesso, «sono realizzati in aree naturali molto più complicate e difficili rispetto allo Stretto di Messina, e che in alcuni casi richiedono sforzi tecnici abnormi, che nello Stretto sono già stati superati dalla progettazione dell’opera attualmente in fase di stesura definitiva da parte di Eurolink».
Gli interventi di SivieroFiammenghi e altri tecnici italiani vanno a rincarare la dose e ribadire le linee guida espresse da Klaus H. OstenfeldMan-Chung Tang.
Enzo Siviero, ordinario di Ponti all’Università IUAV di Venezia, ha raffigurato, nella prospettiva di uno Stretto di Messina con il Ponte in piedi, «Scilla e Cariddi non più come due mostri, ma come i due principali fari del Mediterraneo. Ponte significa pace. Costruire ponti è significativo a livello culturale. Stiamo immaginando un Ponte da vivere, come opera contrapposta ai muri e alle divisioni. Chi distrugge e critica i Ponti, solitamente, è chi vuole fare le guerre».

Estremamente profondo e approfondito tecnicamente anche l’intervento di Giuseppe Fiammenghi, Direttore Generale della Società ‘Stretto di Messina‘. Ha ribadito che i lavori del Ponte sono già iniziate, che sono in corso gli studi per la progettazione definitiva (che verrà presentata in autunno) e che tra 2016 e 2017 il Ponte sarà completato e aperto al traffico. «Mentre dico questo ho i brividi. Sento che stiamo portando a termine un progetto che ci ha impegnato per decenni». Illustrando un video estremamente tecnico e approfondito su come verrà realizzato il manufatto,Fiammenghi ha aggiunto che «sul Ponte ci sono tantissime leggende metropolitane. C’è chi dice che sarà chiuso un tot. di giorni l’anno, che cadrà alla prima scossa di terremoto, che è troppo lungo per essere a campata unica ecc. ecc. In realtà sono tutte falsità: il Ponte sarà aperto 365 giorni su 365, non ha alcun tipo di problema di fattibilità e di stabilità. Ci divertiamo ad ascoltare certe cose ma stiamo pensando di fare un libro in cui le raccoglieremo tutte e, una ad una, le smontieremo con dati tecnici, scientifici e assolutamente certificati».

Ponte, nessun ritardo: “I lavori proseguono nel rispetto del crono programma”

Scheda.jpgIn merito ad alcune affermazioni contenute in un articolo del Riformista pubblicato sabato 8 maggio, intitolato “La congiura di Silvio: ‘Ecco i poteri forti che ce l’hanno con noi’”, per quanto riguarda i lavori del Ponte sullo Stretto, l’Anas e la società Stretto di Messina hanno precisato che le attività del cantiere di Cannitello per lo spostamento della linea ferroviaria in funzione della realizzazione del Ponte procedono secondo il cronoprogramma definito e che Impregilo, come contrattualmente stabilito, ha in corso già dallo scorso febbraio le attività riguardanti la progettazione definitiva del Ponte e dei collegamenti a terra. Il progetto definitivo dovrebbe essere presentato il prossimo autunno. Secondo l’Anas e la Società Stretto di Messina, “ogni altra affermazione è falsa, priva di qualsiasi rapporto con la realtà ed è destituita di ogni fondamento”.

Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: le vicende politiche

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Quella del collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente è stata sin da sempre una volontà della comunità dello Stretto, come è facilmente comprensibile anche dal percorso storico e dall’evoluzione del progetto “Ponte”.

La storia di alta ingegneria e di progresso scientifico che è la cornice del progetto del Ponte, è “contaminata”, per forza di cose, anche da vicissitudini politiche, da scontri, da dibattiti e da importanti decreti legge.

Dopo l’Unità d’Italia fino al Regime Fascista, un po’ tutti, come un coro unanime, volevano il Ponte sullo Stretto.

Allora era, più che altro, un sogno irrealizzabile: non c’erano le tecnologie adatte per realizzare un ponte in una zona così tormentata dal punto di vista climatico (venti e correnti marine in modo particolare). E, forse, proprio per questo erano tutti d’accordo nel vedere il ponte come una cosa positiva: un simbolo di sviluppo, di grandezza dell’uomo nei confronti del mondo naturale e selvaggio, un sogno utopistico e a tratti irreale, un miraggio come la Fata Morgana.

Dal secondo dopoguerra in poi, con la nascita della Prima Repubblica e con l’avvento della democrazia, sono nati gli scontri politici sul “Tema – Ponte” che sin dagli anni ’60 è stato uno dei principali argomenti delle campagne elettorali.

Proprio per avere maggior consenso popolare, i partiti e le fazioni politiche si schieravano tra contrari e favorevoli, alimentando il dibattito e l’interesse nazionale sulla grande opera.

Dopo tangentopoli, con la Seconda Repubblica, lo scenario politico è cambiato ed anche le varie posizioni rispetto al ponte.

Bisogna comunque dire che il tema del Ponte è un tema molto personale e di coscienza: c’è poco di politico in termini tecnici e ideologici, e molto spesso già nei decenni precedenti erano riscontrabili dei pareri contrari anche di importanti esponenti dei partiti che lavoravano per costruire il ponte, così come, al contrario, all’interno dei partiti contrari si ravvisavano degli elementi che volevano il ponte e ne parlavano come simbolo di sviluppo per il mezzogiorno: il dibattito è sempre stato acceso nelle case, nelle famiglie, nei bar, per strada e così anche nei partiti e nel parlamento. Il ponte ha diviso, accendendo il confronto dialettico tra mogli e mariti, fratelli, amici, parenti, cugini e quindi anche esponenti degli stessi partiti.