L’Msi protesta contro la Lega, brucia bandiere e impicca manichini

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Una decina di militanti dell’Msi e della “Guardia nazionale” hanno manifestato nei pressi di Cristo Re, sulla circonvallazione cittadina, contro la Lega Nord di Umberto Bossi. I dimostranti, in divisa color ocra, hanno bruciato una bandiera della Padania e più tardi hanno impiccato ad un albero, nella centralissima piazza Cairoli, un manichino con la maglietta verde, che impersonava simbolicamente i leghisti.

La presidente nazionale del Msi, Antonietta Cannizzaro, messinese, ha affermato che “bisogna combattere la politica razzista della Lega che penalizza il Sud che mira a dividere il Paese creando gabbie salariali ed introducendo l’insegnamento del dialetto nelle scuole”.

L’Msi si dice contrario pero’ anche al partito del Sud.

Dura la reazione di alcune forze comuniste: “al di la’ del folklore di una squallida provocazione, il Pdci esprime sdegno e preoccupazione per il pericoloso clima forcaiolo che si sta instaurando anche a Messina con la complicita’ di chi auspica ronde di vario genere e natura”.

Lo afferma in una nota la Federazione provinciale del Pdci di Messina, in merito al sit-in effettuato dagli appartenenti al Msi e alla guardia Nazionale.

“Riteniamo – continua la nota – che una simile iniziativa costituisca reato quanto meno di istigazione a delinquere e, a tal fine, sollecitiamo la Digos, in altre occasioni particolarmente zelante, a istruire una pratica sul fattaccio, inoltrando doverosamente denuncia all’autorita’ giudiziaria”.

Ha risposto anche la Lega: “non ci fanno paura le azioni bestiali di questi capomanipoli della milizia, la bandiera della Lega sventola sempre per la libertà dei popoli dal Brennero a Lampedusa”. Cosi’ la senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano, commenta quanto accaduto a Messina. “Certo – aggiunge la senatrice del Carroccio, che vive a Lampedusa – fa comodo a molti vedere il fuoco intorno al Sole delle Alpi, ma il calore dei suoi raggi arginera’ le fiamme della violenza”.