Doveva essere il giorno di Matteoli e della firma del Protocollo d’Intesa per il Ponte. Ma all’ultimo momento è clamorosamente saltato tutto

incubatorepapardo.jpgOggi pomeriggio la società Stretto di Messina ed Eurolink avrebbero dovuto tagliare il nastro dell’Incubatore di impresa di Papardo alla presenza del Ministro Matteoli e dei Governatori di Calabria e Sicilia, Giuseppe ScopellitiRaffaele Lombardo.
Ma per sopraggiunti impegni del ministro, è saltato tutto improvvisamente e l’appuntamento è stato rimandato niente meno che a settembre!
Ma di cosa si trattava ?

L’incubatore d’imprese di Papardo (una struttura vasta 4.400 mq) è una struttura Universitaria destinata alla ricerca e all’attività imprenditoriale, con finalità di generare aziende e brevetti di successo. Una struttura che deve creare posti di lavoro, sostenere l’economia locale, sviluppare tecnologie e valorizzare la ricerca nella finalità di rivitalizzazione delle aree depresse e valorizzazione ulteriore di quelle sviluppate, diversificando l’attività produttiva e promuovendo specifici settori industriali e gruppi sociali. 
Una struttura sarà adesso destinata proprio all Ponte sullo Stretto: ospiterà la sede di Eurolink, General Contactor per la costruzione del Ponte sullo Stretto, della Società Stretto di Messina e delle Università di Reggio e Messina che adesso sono davvero protagoniste del progetto-Ponte.
I due Rettori, Francesco TomaselloMassimo Giovannini, avrebbero dovuto essere presenti alla manifestazione inaugurale in cui avrebbero dovuto firmare il protocollo d’intesa proprio nei locali dell’incubatore alla presenza del Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Altero Matteoli, e ai Governatori di Calabria e Sicilia, Giuseppe ScopellitiRaffaele Lombardo.

I quartieri generali di Eurolink, quindi, rimarranno almeno un altro mese e mezzo ospitati al Capo Peloro Resort di Punta Faro.

Le Università di Reggio e Messina ritengono indispensabile un loro diretto coinvolgimento nel processo che porterà alla progettazione ed eventualmente alla realizzazione del manufatto volto a collegare in modo stabile le due sponde dello Stretto. Entrambi gli Atenei, infatti, non intendono essere tagliati fuori dai processi di alta formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico collegati alla costruzione, senza che ciò  – hanno voluto sottolineare – comporti alcuna adesione ideologica al Ponte, la cui esecuzione dipende dalle scelte governative. E, di conseguenza, in un Paese democratico come l’Italia, dalle scelte degli elettori, i cittadini.
La stipula del Protocollo di intesa deve servire – dicono dall’Università – ad impegnare gli attuatori a promuovere opportunità occupazionali per i giovani e ricadute di sviluppo tecnologico per il territorio e i laboratori di ricerca.

E se si pensa che l’idea dell’Incubatore era nata proprio per accogliere imprese specializzate in produzioni hi-tech e spin-off da ricerca provenienti principalmente dall’Ateneo cittadino, il fatto che adesso, finalmente, per la prima volta, proprio le università del territorio se ne impossessino non può che essere un fatto positivo perchè nelle fasi di stesura del progetto definitivo del Ponte potranno intervenire anche le eccellenze locali che saranno protagoniste e potranno interagire con gli esperti di fama internazionale già a lavoro da anni sul Ponte. 
A proposito di progetto definitivo: sono intensi e quotidiani i lavori di trivelle, sondaggi, monitoraggi e studi nell’area dello Stretto, su entrambe le sponde. I lavori porteranno entro l’autunno alla stesura del progetto definitivo che sarà poi al vaglio di tutti i procedimenti burocratici richiesti dalla legge prima dell’avvio dei lavori veri e propri, mentre si continua a operare per alcune opere propedeutiche come la variante di Cannitello, dove i cantieri sono stati aperti lo scorso 23 dicembre.