Ponte, grande fermento dopo la presentazione ufficiale

 

23.JPGIl progetto del Ponte sullo Stretto è stato presentato ufficialmente a Messina, nel nuovo e avveniristico Palacultura del viale Boccetta, inaugurato per l’occasione.
Alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli e del Presidente dell’Anas e della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, l’incontro s’è svolto con tanti colpi di scena.
A partire dalle condizioni meteorologiche: mentre il Ministro Matteoli arrivava al Palacultura, un forte rovescio di neve tonda colpiva l’area del viale Boccetta e alimentava i disordini dovuti a un gruppetto di circa cinquanta manifestanti della ‘Rete No Ponte‘, accompagnati dalle ormai immancabili bandiere falce e martello.
Nulla di particolare, solo un pò di apprensione: tanti fischi e cori da stadio (“Buffone, buffone … vergogna vergogna“) nei confronti del Ministro.

Ma i colpi di scena più clamorosi sono senza dubbio quelli verificatisi all’interno dell’auditorium del Palacultura, dove seduti tra il pubblico c’erano anche Renato Accorinti e altri rappresentanti della ‘Rete No Ponte’ che hanno più volte interrotto, urlando, i relatori dando vita veri e propri dibattiti a tratti molto animati.

E quando il Presidente Ciucci ha elencato le quote della Società Stretto di Messina S.p.A., inserendo anche la Regione Calabria che, come la Regione Sicilia, “è ancora oggi azionista della Società con il 2,6% delle quote“, proprio Accorinti dalla platea ha urlato “no, la Calabria non c’è più“. Ciucci ha risposto così: “Non si esce da una Società per azioni con un comunicato stampa“.
Secondo quello che dice Ciucci, quindi, la Regione Calabria ha diffuso note stampa ai mass-media in cui comunicava di aver abbandonato la ‘Stretto di Messina’, senza però aver formalizzato l’atto. Il Governo e la Società stessa considerano ancora oggi ufficialmente la Regione come azionista.

Già dagli interventi di benvenuto s’era capito che sarebbe stato un pomeriggio con i “fuochi d’artificio“. Dopo i saluti di Nino Calarco, Presidente onorario della Società Stretto di Messina, e quelli del Presidente, Giuseppe Zamberletti, hanno fatto gli onori di casa i rappresentanti dei principali enti istituzionali e, in primis, il Sindaco Giuseppe Buzzanca che ha garantito che indipendentemente dal Ponte, i Peloritani saranno messi in sicurezza dal dissesto idrogeologico. Buzzanca ha ribadito chiaramente un concetto estremamente importante: “Io non voglio parlare di opere compensative. Noi non dobbiamo essere ricompensati di nulla. Il Ponte non è qualcosa di brutto per cui servono delle compensazioni. Già di per sè il Ponte è un grande regalo per la Città, dobbiamo saperlo integrare bene nel territorio ed è nostro compito dare le giuste linee guida alla realizzazione di un progetto così importante per lo sviluppo del territorio. Il ponte ci permetterà finalmente di camminare sulle nostre gambe, non dovremo più dipendere dagli altri“.

Il Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ha sottolineato l’importanza dell’Area Metropolitana dello Stretto, e il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha ulteriormente sottolineato il valore strategico della grande opera per tutta la Sicilia e la Calabria.

Sono intervenuti anche Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, lo stesso Pietro Ciucci che ha spiegato perchè il Ponte non è un monumento con un lunghissimo e dettagliato intervento tecnico, l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che ha spiegato in numeri quanto “Rfi stia investendo in Sicilia con cantieri aperti per due miliardi di euro“, e poi ancora Alberto Rubegni, Amministratore delegato di Impregilo, che ha spiegato con orgoglio come l’azienda che rappresenta ha sempre realizzato grandi opere in tutto il mondo e che le opere simbolo del nuovo secolo saranno il Canale di Panama e il Ponte sullo Stretto.

Poi è stato il turno degli interventi tecnici con tutti i dettagli da parte del contraente generale, del project managment consultant e del monitore ambientale. James Shappell è arrivato direttamente da Washington, e ha sguinzagliato vari dettagli tecnici sul progetto.
Infine il Ministro Matteoli s’è proiettato nel futuro immaginando gli scenari dell’Italia con il Ponte realizzato: “Immagino già quando i sindaci di Messina e Reggio si incontreranno a metà del ponte per il taglio del nastro. Sarà un momento storico, non solo per Messina e per lo Stretto, ma per tutt’Europa“.

 

‘Comitato Ponte Subito’: “bisogna capire la portata storica e Mediterranea del manufatto”

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Dopo la presentazione di Varapodio, torna alla carica il Comitato favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, e lo fa diffondendo una dettagliata e specifica nota firmata da Bruno Sergi e Giovanni Alvaro, due tra i fondatori del movimento.

Il tanto atteso Ponte sullo Stretto di Messina, un gioiello della tecnica ingegneristica che potrebbe vedere la luce tra circa sette anni – scrivono Sergi e Alvaromeriterebbe intelligenti meditazioni e non disprezzo pretestuoso e sconclusionato. Dato per scontato che il Ponte rispetterà le risorse paesaggistiche e ambientali dello Stretto e che resisterà a scosse sismiche anche di intensità pari a quelle che, il 28 dicembre 1908, hanno raso al suolo le due belle città di Reggio e Messina, proviamo a riflettere sui suoi aspetti positivi evidenziando l’interesse sulle sue enormi potenzialità. Un primo aspetto da sottolineare è la natura di un investimento che, nel Mezzogiorno e nella stessa Area dello Stretto, rompe con gli inutili investimenti a pioggia degli anni ’70, che hanno generato corruzione ed inefficienze, aprendo una fase nuova con effetti trainanti sull’intera economia. Questo obiettivo era stato affidato ai fondi europei che si sono rivelati, purtroppo, un totale fiasco progettuale, un altro grande veicolo di corruzione e l’ennesimo insuccesso volto a determinare la ‘rottura’ di cui aveva ed ha bisogno l’intero Mezzogiorno d’Italia. Si lega a questo primo aspetto la seconda riflessione. Lo scarto infrastrutturale del Sud nei confronti del Paese è francamente enorme e, a dire il vero, anche l’Italia soffre un gap di questa natura con il resto del continente europeo. Gli indicatori elaborati dal World Economic Forum sul ritardo infrastrutturale complessivo dell’Italia, infatti, “classificano” l’Italia al 72° posto in una graduatoria di 134 paesi. La dotazione in strade, ferrovie, porti e l’offerta elettrica non è paragonabile a quella esistente in Germania o in Francia. La stessa Spagna, che accusava ritardi trentennali, è oggi al 28° posto in graduatoria! E chiaro che il sud presenta una situazione più critica registrando una sottodotazione di infrastrutture di trasporto sia quantitativa che qualitativa. Senza un elettrochoc, e il Ponte ha anche questa funzione, il sud non avvierà mai un virtuoso processo di crescita. La dotazione infrastrutturale è poi indispensabile per il turismo. Tra il 2008 e il 2009 si è sofferto per un calo delle presenze (italiane e non) in Calabria e in Sicilia con riverberi sul terreno occupazionale e, quindi, sul Pil delle due regioni già abbastanza ridotti con il loro 12% di provenienza turistica a fronte di un Pil della vicina Malta che registra un apporto del 34% dallo stesso settore. “Avvicinare” le due regioni al dato maltese, con la crescita occupazionale nel settore turistico, si rivelerebbe in tutta la sua portata positiva. A livello europeo quasi l’80% dei viaggi con l’Alta Velocità avviene per motivi di “svago” e, per buon senso, l’Alta Velocità estesa alle più “lontane” province siciliane genererebbe nuovi flussi di traffico turistico dando fiato ad una vera stagione dell’industria del turismo, un settore che potrebbe finalmente rivelare le sue potenzialità moltiplicative e trasversali sulla formazione del Pil e del lavoro. Gli “arrivi” turistici a livello mondiale, nel 2008, sono stati pari a 924 milioni e si stima possano salire a 1600 milioni nel 2020. Un minimo di buon senso porta ad affermare che basterebbe intercettare anche una piccola parte di questa crescita per “rivoluzionare” le due regioni. Già il manufatto è elemento di attrattiva turistica e con l’Alta Velocità diventerebbe più ‘visitabile’ della stessa Torre Eiffel o dei famosi ponti newyorkesi o londinesi.  A dire il vero, il Ponte sarà sinergicamente valorizzato con gli altri magici tesori paesaggistici, artistici, storici e culturali della Calabria e della Sicilia e “sedurrebbe” milioni di turisti garantendo un nuovo turismo di benessere e ricchezza. Una quarta prospettiva meritevole di attenzione è che la costruzione del Ponte metterà in moto una mole di lavoro con benefici diretti ed indiretti sin da subito“.

Decine di migliaia di persone – conclusono gli esponenti del ‘Comitato Ponte Subito’ – da manovali ad eccellenze di qualità e, nel medio e lungo periodo, rafforzerà la cultura d’impresa. Il Ponte sarà, per forza di cose, non solo funzionale al turismo, ma anche agli imprenditori, ai pochi che già operano in Sicilia e Calabria e ai tanti, nuovi italiani e stranieri, che potrebbero finalmente decidere di investire da noi utilizzando le nuove infrastrutture e mettendo a profitto la posizione geografica decisamente interessante perché al centro del Mediterraneo. Una rete moderna ed efficiente di infrastrutture, di linee ferroviarie ad alta velocità, di più vie del mare, di porti adeguatamente ristrutturati, di aeroporti più dinamici e aperti ai flussi turistici, e di ogni altra forma di comunicazione internet veloce, tutto ciò abbasserebbe gli attuali costi di trasporto dando maggiore competitività al sud che diventerebbe, così, una vera “cerniera” tra l’Europa e il Nord Africa, un collante tra due realtà che avranno nei prossimi decenni un ruolo strategico nell’economia mondiale. Il Mezzogiorno diventerà, giocoforza, una piattaforma logistica di immenso interesse per l’intera Europa. Le motivazioni favorevoli al Ponte sono, quindi, molteplici e forti. Il no al Ponte è, invece, un atteggiamento “subalterno” a logiche contrarie al vero sviluppo, che sconfina in una sorta di antimeridionalismo. La classe politica “pensante” deve avere ben chiaro che le polemiche in corso cresceranno fino a diventare rumorose perché l’organizzazione che vi ruota attorno ha l’interesse ad appellarsi ad inutili ampollosità, a furbesche manipolazioni delle relazioni economiche, ad irresponsabili catastrofismi“.

In qualsiasi altro Paese – concludono Sergi e Alvarodel mondo il Ponte sarebbe già realtà da tantissimi decenni, ma l’Italia sconta troppe lentezze burocratiche, molte indecisioni politiche, tantissima speculazione culturale. Per un rilancio economico delle due regioni, anche in chiave mediterranea, diciamo sì al Ponte“.

 

Ponte: presentato il progetto, Matteoli: “garantirà al sud sviluppo e occupazione”

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Si è svolto pochi giorni fa il convegno per la presentazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina organizzato dal Comune di Varapodio. All’evento hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Altero Matteoli, il Presidente dell’Anas e amministratore delegato della Societa’ Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il Presidente della Societa’ Stretto di Messina, Giuseppe Zamberletti, ospiti di Guglielmo Rositani, Sindaco di Varapodio. “Il Ponte sullo Stretto di Messina – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteolisi prefigge di migliorare notevolmente l’offerta trasportistica, determinando sviluppo economico e crescita occupazionale non solo per la Calabria e per la Sicilia ma per tutto il Mezzogiorno e il Paese. Va sottolineato, inoltre, che il Ponte ha una peculiare valenza europea essendo un importante tassello del Corridoio 1 Berlino-Palermo, gia’ approvato dal Parlamento Europeo nel 2004. Bisogna ricordare ancora che l’opera non sara’, come sostengono i suoi detrattori, una cattedrale nel deserto. E’ di tutta evidenza che il Ponte determinera’ a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia necessari alla grande area di riferimento, indispensabili affinche’ l’opera possa esprimere tutte intere le sue potenzialita’ strategiche. Fra esse, e non ultima, la circostanza che essa rendera’ possibile la realizzazione del piu’ grande sistema metropolitano del Mediterraneo. Catania, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro diventeranno nodi urbani di un sistema integrato capace di ottimizzare tutti i valori aggiunti generati dalla fluidita’ dei collegamenti. Sono queste le ragioni per cui il Ponte e’ stato inserito come un’opera prioritaria e strategica nel programma che il governo Berlusconi ha presentato agli elettori. Da maggio 2008 abbiamo lavorato incessantemente per riaccendere i motori dell’opera spenti nella legislatura scorsa. Ora siamo pronti per realizzarla secondo il cronoprogramma stabilito. Desidero ringraziare Guglielmo Rositani per aver voluto organizzare questa occasione, in cui e’ stata confermata la lungimiranza politica e strategica di una scelta per la quale il governo tutto ha lavorato con forte determinazione”.

Matteoli lancia l’alta velocità del Sud: “non ci fermiamo a Salerno, Supertreni fino al Ponte”

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“Non si può avere il Ponte sullo Stretto senza l’alta velocità ferroviaria al sud Italia”: l’ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

Intervistato da Antonella Baccaro sul Corriere della Sera, il ministro ha spiegato che “l’alta velocità non può fermarsi a Salerno: nel 2010 accenderemo i motori per il progetto dell’alta velocità nel mezzogiorno. Incomincieremo a lavorare con incontri tecnici per vedere quanto può costare e se si possono coinvolgere i privati. Abbiamo iniziato i lavori per realizzare il Ponte sullo Stretto, che non si può avere senza l’alta velocità al Sud”.

In tutti gli incontri, dibattiti e anche nelle polemiche sul Ponte, infatti, in pochi focalizzano il vero ruolo strategico del manufatto nel contesto Euro-Mediterraneo: si parla di Messina e Reggio, della faglia, dei venti e del turismo. Ma in pochi puntualizzano che il Ponte sarà lo snodo fondamentale per il trasporto delle merci, che richiede l’alta velocità ferroviaria. Solo con il Ponte, e con una linea ad alta velocità in Calabria e Sicilia, le due Regioni più meridionali d’Italia potranno diventare la piattaforma logistica dei trasporti tra i Paesi del nord Africa, in forte via di sviluppo, e i grandi mercati dell’Europa centro/settentrionale: il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, significa accorciare le distanze intercontinentali proprio tra i due continenti che si affacciano sul Mediterraneo.
E avere il ruolo di “collante”, per Calabria e Sicilia, potrebbe significare tanto.
Tantissimo.

Inoltre le aziende produttive Siculo/Calabresi potranno abbattere i costi di trasporto che oggi le costringono ad essere fuori dalla competitività dei mercati.

“Tutto il governo punta all’infrastrutturizzazione del sud”
, prosegue Matteoli nell’intervista rilasciata al Corriere. “Nel 2009 abbiamo destinato tantissimi soldi al mezzogiorno per opere pubbliche di vario tipo, soprattutto nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. Sono molto contento per il lavoro svolto in questi ultimi mesi: il 2009 è stato un anno di svolta in un periodo di recessione“.
Grande soddisfazione non solo per il Ponte sullo Stretto, ma anche per la Torino-Lione, per il tunnel del Brennero, per il Terzo Valico del Giovi e per la Livorno-Civitavecchia: “siamo passati dal dire al fare, approvando progetti per 24 miliardi di euro. Il 40% è destinato al Mezzogiorno”.

Nell’intervista, il ministro fa il punto anche sulla Torino-Lione, sulla localizzazione dei siti nucleari per le nuove centrali e sulle polemiche sulle Ferrovie per i forti disagi degli ultimi giorni: ma la notizia, la notizia vera è che per la prima volta è un’autorevole voce istituzionale e ministeriale a parlare di alta velocità a sud di Salerno.

Quella di Matteoli è una promessa per il 2010: una promessa forte, importante, certamente anche difficile. Ma fondamentale per lo sviluppo futuro del territorio.

Una promessa lanciata quasi sottovoce, a pagina 30 del corriere della Sera di una domenica natalizia.
Ma è una promessa troppo importante per passare inosservata: i cittadini adesso si aspettano tanto dal 2010, e se da un lato iniziano a capire il senso della realizzazione del Ponte sullo Stretto grazie all’avanzamento dei lavori sull’A3 a tempo di record e adesso anche rispetto alla volontà del ministro di progettare l’alta velocità ferroviaria nel mezzogiorno, d’altra parte si stanno facendo un nodo al fazzoletto.
Perchè è una promessa troppo importante per essere dimenticata o disillusa.

 

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