Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: le vicende politiche

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Quella del collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente è stata sin da sempre una volontà della comunità dello Stretto, come è facilmente comprensibile anche dal percorso storico e dall’evoluzione del progetto “Ponte”.

La storia di alta ingegneria e di progresso scientifico che è la cornice del progetto del Ponte, è “contaminata”, per forza di cose, anche da vicissitudini politiche, da scontri, da dibattiti e da importanti decreti legge.

Dopo l’Unità d’Italia fino al Regime Fascista, un po’ tutti, come un coro unanime, volevano il Ponte sullo Stretto.

Allora era, più che altro, un sogno irrealizzabile: non c’erano le tecnologie adatte per realizzare un ponte in una zona così tormentata dal punto di vista climatico (venti e correnti marine in modo particolare). E, forse, proprio per questo erano tutti d’accordo nel vedere il ponte come una cosa positiva: un simbolo di sviluppo, di grandezza dell’uomo nei confronti del mondo naturale e selvaggio, un sogno utopistico e a tratti irreale, un miraggio come la Fata Morgana.

Dal secondo dopoguerra in poi, con la nascita della Prima Repubblica e con l’avvento della democrazia, sono nati gli scontri politici sul “Tema – Ponte” che sin dagli anni ’60 è stato uno dei principali argomenti delle campagne elettorali.

Proprio per avere maggior consenso popolare, i partiti e le fazioni politiche si schieravano tra contrari e favorevoli, alimentando il dibattito e l’interesse nazionale sulla grande opera.

Dopo tangentopoli, con la Seconda Repubblica, lo scenario politico è cambiato ed anche le varie posizioni rispetto al ponte.

Bisogna comunque dire che il tema del Ponte è un tema molto personale e di coscienza: c’è poco di politico in termini tecnici e ideologici, e molto spesso già nei decenni precedenti erano riscontrabili dei pareri contrari anche di importanti esponenti dei partiti che lavoravano per costruire il ponte, così come, al contrario, all’interno dei partiti contrari si ravvisavano degli elementi che volevano il ponte e ne parlavano come simbolo di sviluppo per il mezzogiorno: il dibattito è sempre stato acceso nelle case, nelle famiglie, nei bar, per strada e così anche nei partiti e nel parlamento. Il ponte ha diviso, accendendo il confronto dialettico tra mogli e mariti, fratelli, amici, parenti, cugini e quindi anche esponenti degli stessi partiti.

Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: le vicende politicheultima modifica: 2009-08-14T10:23:45+02:00da admin
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