Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: l’importanza strategica dell’opera per lo sviluppo del territorio

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Grazie al Ponte, sarà possibile migliorare la rete di trasporti e commercio all’interno del sistema del mezzogiorno, quindi  non solo tra Reggio e Messina, ma anche a livello nazionale e continentale poiché il ponte sarà il simbolo del corridoio europeo Berlino – Palermo che, senza quest’opera rischia seriamente di diventare il corridoio Berlino – Napoli.

Anche a livello Mediterraneo, quindi Afro – Europeo, il ponte assumerà un significato strategico e fondamentale nella situazione dei rapporti economici e commerciali tra Europa, Sicilia ed Africa.

Il miglioramento dei trasporti determinerebbe, di conseguenza, il miglioramento e la crescita dell’economia di tutta l’area interessata dal ponte, quindi prima di tutto dell’area integrata tra le due province di Reggio Calabria e Messina, area che potrebbe diventare il propulsore dello sviluppo economico del Sud Italia intero.

Per traghettare tra le due sponde dello Stretto sarebbero dimezzati i costi e, ancor di più, i tempi, tanto che non ci saranno più file, code e disagi per imbarcarsi come avviene oggi.

Inoltre Reggio, Villa e Messina diventeranno ancor più di quanto già oggi  lo siano, nei fatti, tre quartieri di una grande città metropolitana, poiché parlare di “collegamenti” tra Reggio e Messina, ad esempio, sarà possibile parlando di trasporti metropolitani: autobus, tram, treni, navette ecc. ecc.

Con  le automobili stesse, ogni singolo cittadino potrà decidersi e organizzarsi per spostarsi tra Reggio, Villa e Messina a qualsiasi orario del giorno e della notte senza dover sottostare ai tempi dei traghetti e senza interruzioni nell’arco dell’anno dovute a sciopero del personale o ad avverse condizioni del mare, come purtroppo spesso oggi ancora avviene.

Nel giro di un paio di generazioni per i reggini e i messinesi (così come per i villesi e tutti gli altri abitanti delle frazioni dell’area dello Stretto) diventerà normalissimo spostarsi, anche quotidianamente, tra le due sponde.

Il vantaggio infrastrutturale per l’area dello Stretto, però, non è limitato soltanto a questo: dal punto di vista economico, infatti, ci sarebbero i cambiamenti più importanti con un decisivo input di sviluppo che accrescerebbe la valorizzazione delle risorse del territorio di Reggio e Messina, perché i commerci sarebbero più semplici e scorrevoli rispetto a quanto lo sono oggi e soprattutto rispetto a quanto lo sono sempre stati.

Quanto però valga un’opera come il Ponte, dal punto di vista di crescita turistica, sociale, culturale, supera di gran lunga gli aspetti prettamente materiali ed economici, comunque importanti.

In realtà il territorio di Reggio e Messina ha l’esigenza di un’opera come il Ponte poiché sarebbe il volano dello sviluppo turistico dello Stretto, direttamente e indirettamente: direttamente perché turisti provenienti da ogni angolo di mondo arriveranno nell’area solo e soltanto per ammirare “Il Ponte più lungo – e quindi grande e, a seconda dei gusti, anche bello – del mondo”; indirettamente perché arrivando nello Stretto con il pretesto del Ponte potrebbero scoprire tutti quei gioielli che oggi purtroppo non sono valorizzati bene, quelle tante perle mediterranee che non conoscono o che comunque potrebbero essere apprezzate ancor meglio di quanto lo siano oggi, partendo dalle Città (Reggio e Messina) arrivando alle selvagge montagne (Peloritani e Aspromonte) passando dai centri balneari estivi (Scilla, Bagnara, Milazzo, Roccella, Gioiosa, Siderno, Taormina ecc. ecc.) e da tutti gli altri tantissimi luoghi turistici e i tesori dello Stretto e delle Province di Reggio e Messina.

Il turismo nello Stretto diventerebbe una moda per gli amanti dei viaggi in tutto il mondo, poiché tali bellezze sono uniche nel pianeta e sono poco conosciute, ad oggi, dai più.

Grazie al ponte, di conseguenza, il turismo potrebbe affermarsi assolutamente come principale via di sviluppo per questa terra che ancora oggi è in cerca della via di sviluppo possibile.

Credo fermamente che il turismo sia la risorsa principale, se ben integrata con commerci e agricoltura, su cui lo Stretto debba puntare, dimenticando devianze industriali con lo sviluppo di fabbriche e centrali che non farebbero altro che distruggere l’ambiente e la natura.

Le risorse di Reggio e Messina sono risorse ambientali, naturali, culturali e storiche: il territorio dello Stretto ha una storia millenaria con monumenti e reperti storici, nonostante i numerosi terremoti, antichissimi.

I paesaggi e i panorami – emersi e sommersi – che è possibile ammirare nello Stretto, al contempo, sono unici al mondo e possono diventare l’elemento principale della crescita turistica di Reggio e Messina.

E, dulcis in fundo, la cultura. Tutto ciò comporta l’avere una grandissima tradizione culturale e infatti il territorio di Reggio e Messina ha sempre offerto grandi menti: filosofi, storici, letterati e saggi, sapienti, colti, dotti, docenti, dirigenti, pensatori ecc. ecc. tanto che ancora oggi sono tantissimi i Siciliani e i Calabresi che, in altre Regioni d’Italia o all’estero, appartengono ai livelli più alti della classe dirigente, spesso nei Paesi più importanti e avanzati del pianeta.

Il turismo è la risorsa di cultura per eccellenza, poiché appunto l’offerta culturale di crescita intellettuale che un territorio si propone di offrire può accrescere la qualità e il livello del turismo stesso, elevando il livello sociale di crescita e di sviluppo degli abitanti stessi dei luoghi turistici, quindi un turismo che non vive in contrasto con chi turista non è e con chi vive la realtà quotidiana dello Stretto, ma un turismo che diventa opportunità, non solo lavorativa ma anche di crescita morale, sviluppo sociale e intellettuale, per i cittadini di Reggio e Messina.

Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: l’importanza strategica dell’opera per lo sviluppo del territorioultima modifica: 2009-07-24T08:30:00+02:00da admin
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