Acr Messina: i tifosi presentano un esposto alla Procura della Repubblica contro l’attuale proprietà

sanfilippo.JPGL’inziativa ha origine dal frequentatissimo forum Biancoscudati.it ed è stata concretizzata da sette utenti-tifosi che hanno depositato, ieri pomeriggio, presso la Procura della Repubblica di Messina, un esposto denuncia sulla gestione amministrativo-contabile dell’Acr. I firmatari hanno illustrato nel documento le contorte recenti vicende della compagine calcistica cittadina, evidenziando tutte le anomalie a partire dalla “presunta” vendita del club a Piero Santarelli fino all’ultima trattativa con il gruppo reggino-messinese rappresentato dagli imprenditori Bruno Martorano e Vincenzo Principato.
Nello specifico, i tifosi evidenziano chiaramente come «la gestione della società A.C.R. Messina s.r.l., sin dalla data dell’aggiudicazione all’asta fallimentare (Fallimento F.C. Messina, G.D. Dott. Cosimo D’Arrigo), sia stata assolutamente sconsiderata». Ma, continuano i deducenti, «a prescindere da ogni considerazione sulla gestione sportiva, ciò che emerge è la totale, assoluta, inspiegabile riottosità della attuale proprietà a mostrare la documentazione contabile ai potenziali acquirenti, a fronte di una sbandierata volontà di vendere la società. Sembra evidente anche ai più sprovveduti come le possibilità siano due: o questa contabilità non esiste, oppure contiene qualcosa che non deve essere portata a conoscenza dei potenziali acquirenti (anche perché risulta assolutamente incomprensibile ai più come qualcuno possa preferire perdere tutto, lasciando morire la squadra e la società, piuttosto che accettare una offerta come quella avanzata dal “gruppo Martorano”».
Nelle pagine viene inoltre sottolineato come una «società calcistica non sia solo un qualcosa che appartiene solo ai proprietari, ma è un “bene” le cui vicende e vicissitudini coinvolgono necessariamente una intera comunità. Ed è consequenziale che – si legge ancora -, poiché le vicissitudini lasciano supporre anche la sussistenza di numerosi reati, quanti abbiano a cuore il Messina debbano portarle a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria affinché compia le dovute indagini e persegua gli eventuali responsabili».
In conclusione i firmatari, che in questo momento non sono solo portatori degli interessi del forum Biancoscudati.it, ma rappresentano un sentimento condiviso attualmente dalla stragrande maggioranza degli sportivi messinesi, chiedono «che vengano opportunamente valutati tutti i fatti esposti, alla luce delle circostanze e degli elementi evidenziati, affinché si accertino tutte le possibili ipotesi di reato con ogni conseguenza di legge in ordine alla applicazione delle pene. Ciò, con espressa riserva sin d’ora, di costituirsi parte civile, nei modi e termini di legge, al fine di ottenere il risarcimento di tutti danni, patrimoniali e non patrimoniali».
L’iniziativa ha già avuto parecchio risalto in città, testimoniando ancora una volta la coerenza e l’attaccamento alla maglia dei tifosi nonostante le turbolente stagioni sportive degli ultimi anni.

L’84% del territorio della Provincia di Messina è a rischio frane e alluvioni

MakeThumbnail.aspx.jpegL’84% dei Comuni della provincia di Messina e’ considerato a rischio frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all’agricoltura. E’ quanto afferma la Coldiretti in merito alle frane ed agli allagamenti provocate dal maltempo nella provincia di Messina. “La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio si conferma piu’ grave rispetto alla media nazionale in Italia dove – precisa la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamita’”. All’elevato rischio idrogeologico in Italia non e’ certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, e’ stato sottratto all’agricoltura che – afferma la Coldiretti – interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque”. Per Coldiretti “e’ necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto”.

Calcio, serie D: l’Acr Messina non si presenta, vicino un nuovo fallimento?

1287932334.jpgIl match di serie D tra l’Acr Messina-Interpiana previsto ieri pomeriggio al San Filippo di Messina non si è giocato. I giocatori, l’allenatore e i dipendenti del team messinese hanno annunciato il loro ritiro e non si sono presentati in campo come forma di protesta contro la società, perché non hanno ricevuto lo stipendio. Il Messina perderà dunque a tavolino la partita di oggi 3-0 e se non si presenterà per altre tre volte, come sembra, verrà radiata dal campionato.

Museo: inaugurata la manifestazione “Il forte e la storia”

 

014.jpgIeri mattina, presso il Museo Storico della Fortificazione dello Stretto di Messina di Forte Cavalli (Larderia), è stata inaugurata la 7a Edizione della manifestazione “Il Forte e la Storia – stagione museale 2010/11”.

 

Hanno preso parte all’evento il Sindaco, on. Giuseppe Buzzanca e le Autorità Civili e Militari della città dello Stretto. Nell’arco della mattinata è stato possibile visitare il Museo della Fortificazione dello Stretto di Messina, realizzato con la collaborazione della Fondazione Bonino Pulejo e del Comune di Messina, che si presenta ai visitatori, dopo la pausa estiva, con nuovi reperti e, anche per quest’anno, la storica sala adibita in origine al controllo del fossato e del ponte levatoio del Forte.

Il percorso del Museo, partendo dagli importanti studi balistici del generale Giovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, attraverso le sale del forte, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla Seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche e oggetti appartenenti alla struttura.

Il Museo offre l’occasione di conoscere un pezzo di storia dimenticata della città di Messina e i giovani, in particolare, avranno l’occasione di “toccare con mano” la storia studiata sui libri attraverso i filmati dell’Istituto Luce, le bombe d’aereo cadute sulla città, le carte annonarie necessarie a ricevere pane e minestra durante l’ultimo conflitto mondiale, i reperti, le mostre fotografiche e la rassegna di armi, uniformi e materiali.

Domani a Taormina la cerimonia di inaugurazione dell’ex Caserma Forestale in cui saranno presentati 3 progetti di alto valore ambientale per tutta la provincia

Immagine.JPGDomani a Taormina sarà inaugurata la nuova struttura dell’ex Caserma Forestale con la presentazione dei recenti progetti dell’Azienda Foreste Demaniali della Provincia di Messina diretta dall’arch. Giuseppe Aveni“Il Giardino delle Meraviglie” al Centro Polifunzionale di Camaro, “I Bambini creano le Foreste” per la Riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta, e “Il Bosco Salva la Vita”, un piano per la rinaturalizzazione del territorio.
L’evento è anche occasione per ripercorrere un pò di storia della Provincia di Messina: l’Ufficio Provinciale Azienda Foreste Demaniali cominciò ad intervenire sul territorio di Taormina a partire dal lontano 1931. I progetti posti in essere miravano a garantire la stabilità, già allora, idrogeologica dell’area e a migliorarne l’aspetto estetico.
Il versante roccioso, infatti, a quei tempi risultata spoglio, arido e pieno di falle lasciate dai bombardamenti bellici. In questo contesto, nel 1951 si decise di costruire una caserma della forestale che venne adibita a rifugio per gli operai che lavoravano al rimboschimento e la cui presenza nell’area si rendeva necessaria 24h su 24. 
Da allora, la struttura è stata sottoposta solo a interventi di manutenzione ordinaria e non è mai più stata utilizzata.
Oggi l’Azienda Foreste Demaniali di Messina ha deciso di restituire al pubblico la struttura per farne luogo di rappresentanza per tutte le iniziative poste in essere nell’ambito del territorio Provinciale.
All’evento di domani, che inizierà alle ore 09:30, sarà presente e interverrà anche il prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università Federico II di Napoli. Le conclusioni saranno affidate al Direttore dell’Ufficio Provinciale Azienda Foreste Demaniali di Messina, l’architetto Giuseppe Aveni. Tra gli altri, dopo i saluti delle autorità, interverranno i rappresentanti di tutte le organizzazioni, enti e istituti che hanno partecipato ai progetti.

Alluvione: il punto della situazione, un anno dopo

64.jpgÈ passato un anno e metà mese dall’alluvione che il 1° ottobre 2009 devastava il Messinese Jonico. Com’è, oggi, la situazione dei lavori? Come procede la ricostruzione?
Per fare il Punto della Situazione, pubblichiamo in esclusiva un documento ufficiale, il Report dello Stato dei Lavori aggiornato a Settembre 2010, fornito proprio dall’ufficio del commissario delegato:
click qui per leggere il documento integrale in formato .pdf 

Milazzo apre il registro delle unioni civili, includendo le coppie gay

MatrimoniGay03.png.jpgIl Comune di Milazzo apre alle unioni di fatto anche omosessuali. La Giunta del sindaco Carmelo Pino ha approvato il Registro delle unioni civili il cui regolamento dovra’ essere votato dal consiglio comunale. L’assessore alla Famiglia e diritti di cittadinanza, Massimo D’Amore, ha spiegato che le persone legate da vincoli non “legali”, come matrimonio, parentela, affinita’, adozione o tutela, ma solamente da “vincoli affettivi” o da “motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale”, potranno chiedere l’iscrizione cosi’ come accade gia’ in molti altri Comuni italiani. “Un atto politico contro le discriminazioni e l’omofobia”, ha affermato l’assessore.

Anche in Sicilia medicina d’eccellenza: concluso a Taormina il convegno regionale dei medici ortopedici

ospedale2.jpgCon la presentazione di nuove protesi realizzate con materiali più resistenti rispetto al passato e con l’analisi delle ultime novità sugli studi riguardanti l’uso delle cellule staminali, si è concluso nel primo pomeriggio di oggi il congresso regionale degli ortopedici dedicato al “Presente e futuro nel trattamento dell’artrosi del ginocchio, aspettative e soddisfazione del paziente”, avviato all’hotel Atahotel Capotaormina. Nelle relazioni di ieri e di questa mattina si è visto che dalle cellule staminali potrà arrivare nel prossimo futuro un aiuto per ricostruire non solo una parte della cartilagine rovinata ma, probabilmente, l’intera articolazione del ginocchio, con prospettive eccellenti per i pazienti. Naturalmente resta la strada dell’inserimento delle protesi su cui la bioingegneria sta facendo passi importanti con materiali migliori e geometrie articolari che ne evitano il rigetto registrato comunque in casi rari e difficili. Come però spiegato dai vari relatori che si sono alternati tra ieri e oggi, prima occorre correggere le eventuali deformità del ginocchio, per poi capire la reale necessità dell’inserimento delle protesi anche in caso di varo estremo o di valgo estremo. Insomma è stato fornito un ampio sguardo rispetto alle possibili complicanze di un ginocchio protesizzato, comprese le eventuali infezioni. “Del resto, prima di inserire le protesi – commenta il dott. Walter Leonardi, presidente del congresso e primario del reparto di ortopedia al Garibaldi-Nesima di Catania – noi medici guardiamo immediatamente alle condizioni di salute e alle esigenze funzionali future del soggetto su cui si dovrebbe intervenire. In alcuni casi è anche meglio non intervenire con la protesi per dare posto ad altre cure in abbinamento alla fisioterapia. In altri casi la protesi al momento resta una soluzione da perseguire mentre la scienza, come abbiamo visto, cerca di compiere passi in avanti con l’uso delle cellule staminali non più riservato solo alla ricostruzione di pochi centimetri di cartilagine ma proiettato verso il recupero dell’intera articolazione interessata dal processo degenerativo”.

Università: mercoledi l’assemblea di “Unime in protesta”

2142436864.jpgDi seguito il comunicato di “Unime in protesta”: “La riforma Gelmini, che a giorni verrà discussa alla Camera, desta preoccupazione in tutto il mondo universitario italiano. Per adesso, a protestare con forza in tutti gli atenei sono soprattutto i ricercatori, ma lo scellerato disegno di questo governo colpisce pesantemente anche gli studenti.  Per questo motivo nell’ateneo messinese stiamo iniziando a dare consistenza al dissenso di ragazze e ragazzi che si oppongono al progetto di distruzione dell’università italiana. Sta nascendo un importante movimento che mira, innanzitutto, a informare gli studenti sulle reali e catastrofiche conseguenze di questa riforma e, quindi, ad elaborare efficaci forme di protesta, per un’università pubblica, libera e di qualità. Gli studenti dell’ateneo si riuniranno in un’assemblea aperta a tutti mercoledì 13 ottobre nella scalinata del rettorato (sede centrale) alle ore 10.00

Un anno dopo l’alluvione Lombardo accusa il Governo: “Ci hanno abbandonato”

317.JPGTrentacinque interventi gia’ in fase di completamento; venticinque gia’ appaltati. A un anno dalle frane che l’1 ottobre del 2009 hanno devastato la frazione messinese di Giampilieri e i territori dei comuni di Scaletta Zanclea e di Itala, causando trentasette morti e danni per centinaia di milioni di euro, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ed il dirigente del dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, hanno fatto un primo bilancio delle opere realizzate sotto il coordinamento della struttura commissariale istituita con l’ordinanza della Presidenza del consiglio dei ministri.
Con il governatore che lancia il suo j’accuse: “Noi andiamo avanti con i lavori, non ci fermiamo, ma stiamo anticipando tutto noi perche’ dallo Stato abbiamo ricevuto soltanto il 10 per cento delle risorse complessive. Questo e’ il segno di come vanno le cose. Non bastano i sopralluoghi, il clamore di tanti movimenti, servono le risorse. Pretendiamo che lo Stato faccia la propria parte: a L’Aquila e’ stato anticipato tutto dallo Stato, noi invece attingiamo ai fondi Fas”.
Tecnici e mezzi della Protezione civile regionale, del Genio civile di Messina, di Provincia e Comune, delle Ferrovie dello Stato e del Consorzio autostrade siciliane, stanno operando a partire dalla messa in sicurezza dei costoni rocciosi e dei versanti delle colline che il primo ottobre dell’anno scorso, a causa delle forti piogge (piu’ di 220 millimetri in meno di cinque ore, quanto ne cade normalmente in due mesi) si sciolsero in fiumi di fango che invasero i centri abitati, le strade e la ferrovia, distruggendo decine di abitazioni e seminando la morte. In un anno, sono stati spesi i 139 milioni disponibili, erogati dal ministero dell’Ambiente (20 milioni), dal Fondo Protezione civile (30 milioni) e dalla Regione con i fondi Fas 2007/2013 (65 milioni), oltre quelli ottenuti attraverso l’Accordo di programma quadro (24 milioni). Il fabbisogno stimato per il ritorno alla normalita’, con la costruzione di alloggi, le opere di urbanizzazione e il rimborso alle popolazioni e alle attivita’ produttive, e’, pero’, di 320 milioni.
All’appello mancano quindi 181 milioni. “La Regione – ha detto il presidente Lombardo, che oggi pomeriggio sara’ a Giampilieri per commemorare le vittime – ha anticipato almeno la meta’ dei fondi fin qui spesi, attingendo ai Fas e ai fondi della Protezione civile anche se non sono stati ancora firmati i decreti di attribuzione. Abbiamo ricevuto appena una sessantina di milioni. E’ giusto che lo Stato si impegni e faccia la sua parte. Andremo comunque avanti con i lavori e non ci fermeremo per mancanza di fondi. Tra le risorse che servono, ci sono quelle per i vigili del fuoco, che hanno fatto un lavoro encomiabile, li pagheremo noi e pagheremo anche le ore di straordinario. Abbiamo ritenuto prioritarie, in questa prima fase le opere di messa in sicurezza ed a quelle abbiamo destinato le risorse disponibili”.
“Parecchio resta da fare – ha spiegato il dirigente della Protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco – pero’ parecchio e’ stato gia’ cantierato. In questi giorni partiranno altri cantieri importanti per mettere in sicurezza e rifunzionalizzare il territorio e dare uno sbocco all’acqua che scende dalle montagne. Nella seconda fase passeremo ai rimborsi alle persone che hanno perso la casa, alla ricostruzione degli alloggi per le persone meno abbienti che anche con i rimborsi non ce la farebbero ad avere una nuova casa e metteremo tutti nelle condizioni di ricostruire la propria casa nel contesto urbano e non fuori dalle citta. Abbiamo scelto questa strada, anziche’ realizzare una new town per recuperare il tessuto urbano esistente”.