Ricerca scientifica sul diabete: protocollo d’intesa tra l’Università e Boston

Unime.jpgL’Università di Messina allarga gli orizzonti. E’ stato firmato il protocollo di intesa che sigla la collaborazione tra Messina e Boston per potenziare la ricerca scientifica sul diabete. Il prof. Ernst Schaefer, direttore del Lipid Metabolism Laboratory di Boston (Jean Mayer – USDA – Human Nutrition Research Center, Tufts University), ha sottoscritto con il rettore, prof. Francesco Tomasello, un accordo che attiva una cooperazione tra l’Unità Operativa di Malattie Metaboliche del policlinico “G. Martino” e il centro di ricerca americano. «Questo accordo – ha sottolineato il rettore, prof. Francesco Tomasello – rappresenta una opportunità, una occasione per consolidare le basi di un rapporto che ha già determinato importanti risultati sul piano della ricerca; sono certo – ha proseguito – che questa collaborazione presto darà altri importanti risultati». L’istituto di Boston, noto a livello mondiale, da diverso tempo porta avanti studi e ricerche in questo campo, che hanno trovato sponda in Italia e a Messina grazie all’unità operativa universitaria guidata dal prof. Domenico Cucinotta. Gli importanti risultati ottenuti dalla collaborazione con il centro americano sono stati presentati durante il XV International Symposium on Atherosclerosis (ISA Meeting), tenutosi a Boston nel 2009; lo studio verte sul ruolo di una variante genetica sul metabolismo delle HDL nelle donne con e senza diabete di tipo 2. Il prof. Schaefer, che si è fermato a Messina poco meno di 24 ore, ha illustrato  – al policlinico in un palazzo congressi gremito – gli ultimi dati del Framingham Study, uno studio che ha contribuito a sviluppare le conoscenze sul ruolo dei lipidi nel rischio cardiovascolare, delineando al tempo stesso quali siano le prospettive future per la prevenzione. Sempre al policlinico si è parlato de “La gestione del rischio cardiometabolico nel diabete mellito di tipo 2: attualità e prospettive” con la partecipazione di un’altra illustre luminare: Tina Vilsboll, dell’Università di Copenhagen, che – moderata dal prof. Cucinotta – ha tenuto una relazione sul ruolo svolto dai farmaci dell’asse delle incretine sulla funzione alfa e beta cellulare. Il prof. Cucinotta, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Messina, ha ribadito l’importanza di ospitare a Messina alcune tra le più importanti autorità mondiali nel campo del diabete e dell’aterosclerosi. Il diabete – disordine metabolico cronico e progressivo – è caratterizzato da elevati livelli ematici di glucosio secondari ad un difetto della secrezione e della sensibilità insulinica. All’aumento della diffusione della malattia fa seguito un maggior rischio di complicanze, soprattutto quelle cardiovascolari. Più di 150 milioni di persone al mondo sono affette da diabete; la sua prevalenza è destinata a crescere, con la prospettiva, nel 2025, di giungere a quota 300 milioni. Durante il congresso è stato dimostrato come la prevenzione, unita all’ausilio di nuovi farmaci rivoluzionari, sia uno dei principali strumenti di controllo per una patologia che sempre più oggi si sta affermando come epidemia.

Ricerca scientifica sul diabete: protocollo d’intesa tra l’Università e Bostonultima modifica: 2010-05-19T09:41:57+00:00da VirgilioMessina
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Un pensiero su “Ricerca scientifica sul diabete: protocollo d’intesa tra l’Università e Boston

  1. Ci sono moltissimi alimenti, parlando di frutta e di verdura, che

    hanno quantità di antiossidanti molto elevate.

    Premetto che non vi è alcun intento commerciale, in quanto non ho

    intenzione di citare alcun prodotto commercializzato, ma solo

    divulgare quest’informazione.

    Ultimamente abbiamo preso in analisi il frutto del mangostano e stiamo

    conducendo ricerche da circa un anno nel policlinico di Pavia. Nel

    2013 prenderemo in analisi, probabilmente, anche le bacche di goji.

    Il frutto del mangostano risulta essere utile per problematiche

    topiche, dermatologiche, come la psoriasi, ma come si può leggere di

    seguito, si rivela funzionale in moltissime patologie con causa

    infiammatoria (quasi la totalità delle patologie ha come con-causa

    l’infiammazione cellulare). Su tutte anche il diabete e le

    problematiche cardiovascolari traggono grande beneficio dal consumo

    regolare di mangostano, a quanto ci stanno confermando le ricerche.

    Naturalmente le ricerche sono condotte sul FRUTTO allo stadio naturale

    e quindi gli esiti si intendono da addurre all’effetto del frutto, non

    all’effetto di prodotti in commercio realizzati a base del frutto,

    quindi è bene fare attenzione a questa distinzione e fare attenzione a

    dove si comprano prodotti a base di mangostano e ovviamente a cosa si

    compra.

    Riporto di seguito alcune fonti autorevoli, NON COMMERCIALI ma

    DIVULGATIVE, sull’argomento, per chi volesse approfondire:

    LA STAMPA
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?

    ID_blog=26&ID_articolo=1287&ID_sezione=33&sezione=Salute

    IL SOLE 24 ORE
    http://salute24.ilsole24ore.com/articles/5396-succo-di-mangostano-

    superfrutto-esotico-contro-le-infiammazioni

    NEWSFOOD
    http://www.newsfood.com/q/1b5559b3/mangostano-e-oncologia-prof-

    corrado-ficorella/

    DIABETE.net
    http://www.diabete.net/notizie/il-potere-del-mangostano/

    Anche alcuni blog seri di approfondimento:

    DOCMANGOSTANO
    http://docmangostano.wordpress.com/storia-del-mangostano-

    docmangostano/

    MANGOSTANO BLOG
    http://mangostano-mangostano.myblog.it/

    Dr. Allasia Franco
    Pavia

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