Piogge e scirocco devastante nel Messinese jonico

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Le scorse ore sono state tempestose a Messina, con mare agitato, forte vento di scirocco e violenti nubifragi che si sono alternati sulla città provenienti da sud.

Il mare agitato sta provocando non pochi problemi ai traghetti, che hanno riscontrato notevoli difficoltà ad attraversare lo Stretto: addirittura un camion, all’interno di un traghetto in balìa delle onde, s’è ribaltato nel corso della navigazione.
Le corse stanno subendo notevoli ritardi, anche perchè è chiuso l’approdo di Tremestieri e in città la viabilità è in tilt.

I forti venti da SE, fino a carattere di tempesta (40-50 nodi in mare aperto), passando sullo Ionio, hanno sollevato un imponente moto ondoso, con marosi ben formati che hanno raggiunto i 5-6 metri di altezza, rendendo il mare molto agitato, localmente persino grosso (forza 7).

Il vasto “Fetch”, ossia lo spazio di mare su cui soffia il vento, esteso dal golfo della Sirte all’alto Ionio, ha garantito una grossa formazione ai frangenti che si sono resi davvero imponenti, fattore questo che ha dato ulteriore “enfasi“ alle mareggiate.

Le ondate cosi si sono spinte verso i litorali del messinese e del reggino ionico, propagandosi anche sullo stretto sotto dei “treni d’onda”, alti anche 4-5 metri (specie all’imboccatura sud), che sono andati a infrangersi con tutta la loro violenza su tutti i tratti di costa esposti.

La potente burrasca di Scirocco ha raggiunto il suo clou proprio nella primissima mattinata di mercoledi, intorno le 04:00, quando una vera e propria bufera di vento ha spazzato l’area ionica e lo stretto, con raffiche impetuose fino a 80-90 km/h.

A Messina, nei tratti costieri della zona sud, il vento da SE ha sfiorato in alcuni momenti anche i 100 km/h..

A Reggio Calabria, all’aeroporto dello stretto, la massima raffica in mattinata ha toccato i 47 nodi da SE, ossia quasi 88 km/h, mentre la stazione A.M. di Messina ha registrato un picco di 43 nodi, circa 79 km/h.

Nella mattinata il mare ha raggiunto la massima intensità, toccando a pieno “forza 6” sulla scala Douglas, adottata solo nelle situazioni di mare vivo, nella piena fase della burrasca.

Le onde ben formate, provenienti dal mar Ionio, hanno interessato soprattutto i litorali posti sul lato sud dello stretto, aggravando in molti tratti il fenomeno dell’erosione, mangiando e cancellando interi pezzi di arenile, specie tra l’area di Mili, Tremestieri, Pistunina e Contesse, dove le prossime forti sciroccate potranno arrecare gravi danneggiamenti anche alla linea ferrata.

La situazione più critica si è vissuta proprio nell’abitato di Tremestieri, in via Veglia, dove i poderosi “frangenti a tubo” hanno raggiunto diverse abitazioni, allagandole quasi del tutto, per questo oltre 60 persone sono state evacuate a scopo precauzionale per 24 ore.

Ancora peggio è andata all’approdo di Tremestieri, già più volte danneggiato dalle potenti sciroccate dello scorso anno, tanto che le onde hanno semi-affondato il blocco terminale della diga a protezione del bacino.

‘Comitato Ponte Subito’: “bisogna capire la portata storica e Mediterranea del manufatto”

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Dopo la presentazione di Varapodio, torna alla carica il Comitato favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, e lo fa diffondendo una dettagliata e specifica nota firmata da Bruno Sergi e Giovanni Alvaro, due tra i fondatori del movimento.

Il tanto atteso Ponte sullo Stretto di Messina, un gioiello della tecnica ingegneristica che potrebbe vedere la luce tra circa sette anni – scrivono Sergi e Alvaromeriterebbe intelligenti meditazioni e non disprezzo pretestuoso e sconclusionato. Dato per scontato che il Ponte rispetterà le risorse paesaggistiche e ambientali dello Stretto e che resisterà a scosse sismiche anche di intensità pari a quelle che, il 28 dicembre 1908, hanno raso al suolo le due belle città di Reggio e Messina, proviamo a riflettere sui suoi aspetti positivi evidenziando l’interesse sulle sue enormi potenzialità. Un primo aspetto da sottolineare è la natura di un investimento che, nel Mezzogiorno e nella stessa Area dello Stretto, rompe con gli inutili investimenti a pioggia degli anni ’70, che hanno generato corruzione ed inefficienze, aprendo una fase nuova con effetti trainanti sull’intera economia. Questo obiettivo era stato affidato ai fondi europei che si sono rivelati, purtroppo, un totale fiasco progettuale, un altro grande veicolo di corruzione e l’ennesimo insuccesso volto a determinare la ‘rottura’ di cui aveva ed ha bisogno l’intero Mezzogiorno d’Italia. Si lega a questo primo aspetto la seconda riflessione. Lo scarto infrastrutturale del Sud nei confronti del Paese è francamente enorme e, a dire il vero, anche l’Italia soffre un gap di questa natura con il resto del continente europeo. Gli indicatori elaborati dal World Economic Forum sul ritardo infrastrutturale complessivo dell’Italia, infatti, “classificano” l’Italia al 72° posto in una graduatoria di 134 paesi. La dotazione in strade, ferrovie, porti e l’offerta elettrica non è paragonabile a quella esistente in Germania o in Francia. La stessa Spagna, che accusava ritardi trentennali, è oggi al 28° posto in graduatoria! E chiaro che il sud presenta una situazione più critica registrando una sottodotazione di infrastrutture di trasporto sia quantitativa che qualitativa. Senza un elettrochoc, e il Ponte ha anche questa funzione, il sud non avvierà mai un virtuoso processo di crescita. La dotazione infrastrutturale è poi indispensabile per il turismo. Tra il 2008 e il 2009 si è sofferto per un calo delle presenze (italiane e non) in Calabria e in Sicilia con riverberi sul terreno occupazionale e, quindi, sul Pil delle due regioni già abbastanza ridotti con il loro 12% di provenienza turistica a fronte di un Pil della vicina Malta che registra un apporto del 34% dallo stesso settore. “Avvicinare” le due regioni al dato maltese, con la crescita occupazionale nel settore turistico, si rivelerebbe in tutta la sua portata positiva. A livello europeo quasi l’80% dei viaggi con l’Alta Velocità avviene per motivi di “svago” e, per buon senso, l’Alta Velocità estesa alle più “lontane” province siciliane genererebbe nuovi flussi di traffico turistico dando fiato ad una vera stagione dell’industria del turismo, un settore che potrebbe finalmente rivelare le sue potenzialità moltiplicative e trasversali sulla formazione del Pil e del lavoro. Gli “arrivi” turistici a livello mondiale, nel 2008, sono stati pari a 924 milioni e si stima possano salire a 1600 milioni nel 2020. Un minimo di buon senso porta ad affermare che basterebbe intercettare anche una piccola parte di questa crescita per “rivoluzionare” le due regioni. Già il manufatto è elemento di attrattiva turistica e con l’Alta Velocità diventerebbe più ‘visitabile’ della stessa Torre Eiffel o dei famosi ponti newyorkesi o londinesi.  A dire il vero, il Ponte sarà sinergicamente valorizzato con gli altri magici tesori paesaggistici, artistici, storici e culturali della Calabria e della Sicilia e “sedurrebbe” milioni di turisti garantendo un nuovo turismo di benessere e ricchezza. Una quarta prospettiva meritevole di attenzione è che la costruzione del Ponte metterà in moto una mole di lavoro con benefici diretti ed indiretti sin da subito“.

Decine di migliaia di persone – conclusono gli esponenti del ‘Comitato Ponte Subito’ – da manovali ad eccellenze di qualità e, nel medio e lungo periodo, rafforzerà la cultura d’impresa. Il Ponte sarà, per forza di cose, non solo funzionale al turismo, ma anche agli imprenditori, ai pochi che già operano in Sicilia e Calabria e ai tanti, nuovi italiani e stranieri, che potrebbero finalmente decidere di investire da noi utilizzando le nuove infrastrutture e mettendo a profitto la posizione geografica decisamente interessante perché al centro del Mediterraneo. Una rete moderna ed efficiente di infrastrutture, di linee ferroviarie ad alta velocità, di più vie del mare, di porti adeguatamente ristrutturati, di aeroporti più dinamici e aperti ai flussi turistici, e di ogni altra forma di comunicazione internet veloce, tutto ciò abbasserebbe gli attuali costi di trasporto dando maggiore competitività al sud che diventerebbe, così, una vera “cerniera” tra l’Europa e il Nord Africa, un collante tra due realtà che avranno nei prossimi decenni un ruolo strategico nell’economia mondiale. Il Mezzogiorno diventerà, giocoforza, una piattaforma logistica di immenso interesse per l’intera Europa. Le motivazioni favorevoli al Ponte sono, quindi, molteplici e forti. Il no al Ponte è, invece, un atteggiamento “subalterno” a logiche contrarie al vero sviluppo, che sconfina in una sorta di antimeridionalismo. La classe politica “pensante” deve avere ben chiaro che le polemiche in corso cresceranno fino a diventare rumorose perché l’organizzazione che vi ruota attorno ha l’interesse ad appellarsi ad inutili ampollosità, a furbesche manipolazioni delle relazioni economiche, ad irresponsabili catastrofismi“.

In qualsiasi altro Paese – concludono Sergi e Alvarodel mondo il Ponte sarebbe già realtà da tantissimi decenni, ma l’Italia sconta troppe lentezze burocratiche, molte indecisioni politiche, tantissima speculazione culturale. Per un rilancio economico delle due regioni, anche in chiave mediterranea, diciamo sì al Ponte“.

 

Incontro sul tema ‘Famiglia, quale futuro?’ con Paola Binetti sabato 23

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“Luogo privilegiato degli scambi affettivi, la famiglia oggi è in crisi. L’autrice affronta il tema della frammentazione e moltiplicazione dei possibili modelli in cui si esprime e si realizza oggi il far famiglia, un’istituzione che comunque continua a imporsi come modello di riferimento. In una società sempre più competitiva, in cui l’uomo chiede spazi di maggiore libertà e autonomia – ponendo in primo piano la realizzazione personale, l’investimento nello sviluppo dei talenti, e la possibilità di strutturare legami altamente flessibili – il ritardo delle politiche sociali non permette di affrontare il declino della generatività e la crisi della coppia. Vengono analizzate le più recenti proposte di legge, i cus, i pacs, i dico, e le richieste delle coppie omosessuali, ridefinendo i processi che permettono di comprendere l’evoluzione della famiglia, per definire meglio cosa c’è in essa di stabile, di strutturale – e cosa c’è di naturalmente mutevole. Ma nonostante tutto, secondo l’autrice la famiglia c’è, solida e duratura, vero nodo cruciale del rapporto tra natura e cultura, tra tradizione e innovazione, e resta punto di riferimento affettivo e valoriale, etico ed economico nella nostra società” [dalla quarta di copertina].

Proprio sul tema della famiglia si svolgerà sabato 23 a Messina, presso la Chiesa di Santa Maria Alemanna, un incontro con Paola Binetti (nella foto), neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento per la ricerca educativa dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, è stata Presidente del Comitato Scienza & Vita, che si è battuto per la difesa della legge 40 durante il referendum che ne chiedeva l’abrogazione. Membro del Comitato nazionale di Bioetica, attualmente deputato del Partito Democratico, è autrice di oltre 200 pubblicazioni nazionali e internazionali sul tema della famiglia, dell’educazione terapeutica e della formazione.

All’incontro saranno presenti e interverranno Dario Caroniti, Assessore per le Politiche della Famiglia del Comune di Messina, Marianna Gensabella, docente di Bioetica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, Luigi D’Andrea, docente di Diritto Costituzionale nella Facoltà di Giurisprudena dello stesso ateneo.

Introdurrà e coordinerà l’incontro Paola Ricci Sindoni, docente di Filosofia Morale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università peloritana.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Post-Alluvione: ecco il piano di sicurezza dal rischio idrogeologico

alluvione-messina-foto-ottobre-2009.jpgE’ stato finalmente varato il Piano per l’Allerta e l’Informazione della popolazione Messinese dal rischio idrogeologico, realizzato per garantire condizioni di sicurezza delle zone colpite dall’alluvione dello scorso primo ottobre. I dettagli del piano sono stati illustrati a palazzo Zanca, sede di Consiglio e Amministrazione Comunale, dal Sindaco Giuseppe Buzzanca e dall’architetto Paolo Blandina, responsabile del coordinamento della Protezione Civile regionale per l’emergenza alluvione. Dopo i test di configurazione del sistema di allarme, messo a punto per allertare la popolazione in caso di necessità, da domani il piano entrerà in funzione. In base ai dati meteo controllati in tempo reale da una sede di monitoraggio, potranno essere attivate in caso d’emergenza le otto sirene elettroniche (o solo alcune di esse, in base alla localizzazione dei fenomeni meteo estremi) poste a Giampilieri superiore, Altolia, Molino, Scaletta Zanclea, Itala, Pezzolo, Briga superiore e Ponte Schiavo.
Il piano di emergenza sarà divulgato con specifici corsi sulla sicurezza e sulle modalità di comportamento, da adottare in caso di condizioni critiche e reso accessibile con depliant. Sabato 23 è previsto nella mattina un test operativo per verificare sul campo il sistema.

Sul Ponte un ‘Question Time’ di qualità

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Il ‘Question time’ sul Ponte dello Stretto organizzato dall’Associazione ambientalista ‘Fare Verde Onlus’ ha visto fronteggiarsi per tre lunghe ore i favorevoli e i contrari rispetto al manufatto.

L’incontro, moderato da Fulvio Raia, è stato inizialmente dettato da una vera e propria intervista doppia al professore Guido Signorino, docente di economia presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina, e al dott. Giovanni Alvaro, cofondatore del ‘Comitato Ponte Subito’: i due hanno esposto le loro idee presso la sede dell’Associazione ‘Fare Verde’ gremita di un pubblico estremamente giovane e interessato.
Dopo le argomentazioni dei due rappresentanti del ‘No’ e del ‘Si’ al Ponte, correlate di documenti proiettati tramite slides su una lavagna luminosa, s’è acceso un dibattito che ha coinvolto gran parte dell’uditorio, composto da tanti giovani ma anche da rappresentanti della ‘Rete No Ponte’, di Legambiente, del ‘Comitato Ponte Subito’ e di vari movimenti ambientalisti: tra questi il consigliere comunale Nuccio Barillà che ha alimentato il confronto con un lungo e intenso intervento.

Nel corso del dibattito sono emerse le rispettabili motivazioni dei ‘Si’ e del ‘No’ Ponte: Giovanni Alvaro ha sottolineato quanto il Ponte sia “un’opera dai connotati internazionali, che non viene realizzata per Reggio e Messina e che quindi richiede una sprovincializzazione degli atteggiamenti quando la si vuole analizzare e giudicare”.
Il prof. Signorino (nella foto accanto) ha ribadito i “molti lati oscuri dell’iter del finanziamento economico, della progettazione e delle motivazioni tecniche rispetto al progetto del Ponte”, spiegando che si tratta di un’opera “antieconomica perchè è un investimento sul trasporto gommato ormai poco conveniente rispetto alle autostrade del mare”.
Alvaro ha più volte tirato in ballo il corridoio 1 Berlino-Palermo, di cui il Ponte è “un’opera fondamentale che consentirà la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria fino a Reggio, Palermo e Catania”. L’esponente del ‘Comitato Ponte Subito’ ha spiegato come l’Italia “senza il Ponte verrà tagliata fuori dagli importantissimi traffici delle merci nel Mediterraneo”.
Signorino, invece, ha messo l’accento sulle “priorità infrastrutturali del territorio, tra cui non c’è certamente il Ponte, rispetto a una realtà che, nel settore della mobilità, è vittima del monopolio dei Franza cui sono assoggettate le Ferrovie”.

Dopotutto non sono mancati anche punti di confluenza, se vogliamo sorprendenti.
Alvaro ha detto che “il Ponte da solo non basta”, aggiungendo che “vanno potenziati i sette porti più importanti di Sicilia e Calabria meridionale (Palermo, Catania, Messina, Milazzo, Reggio, Gioia Tauro e Vibo Valentia) affinchè diventino fondamentali snodi intermodali di supporto al Ponte. Devono essere dei veri e propri scali per le merci che arrivano in queste Regioni e che, tramite l’alta velocità ferroviaria e il Ponte, possano velocemente essere trasportate nell’Europa centro/settentrionale. Così Calabria e Sicilia potranno diventare la principale piattaforma logistica Euro/Mediterranea, tramite tra i Paesi del nord Africa in via di sviluppo e i grandi mercati dell’Europa centro/settentrionale”. Inoltre, Alvaro (nella foto sotto) ha anche spiegato che al Ponte “vanno assolutamente affiancate le altre opere fondamentali per l’infrastrutturazione del sud, come il completamento dell’A3 Salerno-Reggio Calabria e la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria, che sarà fisiologicamente concretizzata qualora si realizzasse il Ponte. Il gap delle infrastrutture dell’Italia, e soprattutto dell’Italia meridionale, è spaventoso: bisogna assolutamente realizzare tutte queste importanti opere se vogliamo crescere e svilupparci, creando un sistema che metta in relazione a rete le realtà del nostro mezzogiorno. E’ chiaro che per tutto ciò il Ponte, pur essendo un tassello fondamentale, da solo non basta”.

Signorino ha raccontato come ha cambiato idea, nel corso degli anni, rispetto al Ponte, spiegando che prima era favorevole all’idea di realizzare un collegamento stabile, partendo dal presupposto della teoria economica del “moltiplicatore Keynesiano”, ma dopo aver studiato il progetto preliminare ha cambiato idea per tutte le “falle e i lati oscuri che presenta”. Dopotutto anche Signorino s’è detto “favorevole alla realizzazione di un collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto. Infatti non critico l’idea, ma questo specifico progetto. Ci sono molte altre alternative per collegare in modo stabile la Sicilia alla Calabria con meno spese, meno impatto ambientale e più funzionalità. Una di queste è, ad esempio, il Ponte di Archimede.

Insomma, pur sostenendo con convinzione le loro idee, entrambi i relatori e anche gli intervenuti dalla platea hanno testimoniato una notevole apertura mentale, senza fossilizzazioni ideologiche ma con un unico punto di riferimento: il bene del territorio. Proprio nei confronti del territorio è trasparso un amore viscerale dai toni, accesi, intensi, sentiti, ricchi di phatos e animati di tutti gli interveniti.
Chiaramente le ricette per risolvere i problemi e determinare crescita e sviluppo sono differenti; ognuno ha le proprie convinzioni e teorie, che avranno modo di essere condivise e dibattute tante altre volte nei prossimi mesi quando, l’iter di realizzazione del Ponte entrerà sempre più nel vivo.

Da segnalare, infine, la soddisfazione di Giovanni Alvaro per la riuscita della prima vera uscita ufficiale in pubblico del ‘Comitato Ponte Subito’, che fino a questo momento s’era fatto sentire solo tramite note e comunicati stampa. Rispetto alla prestigiosa e autorevole storia della ‘Rete No Ponte’, affermato movimento che raccoglie tutti i contrari rispetto alla costruzione della grande opera, adesso anche il ‘Comitato Ponte Subito’ inizia a porsi concretamente come punto di riferimento sul territorio per chi, invece, il Ponte lo vuole e lo sogna e fino a questo momento s’è forse sentito solo e non ha mai trovato personaggi pubblici che si facessero portavoce della loro idea.

Ponte: presentato il progetto, Matteoli: “garantirà al sud sviluppo e occupazione”

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Si è svolto pochi giorni fa il convegno per la presentazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina organizzato dal Comune di Varapodio. All’evento hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Altero Matteoli, il Presidente dell’Anas e amministratore delegato della Societa’ Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il Presidente della Societa’ Stretto di Messina, Giuseppe Zamberletti, ospiti di Guglielmo Rositani, Sindaco di Varapodio. “Il Ponte sullo Stretto di Messina – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteolisi prefigge di migliorare notevolmente l’offerta trasportistica, determinando sviluppo economico e crescita occupazionale non solo per la Calabria e per la Sicilia ma per tutto il Mezzogiorno e il Paese. Va sottolineato, inoltre, che il Ponte ha una peculiare valenza europea essendo un importante tassello del Corridoio 1 Berlino-Palermo, gia’ approvato dal Parlamento Europeo nel 2004. Bisogna ricordare ancora che l’opera non sara’, come sostengono i suoi detrattori, una cattedrale nel deserto. E’ di tutta evidenza che il Ponte determinera’ a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia necessari alla grande area di riferimento, indispensabili affinche’ l’opera possa esprimere tutte intere le sue potenzialita’ strategiche. Fra esse, e non ultima, la circostanza che essa rendera’ possibile la realizzazione del piu’ grande sistema metropolitano del Mediterraneo. Catania, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro diventeranno nodi urbani di un sistema integrato capace di ottimizzare tutti i valori aggiunti generati dalla fluidita’ dei collegamenti. Sono queste le ragioni per cui il Ponte e’ stato inserito come un’opera prioritaria e strategica nel programma che il governo Berlusconi ha presentato agli elettori. Da maggio 2008 abbiamo lavorato incessantemente per riaccendere i motori dell’opera spenti nella legislatura scorsa. Ora siamo pronti per realizzarla secondo il cronoprogramma stabilito. Desidero ringraziare Guglielmo Rositani per aver voluto organizzare questa occasione, in cui e’ stata confermata la lungimiranza politica e strategica di una scelta per la quale il governo tutto ha lavorato con forte determinazione”.

Non si ferma lo sciame sismico, altre scosse nel Messinese

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Martedì scorso una nuova scossa sismica è stata avvertita nel Messinese, al confine con le Province di Enna e Catania, sui Nebrodi meridionali. Le località più vicine all’epicentro sono state Cerami, Troina e Capizzi. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto nazionale di Geofisica e Non ci sono stati danni a persone o cose.
La scossa, localizzata sui Nebrodi, 60km a nord/ovest di Catania, è l’ennesima che si verifica nel comprensorio Etneo nelle ultime settimane. Come ha spiegato il sismologo Valerio De Rubeis, questo sciame sismico non è provocato dal vulcano ma, viceversa, potrebbe determinare un’eruzione dell’Etna nei prossimi mesi.

“Questi fenomeni – ha spiegato De Rubeissono il segnale di stress che da tempo sta vivendo la Terra in quella zona, uno stress ben noto tanto che l’area è definita sismica”.
Lo sciame delle ultime settimane è dovuto al movimento della Terra, chiamato tecnicamente ‘tettonica delle zolle’. In questo caso la placca dell’Africa spinge verso la placca dell’Europa provocando questi deboli fenomeni tellurici proprio tra l’Etna e il Messinese.

Un falso allarme bombe sui traghetti ha impaurito lo Stretto nel weekend

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E’ stato un pomeriggio di paura quello di sabato 9 gennaio, tra Messina e Villa San Giovanni, a seguito di una serie di telefonate anonime si era diffuso un “allarme bomba” sui traghetti, rivelatosi poi falso.

Si è trattato di uno scherzo di pessimo gusto. I militari di Messina hanno spiegato: “le telefonate arrivate a Villa San Giovanni e alla caserma di Messina hanno fatto scattare subito i controlli su tutti i traghetti fermi negli attracchi delle due sponde dello Stretto e in quelli in viaggio”, che sono stati bloccati.

Un passeggero ha raccontato che è stata tanta la tensione avvertita: “Si era sparsa la voce che ci fossero ordigni a bordo di tutti i traghetti”. Nei moli dei porti di Messina e Villa San Giovanni sono stati vissuti momenti di vero e proprio caos, anche perchè molti camionisti, stanchi delle lunghe attese, hanno dato vita a un indecoroso teatrino suonando a lungo i clacson dei loro mezzi.

I militari di Messina hanno raccontato che nella città peloritana, la telefonata anonima è arrivata intorno alle 19.30 ed “era molto disturbata. Sembrava una voce maschile che parlava come in codice di un ‘regalo’ a bordo di un traghetto. Una telefonata generica per questo forse meno credibile ma che ha reso più difficoltosi i controlli”. Che comunque doverosamente sono stati fatti dai militari in collaborazione con le altre forze dell’ordine e la Capitaneria di Porto.

I controlli, però, hanno dato esito negativo: il traffico ha subito dei ritardi ma i problemi più gravi sono stati di tipo “psicologico”, perchè in giorni così difficili, dopo le bombe di Reggio alla Procura Generale e all’aula bunker, e i fatti di Rosarno, basta poco per scatenare il panico.

Mafia: Lumia ricorda Beppe Alfano

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“Con le sue inchieste sulla mafia e sul sistema di collusioni instaurato e alimentato da Cosa nostra in Sicilia, Beppe Alfano ha espresso il valore civile piu’ alto del giornalismo”. Lo ha detto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, che partecipa alle celebrazioni di commemorazione di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia il l’8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

“Beppe Alfano -aggiunge Lumiaha avuto il merito di raccontare la mafia andando oltre la mera cronaca, cercando di comprendere e spiegare il potere mafioso a partire dai grandi interessi di Cosa nostra, dei suoi rapporti con la politica e l’economia, della sua capacita’ di inquinamento del territorio. Oggi come allora questo ruolo, che dovrebbe essere condiviso e praticato da tutta l’informazione italiana, viene svolto da una minoranza di giornalisti. Di grande attualita’, quindi, il monito che proviene dalla testimonianza di Beppe Alfano: il nostro Paese ha un grande bisogno di un’informazione libera e indipendente che racconti all’opinione pubblica la realta’ delle cose senza remore, censure e condizionamenti di qualsiasi genere”.

Maltempo su Messina e provincia, litorale devastato dalle mareggiate

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Il forte vento che ha infuriato nelle prime 36 ore del 2010 nel Messinese ha provocato gravi danni in città e provincia dove le raffiche di ponente hanno superato i 120km/h.

Sabato il vento ha provocato la rottura di un cavo d’ormeggio agli attracchi della ‘Caronte & Tourist’ del molo Norimberga. Il tirante ha investito in pieno l’ufficiale in seconda della nave ‘Cartour’, il quale ha riportato la frattura di due vertebre.

Le isole Eolie sono ancora isolate, dopo tre giorni di mare agitato. Più di 300 persone, tra cui molti turisti, sono bloccati dopo aver trascorso il Capodanno nelle isole dell’arcipelago. Navi e aliscafi sono bloccati dal forte vento e dal mare forza nove, con onde che sfiorano gli otto metri d’altezza. A Lipari la zona di Sottomonastero è stata invasa dall’acqua.
A Capo d’Orlando una gran parte del lungomare è stato chiuso al raffico a causa delle mareggiate e della sabbia spinta dalle onde sulla sede stradale.

Disagi gravissimi a Lingua, una frazione dell’isola di Salina, la più colpita dal peggioramento. Le onde hanno raggiunto case, alberghi e ristoranti allagandoli. Il livello dell’acqua ha raggiunto i 150 centimetri, ben 50 in piu’ dello stesso evento verificatosi nel dicembre 2008.
Ingenti i danni e i disagi provocati ai residenti, alle attivita’ commerciali ed alberghiere invase dall’acqua, da detriti di ogni genere e da terra. L’esondazione ha allagato le cisterne di acqua potabile del Museo Civico e il pian terreno dell’edificio che lo ospita, mettendo a serio rischio tutti i beni e gli oggetti conservati all’interno. Il Comune, inoltre, e’ stato costretto a chiedere all’Enel la disattivazione della fornitura elettrica in alcune zone limitrofe al laghetto di lingua, per evitare black out generali e pericoli di folgorazioni. Il sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo, ha contattato la Protezione civile regionale e provinciale per cominciare a stilare un piano di sicurezza. Nell’isola di Lipari la frazione di Monte e’ rimasta al buio a causa di un albero secolare, divelto dal vento, che ha tranciato i cavi dell’elettricita’. Sempre a Lipari nella frazione di Acquacalda il mare ha invaso la sede stradale interrompendo la circolazione automobilistica.

I disagi più gravi si sono avuti nel versante Tirrenico: a Tusa e Castel di Tusa le forti mareggiate hanno distrutto gran parte del lungomare. Addirittura quattro abitazioni sono state evacuate.
I laghetti di Marinello sono stati ricoperti dalle mareggiate e secondo alcune ipotesi, rischiano di scomparire. Tanta paura per le mareggiate anche a Oliveri.