Matteoli lancia l’alta velocità del Sud: “non ci fermiamo a Salerno, Supertreni fino al Ponte”

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“Non si può avere il Ponte sullo Stretto senza l’alta velocità ferroviaria al sud Italia”: l’ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

Intervistato da Antonella Baccaro sul Corriere della Sera, il ministro ha spiegato che “l’alta velocità non può fermarsi a Salerno: nel 2010 accenderemo i motori per il progetto dell’alta velocità nel mezzogiorno. Incomincieremo a lavorare con incontri tecnici per vedere quanto può costare e se si possono coinvolgere i privati. Abbiamo iniziato i lavori per realizzare il Ponte sullo Stretto, che non si può avere senza l’alta velocità al Sud”.

In tutti gli incontri, dibattiti e anche nelle polemiche sul Ponte, infatti, in pochi focalizzano il vero ruolo strategico del manufatto nel contesto Euro-Mediterraneo: si parla di Messina e Reggio, della faglia, dei venti e del turismo. Ma in pochi puntualizzano che il Ponte sarà lo snodo fondamentale per il trasporto delle merci, che richiede l’alta velocità ferroviaria. Solo con il Ponte, e con una linea ad alta velocità in Calabria e Sicilia, le due Regioni più meridionali d’Italia potranno diventare la piattaforma logistica dei trasporti tra i Paesi del nord Africa, in forte via di sviluppo, e i grandi mercati dell’Europa centro/settentrionale: il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, significa accorciare le distanze intercontinentali proprio tra i due continenti che si affacciano sul Mediterraneo.
E avere il ruolo di “collante”, per Calabria e Sicilia, potrebbe significare tanto.
Tantissimo.

Inoltre le aziende produttive Siculo/Calabresi potranno abbattere i costi di trasporto che oggi le costringono ad essere fuori dalla competitività dei mercati.

“Tutto il governo punta all’infrastrutturizzazione del sud”
, prosegue Matteoli nell’intervista rilasciata al Corriere. “Nel 2009 abbiamo destinato tantissimi soldi al mezzogiorno per opere pubbliche di vario tipo, soprattutto nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. Sono molto contento per il lavoro svolto in questi ultimi mesi: il 2009 è stato un anno di svolta in un periodo di recessione“.
Grande soddisfazione non solo per il Ponte sullo Stretto, ma anche per la Torino-Lione, per il tunnel del Brennero, per il Terzo Valico del Giovi e per la Livorno-Civitavecchia: “siamo passati dal dire al fare, approvando progetti per 24 miliardi di euro. Il 40% è destinato al Mezzogiorno”.

Nell’intervista, il ministro fa il punto anche sulla Torino-Lione, sulla localizzazione dei siti nucleari per le nuove centrali e sulle polemiche sulle Ferrovie per i forti disagi degli ultimi giorni: ma la notizia, la notizia vera è che per la prima volta è un’autorevole voce istituzionale e ministeriale a parlare di alta velocità a sud di Salerno.

Quella di Matteoli è una promessa per il 2010: una promessa forte, importante, certamente anche difficile. Ma fondamentale per lo sviluppo futuro del territorio.

Una promessa lanciata quasi sottovoce, a pagina 30 del corriere della Sera di una domenica natalizia.
Ma è una promessa troppo importante per passare inosservata: i cittadini adesso si aspettano tanto dal 2010, e se da un lato iniziano a capire il senso della realizzazione del Ponte sullo Stretto grazie all’avanzamento dei lavori sull’A3 a tempo di record e adesso anche rispetto alla volontà del ministro di progettare l’alta velocità ferroviaria nel mezzogiorno, d’altra parte si stanno facendo un nodo al fazzoletto.
Perchè è una promessa troppo importante per essere dimenticata o disillusa.

 

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La Rete No Ponte denuncia il “grande bluff” di Cannitello. Replica il Comitato Ponte Subito: “ma se è davvero un bluff, di che si preoccupano”?

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“La posa della prima pietra è stata un’operazione mediatica, un’offesa per le popolazioni locali. Sono venuti in Calabria a fare la pantomima dell’inizio dei lavori”: l’ha detto Pasquale Speranza della Rete No Ponte a Cannitello dove, ieri mattina alle 11:00 presso la ‘Saletta Boccaccio’ sul Lungmare Fata Morgana, s’è svolta una conferenza stampa indetta dall’organizzazione No-Pontista.

Alberto Ziparo è entrato nel merito dell’apertura dei cantieri del 23 dicembre, definendo l’inaugurazione una “balla mediatica”: “il 23 hanno affittato una ruspa ed un terreno, acceso due telecamere ed hanno detto che si aprivano i cantieri. La sfarzosa cerimonia annunciata è stata frenata perché ormai sappiamo tutti che si tratta di un’operazione abusiva. Grazie alla parte buona dell’informazione ed alla trasparenza del lavoro della Rete No Ponte siamo riusciti a smascherare l’imbroglio. Inoltre, non hanno un quadro politico-istituzionale favorevole – la Regione Calabria ha infatti negato il parere vincolante – e non hanno il progetto esecutivo”.

Ha rincarato la dose Osvaldo Pieroni: “data la mancanza di un progetto esecutivo, se si spostasse non di 500 metri, ma anche solo di 10 metri la posizione del pilastro, la Variante di Cannitello diverrebbe un binario morto”.

Non sta a guardare, però, l’altra campana: il Comitato Ponte Subito si chiede “ma se è davvero tutto un bluff, di cosa si preoccupano?”.

Giovanni Alvaro ha dichiarato che “malgrado l’assenza della cerimonia ufficiale della posa della prima pietra, in quel di Cannitello, per realizzare la variante ferroviaria al fine di liberare il terreno dove dovrà sorgere il pilastro calabrese del Ponte sullo Stretto, ci sentiamo felici, come Comitato ‘Ponte Subito’, per il rispetto dei tempi, a suo tempo annunciati, che fanno chiudere positivamente il 2009 e fanno ben sperare sul rispetto delle altre scadenze. Lo sanno ormai tutti che, a gennaio 2010 si aprirà il cantiere per dar vita ai lavori di sgombero della zona dove dovrà sorgere il pilastro siciliano, ed entro sei mesi (giugno 2010) avverrà la presentazione del progetto esecutivo del Ponte vero e proprio i cui lavori si avvieranno entro il successivo dicembre. Rispetto al primo avvio, quello per intenderci del 23 dicembre scorso, infuriano le polemiche da parte dei detrattori. Non si dà pace l’on. Realacci che parla di ‘grande bluff’; né il Wwf che grida in ogni angolo di ‘falsa inaugurazione’; né i comunisti del Pdci che sostengono sia solo ‘una bufala’, né i politici calabresi che nonostante siano in scadenza hanno infelicemente chiamato fuori la Regione dalla ‘Ponte sullo Stretto SpA’, né la Cgil che batte i piedi e protesta energicamente dimenticando che tra le ricadute del Ponte vi è quella di una massiccia nuova occupazione diretta e indiretta, durante la costruzione e dopo che, probabilmente, a codesto Sindacato non interessa per nulla. Il Pd, invece, pur di polemizzare, si domanda ‘dov’era il Governo?’, avendo dimenticato, a distanza di pochi giorni, l’aggressione patita dal premier che gli ha impedito, com’era suo desiderio, d’essere presente alla posa ‘storica’ della prima pietra, ma che ha, comunque, voluto che i lavori cominciassero lo stesso. Ed è quello che non va giù alla schiera dei detrattori del Ponte. Sorgono, però, spontanee delle domande che la gente si fa e di conseguenza tentiamo di dare qualche risposta. Perché si sostiene, senza un attimo di respiro, che i lavori di Cannitello non c’entrano con il Ponte? Perché si ricorre da parte dei criticatutto all’uso di paroloni quali ‘bluff’, ‘imbroglio’, ‘falsa inaugurazione’ e ‘bufala’? Se così fosse perché si agitano tanto? Qual è il problema? Se i lavori avviati non servono al Ponte, se il Ponte non sarà mai costruito, se mancano i finanziamenti per costruirlo, sarebbe opportuno calmarsi un poco, risparmiando alla gente contorte spiegazioni, inutili ricorsi a teorie economiche utilizzate ad arte per avversare il Ponte”.

Interviene anche il prof. Bruno Sergi: “La verità è chiaramente un’altra: lor signori sanno che ‘alea iacta est’ e che attorno al Ponte si è creata malgrado loro, una vasta attesa, grande speranza ed un clima decisamente favorevole. La maggioranza dei cittadini, come dimostrano i sondaggi che periodicamente vengono fatti, è favorevole al Ponte, ne condivide la scelta di fondo, ne auspica la realizzazione in tempi brevi, considerandolo un’occasione per trasformare questo benedetto Mezzogiorno d’Italia in vera piattaforma logistica Euro-Mediterranea, in un vero palcoscenico di sviluppo economico e di progresso sociale. È questo che non va giù a chi, della lotta contro il Ponte, ha voluto farne una scelta di campo irreversibile. È questo che li spinge, a fronte della evidente improponibiltà delle ragioni del no, a seminare dubbi, alimentare incertezze, concepire zizzanie sperando che così possa incrinarsi l’approvazione della gente comune al progetto Ponte. È questo che continua ad alimentare la loro ‘guerra privata’ e le posizioni politiche contro i mulini a vento. Quando si accorgeranno d’essere rimasti gli ‘ultimi moicani’ in guerra sarà troppo tardi. Resteranno una scheggia che continuerà ad abbaiare alla luna, mentre il Ponte, giorno dopo giorno, si trasformerà da sogno in realtà, da speranza in certezza, da progetto pensato per decenni a decisivo fattore di rilancio del Mezzogiorno. Noi del Comitato ‘Ponte Subito’ vogliamo aiutare questo processo, rintuzzando, colpo su colpo, le affermazioni insincere e i catastrofismi diffusi. Vogliamo vigilare affinchè, assieme al Ponte, si avviino processi di infrastrutturazione per tutto il Mezzogiorno che rendano il manufatto funzionale al più complesso obiettivo di crescita e pertinente all’obiettivo per cui l’UE lo ha considerato opera prioritaria e fondamentale del corridoio 1 Berlino-Palermo”.

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Triste Natale a Giampilieri, ma Berlusconi telefona agli alluvionati

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Natale amaro per gli sfollati di Giampilieri, villaggio del Messinese Jonico devastato dall’alluvione del primo ottobre. Sono ancora troppo recenti i ricordi del nubifragio che ha causato 31 vittime e 6 dispersi. A Giampilieri ieri c’e’ stato un cenone e la messa cui hanno partecipato assieme ai cittadini il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile Salvatore Cocina e il presidente della Regione Raffaele Lombardo.

La gente si muove tra le macerie, il fango che ancora e’ rimasto e le poche attivita’ commerciali che hanno riaperto. Il costone roccioso sovrasta le case restate in piedi e i ruderi di quelle distrutte.

La montagna non e’ ancora stata messa in sicurezza e i cittadini temono che quello che e’ accaduto possa un giorno ripetersi. Molte persone che sono rientrate nelle case si lamentano della perimetrazione delle zone che sono state divise dalla protezione civile in rossa, viola, gialle e verdi. Alcuni protestano perche’ la propria casa che si trova nella zona rossa dovra’ essere abbattuta, mentre quella del vicino e’ stata catalogata nella zona verde.

Un uomo ha addirittura meta’ della casa nella zona verde e meta’ in quella rossa e si chiede ironicamente se ne abbatteranno solo una parte.

Antonio Mangano ha la casa esattamente all’incrocio tra via Puntale e via Vallone, dove ci sono state cinque vittime, anche se secondo gli esperti la sua casa e’ in zona verde. Negli alberghi la vita di chi ancora non e’ potuto tornare a casa non e’ facile. Ai bambini per Natale sono stati consegnati doni. ”Io voglio tornare a Giampilieri, non voglio stare qui”, dice Gianluca, 6 anni.

Nella sua lettera a Babbo Natale aveva chiesto una carriola e altri attrezzi per ricostruire il suo paese.

”Vi sono vicino e vi assicuro che non vi lasceremo soli”: è il messaggio di speranza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi agli sfollati di Giampilieri e Scaletta Zanclea..

Il premier ha telefonato al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, durante l’omelia per la messa di Natale. Il sindaco è salito sull’altare e ha appoggiato il telefonino al microfono per consentire al premier di rivolgersi direttamente ai fedeli che erano in chiesa.

”Manterremo l’impegno che il governo ha preso con tutti voi, sia per quanto riguarda la costruzione di nuove abitazioni, sia per la ricostruzione delle case distrutte”, ha detto Berlusconi. Il premier si è complimentato per quanto fatto dal sindaco e dal governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, anche lui presente in chiesa, per l’assistenza alle persone. L’intervento di Berlusconi è stato accolto da un lungo applauso.

Ponte, aumento di capitale e via ai lavori. Ciucci e Matteoli: “momento storico”

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L’ora ‘x’ è arrivata: a riflettori spenti, senza celebrazioni e presenze illustri stanno per iniziare a Cannitello i primi lavori propedeutici alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Si tratta della tanto attesa ‘Posa della prima pietra’: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha spiegato poche ore fa che “i lavori che stanno per partire a Cannitello sono propedeutici per costruire il Ponte e indispensabili per mettere in sicurezza una parte del territorio in Calabria e in Sicilia. Si tratta di un primo step che consiste nello spostamento di una linea ferroviaria e di una stazione nell’area Calabra in cui sorgerà il pilone del Ponte. Poi, con l’anno nuovo, partiranno anche i i lavori propedeutici nel Messinese”
Il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, parla di “momento storico”.

Ma oltre all’avvio dei cantieri bisogna anche sottolineare quanto accaduto a Roma poche ore fa: l’assemblea straordinaria degli azionisti della società Stretto di Messina ha approvato, su proposta dell`amministratore delegato Pietro Ciucci, un’aumento di capitale dell’importo complessivo di 900 milioni di euro. In particolare l’Anas si è impegnata a intervenire nell’ambito della propria partecipazione al capitale con 683 milioni di euro e la Rete ferroviaria italiana (che ha il 13% delle quote della società) ha partecipato con 117 milioni di euro. La Regione Siciliana, nell’impegnarsi a sottoscrivere la propria quota di competenza (2,6 per cento) pari a 23 milioni di euro, ha dichiarato la sua disponibilità ad intervenire fino ad un importo massimo pari a 100 milioni.

Inizia ufficialmente, quindi, l’iter realizzativo del Ponte sullo Stretto: mentre si porterà avanti il lavoro per le opere propedeutiche, nei primi sei mesi del 2010 verrà redatto il progetto esecutivà che sarà presentato nel prossimo giugno e poi discusso, eventualmente ritoccato e infine approvato entro dicembre 2010. Tra un anno esatto, quindi, conclusi i lavori propedeutici e preeliminari sul territorio, inizieranno i lavori della parte più attesa e affascinante del progetto: il Ponte a campata unica più lungo del mondo.
Lavori che, secondo il cronoprogramma dell’Anas, dovrebbero terminare entro la fine del 2016 per consentire l’apertura al traffico del Ponte il 1° gennaio 2017. Quando la Salerno-Reggio Calabria dovrebbe essere già completamente ammodernata da almeno 3-4 anni, secondo i tempi di Ciucci che ha più volte ribadito che la nuova A3 sarà inaugurata nel 2013.

Immaginare l’A3 senza la straziante corsia unica per lunghissimi tratti e lo Stretto senza l’incubo dei disagi e delle code ai traghettamenti oggi sembra un sogno fantascientifico.
A Reggio e Messina, in Calabria e in Sicilia non ci crede quasi nessuno.
Riusciranno, i fatti, a smentire lo scetticismo popolare?

Al via la prima fase per la ricostruzione dopo l’Alluvione del 1° ottobre

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Via libera alla progettazione ed alla fase di appalto per i primi lavori di messa in sicurezza e ricostruzione delle zone del Messinese Jonico colpite dall’alluvione del primo ottobre scorso a Giampilieri e Scaletta Zanclea fino alla concorrenza di 15 milioni di euro.

E’ l’effetto di una riunione operativa durata 12 ore, presieduta dal dirigente generale della Protezione Civile siciliana Salvatore Cocina in rappresentanza del presidente della Regione Raffaele Lombardo quale commissario delegato per l’emergenza.

Durante i lavori si è completata ed approvata la perimetrazione delle aree nei centri abitati colpiti dall’alluvione ed esattamente Giampilieri superiore ed inferiore, Molino, Altolia, Pezzolo, Briga superiore, Briga Torre, Itala, Scaletta, Guidomandri; presentato, discusso e modificato il programma dei lavori più urgenti per la riapertura delle strade del comprensorio, per la messa in sicurezza delle abitazioni e dei torrenti; approvato il progetto per lo svincolo di emergenza di Itala per il quale si chiederà un ulteriore parere, da rendere entro 7 giorni, all’ispettorato Anas di Roma; esaminato il progetto di consolidamento della galleria artificiale di Capo Scaletta, rispetto al quale saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici.

Accolto al Comune l’ambasciatore della Finlandia

Finlandia_mappa.jpgL’Ambasciatore della Finlandia in Italia Pauli Antero MÄKELÄ è stato accolto a palazzo Zanca, dall’assessore alle politiche finanziarie, Orazio Miloro. Dopo aver affrontato alcuni temi di politica interna ed estera, presente il console di Finlandia per Messina e la regione Calabria, Danilo de Marco, sono state anche ipotizzate possibili collaborazioni culturali e di sviluppi commerciali. Dopo la firma dell’Albo d’Onore di palazzo Zanca, al diplomatico è stato consegnato il crest della città ed il volume “Messina 1908 la nazione ed il mondo di fronte al cataclisma”.

L’ambasciatore finlandese nativo di Juupajoki, laureato in Economia all’Università di Helsinki, è stato Primo segretario all’Ambasciata di Finlandia a Caracas, dal 1986 al 1988, successivamente Consigliere all’Ambasciata a Parigi, dal 1995 al 1998, è stato Ministro Consigliere all’Ambasciata a Roma, 1995-1998; Consolato Generale di Finlandia a Hong Kong, e quindi dal 2006, Ambasciatore di Finlandia a Roma, con giurisdizione oltre che per l’Italia anche per Malta e la Repubblica di San Marino.

L’Ambasciata di Finlandia a Roma svolge funzioni, da una parte, nella conduzione dei rapporti bilaterali tra Finlandia e Italia, tra Finlandia e Malta nonché tra Finlandia e San Marino e, dall’altra, nel garantire la rappresentanza della Finlandia presso le organizzazioni internazionali con sede a Roma (FAO, PAM, IFAD).

L’obiettivo è di promuovere e rafforzare i rapporti politici, economico-commerciali e culturali tra Finlandia e Italia, nonché adempiere alle funzioni consolari cercando, quanto possibile, di venire incontro alle esigenze dei cittadini ed operando in conformità al principio di buon governo.

Maltempo nello Stretto: 2009 con piogge record a Messina

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E’ un 2009 da record a Messina: con oltre 1.600mm di pioggia annua, incrementati dalle precipitazioni delle ultime ore, il territorio del Messinese sta facendo i conti con una stagione eccezionale: non aveva mai piovuto così tanto negli ultimi 150 anni! E il precedente record appartiene al recente 1996, appena 13 anni fa.

A Messina cadono mediamente 890mm di pioggia l’anno: 1.600mm per il 2009 sono un dato strabiliante.

Grandi piogge anche a Palermo e Reggio Calabria che, a fronte di medie pluviometriche di circa 600mm, stanno per raggiungere quota 1000mm.

Non fa ancora freddo nello Stretto, ma le temperature si abbasseranno rapidamente nelle prossime ore grazie al fronte d’aria fredda proveniente da nord.

Alluvione di Messina: proposto il Piano di Messa in Sicurezza

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“Vogliamo risposte concrete, non carte o parole vuote! Dateci un piano per la sicurezza, restituiteci la serenità…”: le parole del monsignor Calogero La Piana sono state più volte citate nel corso del Convegno di sabato mattina.

Sono parole che hanno stimolato l’animo di un evento importante che ha visto per la prima volta sedute intorno a un tavolo tutte le eccellenze cittadine, tutti gli ordini professionali e le Associazioni territoriali.
Il convegno, organizzato dal Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri laureati della provincia di Messina, s’è svolto in una gremita aula magna presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina.
Molto interessante la relazione tecnica del prof. Ortolani, il quale ha giustificato con i fatti l’interesse di professionisti napoletani nelle vicende Messinesi.  Ortolani, pochi giorni dopo l’Alluvione di Messina, s’è precipitato a Giampilieri e Scaletta Zanclea con il suo collaboratore, l’ing. Spizuoco, e ha svolto un’indagine sui territori alluvionati e ha poi seguito come parte attiva tutte le vicende post-alluvionali. Forti dell’esperienza di Sarno, Ischia e altri violenti eventi alluvionali, i  tecnici dell’Università di Napoli hanno potuto analizzare quanto avvenuto nel Messinese con grande professionalità. Il professore ha confermato che l’abusivismo edilizio non è stato un elemento rilevante nella sciagura, anzi ha messo a confronto simili alluvioni come portata e caratteristiche come quella di Sarno e di Ischia, sottolineando che l’intervento immediato non consiste tanto nel creare opere di rimboschimento bensì quello di aprire la strada ai valloni, ovvero quelle aree dove generalmente l’acqua tende a incanalarsi. Il geologo napoletano ha sollecitato interventi concreti delle istituzioni, al fine di salvaguardare la vita dei cittadini, magari cercando di riportare la mentalità della gente come quella del dopo guerra, pronti a fuggire al primo suono di sirene.

Grande interesse ha suscitato anche il contributo di Peppe Caridi (qui la relazione integrale), Presidente dell’Associazione MeteoWeb O.N.L.U.S. che ha spiegato nei minimi dettagli le cause del disastroso fenomeno temporalesco dell’1 ottobre, sottolineando il fatto che simili eventi non possono essere previsti con giorni d’anticipo, come si fa normalmente per una previsione meteo, ma che devono essere gestiti e affrontati in tempo, perchè fenomeni autoctoni del luogo, caratteristici dei monti Peloritani. Per fare ciò occorre senza dubbio un radar meteorologico, una rete di stazioni meteo collegate tra di loro, in grado di fornire i dati in tempo reale alle sale operative. Caridi, inoltre, ha messo in risalto come sia realmente cambiato il modo di piovere nell’area dello Stretto di Messina, in contro tendenza con quelle che erano le previsioni allarmistiche emanate in seguito ai cambiamenti climatici, le quali vedevano periodi di siccità prolungate per la Sicilia e, addirittura, una diffusa desertificazione: invece negli ultimi anni piove sempre di più e sempre più spesso.

Merita attenzione il progetto ingegneristico redatto dall’Ingegnere Angelo Spizuoco, il quale prevede la messa in posto di una rete di canali con la finalità di convogliare acqua e detriti, senza intaccare minimamente i centri abitati. Tale progetto ha suscitato dubbi e perplessità tra alcuni professionisti del settore che hanno polemizzato sia sul progetto stesso che nella gestione generale di questa emergenza.

Cresce in città la domanda di trasporto pubblico locale

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Dal 2001 al 2009 Messina registra un flusso decrescente di pendolari in entrata pari a circa l’-1,2%. Ma se da un lato la città peloritana nello stesso periodo riflette una domanda di trasporto pubblico locale crescente (+34,5% passeggeri annui trasportati dal 2000 al 2008), registra anche, nel 2007, un numero di passeggeri annui trasportati dai mezzi di trasporto pubblico per abitante pari a 40. Un valore basso, in confronto alla media del Paese (235): sono i dati che emergono dal Rapporto Cittalia 2009, struttura di ricerca di Anci nazionale, che ha analizzato la domanda ed offerta di mobilità urbana nelle 15 aree metropolitane del Paese, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Trieste, Torino, Venezia e Messina.

Un altro aspetto evidenziato dall`indagine riguarda il dato del tasso di motorizzazione, che se per le autovetture ogni 100 abitanti nello stesso periodo di riferimento è aumentato di 3 punti percentuali contro un trend di diminuzione delle altre città, vede comunque Messina registrare una densità veicolare pari a 886 veicoli circolanti/kmq di superficie contro un dato medio italiano di 156.

La città dello Stretto registra in ogni caso, in linea con la media Paese, un andamento nettamente crescente del tasso di motorizzazione per i motocicli del +54% dal 2002 al 2008, pari a 14 motorini ogni 100 abitanti.

Il livello di congestione (l`insieme di costi energetici, ambientali e sociali legati al traffico) non sembra comunque particolarmente pesante per i cittadini: i costi di congestione per autovettura sono infatti stimati in un valore pari a 508 euro, al di sotto della media delle 15 città metropolitane (810 euro). Nonostante ciò, il costo sociale pro-capite annuo degli incidenti stradali risulta essere di 310 euro, di poco più basso della media delle 15 città metropolitane (331 euro) ma più alto della media Italia (262 euro). Per quanto riguarda le dotazioni di TPL, Messina, tra il 2000 e il 2007 registra per il rapporto tra posti/km di TPL su gomma e numero degli abitanti, una variazione percentuale negativa del -4% contro il +3.3% della media italiana.

Ponte, Berlusconi: “creerà 60 mila posti di lavoro”

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Il Presidente del Consiglio Silvo Berlusconi sabato ha dichiarato, a Milano, a margine dell’inaugurazione della linea ferroviaria ad alta velocità che unisce Torino a Milano e Salerno con il treno ‘Frecciarossa’, che “inaugureremo nelle prossime settimane i lavori per la realizzazione del Ponte in cui saranno impegnate circa 60 mila persone”.

La data prevista per la posa della prima pietra è quella del 23 dicembre; mancano poco più di 15 giorni e c’è grande fermento in città sia sul fronte dei ‘No’ che hanno organizzato una manifestazione a Villa San Giovanni per il giorno 19, sia sul fronte dei ‘Si’ che si sta compattando nel Comitato ‘Ponte Subito’.