L’estate di fuoco dei trasporti nello Stretto

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Quella che s’è appena conclusa è stata l’ennesima estate “di fuoco” nello Stretto, e non solo per gli incendi o il caldo proveniente dalla vicina Africa, ma piuttosto per colpa del caos dovuto al sistema dei trasporti tra le due sponde, ch’è ormai al collasso.

La stagione, iniziata male a causa dei lavori per il lungomare nella rada San Francesco che hanno provocato la cancellazione di tutte le corse serali e notturne dei traghetti Villa – Messina da marzo a giugno, è finita peggio a causa della soppressione di uno dei due mezzi veloci di Bluvia – Rfi che collegano nelle ore diurne Reggio e Messina: uno dei due aliscafi rimasti in funzione dopo l’incidente del Segesta Jet del 15 gennaio 2007, è dovuto partire per una manutenzione straordinaria in quel di Napoli, dove si trova dal 4 luglio.

Mentre quindi il Selinunte Jet è in vacanza di fronte a Ischia e Capri, solo il Tindari Jet sta effettuando le corse diurne (che sono ridotte a otto!) con notevoli ritardi e difficoltà per i pendolari che viaggiano tra Reggio e Messina quotidianamente (sono circa dodici mila) per motivi di studio e lavoro.

Inoltre s’è dilatato il tempo di percorrenza che oscilla tra 35 e 40 minuti!

Per quanto riguarda i traghettamenti, è stata una stagione “standard”, in linea con le medie degli ultimi anni, senza eccessi in alcun senso. Nonostante l’importante boccata d’aria dovuta all’apertura dello snodo di Tremestieri per i mezzi commerciali, Messina continua ad essere una città schiava del traffico e degli ingorghi dovuti ai mezzi di passaggio, considerando la posizione centralissima dell’attracco delle Caronte & Tourist.

La città è stata completamente paralizzata nel weekend tra 22 e 23 agosto, e in quello appena trascorso,  i classici weekend del rientro, quando agli imbarcaderi c’erano più di 5 ore di fila per poter salire in automobile su un traghetto con destinazione Villa San Giovanni, e ha subito pesanti disagi in altri periodi dell’estate, soprattutto nella seconda metà di agosto.

 

Nell’atra sponda non è andata meglio soprattutto nei primi due fine settimana di agosto, quando Villa è stata invasa da automobili zeppe di turisti provenienti da ogni angolo d’Italia e d’Europa che per dirigersi verso la Sicilia, dopo essersi sorbiti l’A3 Salerno – Reggio Calabria (dove comunque finalmente, dopo tanti anni di vergognosa attesa, procedono di buona lena i lavori per il nuovo tracciato), hanno dovuto attendere tra le due e le quattro ore sotto il sole per potersi imbarcare verso Messina.

Mediamente il traffico è stato intenso, con lunghe code nei soliti punti critici: una situazione che si ripete di anno in anno e che ormai non fa più notizia tanto la popolazione dello Stretto è assuefatta a questo tipo di problematiche: proprio questo diventa un alibi per chi governa e amministra il territorio che dovrebbe essere molto più attento e concentrato sulla questione di trasporti che è di vitale importanza per la mobilità sociale, economica e culturale all’interno delle province di Reggio e Messina.

La questione dei trasporti nello Stretto non è da vedere solo come un problema estivo dovuto al passaggio dei milioni di vacanzieri verso la Sicilia (andata prima, e ritorno poi) provenienti dal resto d’Italia e da molte zone d’Europa: il problema più significativo dei trasporti nello Stretto è quello dei collegamenti tra due città importanti e popolose come Reggio e Messina, che nelle ore serali e notturne sono tanto distanti quanto Tunisi e Marsala, o Trapani e Cagliari, o addirittura peggio che Pozzallo e Malta.

A causa dell’aumento del traffico marittimo negli ultimi anni, le acque dello Stretto sono sempre più spesso intasate da imbarcazioni più o meno grandi, tanto che negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio “boom” di incidenti e collisioni.

Molti mezzi sono antiquati e arrugginiti, spesso non hanno manutenzione e così possiamo affermare che nonostante le ore di fila che i vacanzieri e i turisti estivi sono costretti a subire nei weekend di punta dei mesi di luglio e agosto, chi deve sopportare gli aspetti più gravi delle problematiche connesse ai trasporti nello Stretto altri non sono se non i cittadini stessi di Messina, Villa San Giovanni e Reggio, che vorrebbero essere più vicini come sono per vocazione naturale, civile, culturale, storica e sociale, ma che trovano in tre piccoli, semplici chilometri di mare una barriera a tratti invalicabile.

Grazie alle cure degli esperti Messinesi, tornano in libertà 6 rapaci feriti

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Sono stati liberati sui monti del Parco dei Nebrodi sei rapaci, cinque poiane e un gheppio, ritrovati feriti nei mesi scorsi e curati nel Centro recupero fauna selvatica Stretto di Messina dell’Azienda regionale delle foreste demaniali.

Gli uccelli si sono involati a Portella Gazzana nel territorio di Longi (Messina), un’ampia area aperta contornata alte pareti rocciose ai margini di un bosco, scelta tenendo conto delle esigenze specifiche di questi animali.

“La liberazione organizzata con una manifestazione pubblica – ha detto il commissario straordinario del Parco dei Nebrodi Antonino Ferroha voluto esprimere anche un momento di sensibilizzazione ambientale poiche’ ogni animale che nel Parco ritrova la liberta’ rappresenta una valore aggiunto per l’intera area protetta”.

Messina, l’allarme caldo esagerato e il bluff dei +41°C

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E’ da ormai più di una settimana che Messina è inserita nell’elenco delle città dal ‘bollino rosso’ per il caldo, dagli Uffici della Protezione Civile secondo i quali la colonnina di mercurio, nella Città dello Stretto, avrebbe dovuto superare i +41°C.

In realtà, oltre al consueto caldo estivo, di eccezionale nel clima di questi giorni non c’è proprio nulla. Le temperature massime si mantengono tra +31 e +33°C e pur calcolando l’indice di calore, cioè il rapporto tra temperatura e umidità relativa, non sono mai stati superati i +36/+37°C.

Non tutti sanno, infatti, che tra la temperatura e la temperatura percepita dal corpo umano c’è una differenza spesso netta e precisa.
Il corpo umano, infatti, non si limita a percepire solo ed esclusivamente la temperatura, ma è fortemente condizionato anche dall’umidità relativa.

Il rapporto tra tasso di umidità relativa e temperatura dell’atmosfera produce l’indice di calore, che misura appunto la temperatura percepita dal corpo umano.

Se ci trovassimo a vivere una giornata di caldo afoso (cioè umido), con una temperatura di +29°C ma un tasso di umidità relativa del 90%, il nostro corpo umano vivrebbe quella giornata percependo una temperatura di +43°C.

Se invece ci trovassimo a vivere una giornata di caldo torrido (cioè secco), con una temperatura di +35°C ma un tasso di umidità relativa del 25%, il nostro corpo umano vivrebbe quella giornata percependo una temperatura di +37°C circa, decisamente più bassa rispetto all’esempio di caldo afoso riportato sopra.

Attenzione, infine, alle misurazioni termiche per quanto riguarda il vostro meteo “fai da te”. La temperatura deve essere misurata, così come l’umidità, da apposite apparecchiature (stazioni o centraline meteorologiche) in cui i sensori termoigrometrici vengono inseriti all’interno dello schermo solare (terza foto a corredo dell’articolo), perchè la temperatura analizzata in libera atmosfera va misurata all’ombra, lontano da fonti di calore, dall’asfalto, dal cemento e da qualsiasi altro materiale che trattiene calore.
Non fidatevi, quindi, del termometro della vostra automobile (che schizza spesso su temperature più ridicole che inverosimili!) ma limitatevi a monitorare online le stazioni meteorologiche a norma WMO (World Meteorologic Organization) installate a Reggio e Messina.

Controesodo: ore di code agli imbarchi per il rientro

 

1250930118.jpgNello Stretto il Ponte è ancora un oggetto dei desideri, e così anno dopo anno si ripete il problema delle lunghe code per salire sui traghetti che in questo periodo riportano verso la terraferma i milioni di vacanzieri che hanno scelto la Sicilia.

Nel Weekend Messina è andata in tilt, già dalla mattina di sabato, in quanto il serpentone della Caronte&Tourist è stato stracolmo di automobili che nel corso della mattinata si sono quadruplicate formando una lunghissima coda di oltre cinque ore che ha raggiunto lo svincolo autostradale di Messina Boccetta.

Il traffico del rientro proseguirà in settimana, per accentuarsi nuovamente nel prossimo weekend.

L’ultimo, da bollino rosso.

Incendi nel Messinese: fuoco devasta capannone e uccide animali

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Un incendio, molto probabilmente doloso, ha completamente distrutto la notte scorsa  il capannone di un’azienda agricola a conduzione familiare adibito a deposito di fieno ed al ricovero di animali.

Il ‘fattaccio’ è avvenuto in contrada Pagliara, a Tortorici.

Nel rogo, domato dai vigili del fuoco di Sant’Agata Militello e del Corpo Forestale, sono rimasti uccisi 15 suini e 8 vitelli, mentre sono andate distrutte oltre mille balle di fieno.

Una decina i capi suini salvati e affidati al personale del servizio veterinario.

La procura di Patti, sulla base di una prima informativa della stazione dei carabinieri di Tortorici, ha aperto un fascicolo per l’incendio colposo o doloso, contro ignoti.

Dopo il servizio di Antenna Tv, impazza la ‘caccia all’Ufo’

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Con lo sguardo al cielo a caccia di Ufo: è questa la nuova ‘manìa’ scattata nel Messinese, dove la gente è alla ricerca di possibili oggetti non identificati dopo che un’emittente televisiva ha diffuso la notizia dell’avvistamento di tre ufo nel cielo di Patti, centro del litorale Tirrenico molto vicino alla città Peloritana dello Stretto.

A vedere per primo la notte del 13 agosto le sfere luminose muoversi in cielo cambiando colore, è stato un uomo residente nella contrada Carasi.

Dopo aver avvistato il primo oggetto non identificato ha preso il telefonino ed ha registrato un video riprendendo altri due strani “velivoli”.

Le immagini sono state trasmesse dall’emittente televisiva locale ”Antenna del Mediterraneo”.

Sono state varie le segnalazioni negli ultimi giorni della presenza nelle ore notturne di strane luci sopra il cielo di Patti.

Il 6 settembre a Messina fa tappa il Tour di Raf

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Fara’ tappa anche a Messina, il 6 settembre, il Metamorfosi Tour 2009 di Raf.

Il concerto, organizzato da Giuseppe Rapisarda Management, aprira’ il ‘settembre’ del cartellone di MessinaEstate2009, varato dal Comune, che segna il ritorno della grande musica nella Citta’ dello Stretto.

Raf si esibirà a Villa Dante.

Dopo il successo del suo ultimo album ‘Metamorfosi’, i cui due primi singoli, ‘Ossigeno’ e ‘Non e’ mai un errore’, hanno stazionato ai vertici dell’airplay radiofonico, il cantautore pugliese e’ in giro nelle citta’ piu’ importanti con la versione estiva del suo Tour, che lo vede suonare ininterrottamente dallo scorso inverno.

Il nuovo Tour propone un Raf in grande forma, con la sua alchimia, tanto apprezzata dal pubblico, di sentimenti, riflessioni e pop italiano moderno ed innovativo. Una chiave personale ed incisiva, messa a punto dall’artista nel corso della sua lunga carriera, iniziata nel 1984 con il brano ‘Self control’, giunto al primo posto nelle classifiche di tutto il mondo, Stati Uniti compresi.

Il Metamorfosi Tour 2009, figlio del suo ultimo lavoro discografico, parla del fluire della vita, dello scorrere del tempo e della capacita’ di vivere tutto questo con un’apertura d’animo in grado di abbracciare la gioia come il dolore, il bene come il male.

Speciale Ponte sullo Stretto, “Il dibattito infinito”: le vicende politiche

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Quella del collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente è stata sin da sempre una volontà della comunità dello Stretto, come è facilmente comprensibile anche dal percorso storico e dall’evoluzione del progetto “Ponte”.

La storia di alta ingegneria e di progresso scientifico che è la cornice del progetto del Ponte, è “contaminata”, per forza di cose, anche da vicissitudini politiche, da scontri, da dibattiti e da importanti decreti legge.

Dopo l’Unità d’Italia fino al Regime Fascista, un po’ tutti, come un coro unanime, volevano il Ponte sullo Stretto.

Allora era, più che altro, un sogno irrealizzabile: non c’erano le tecnologie adatte per realizzare un ponte in una zona così tormentata dal punto di vista climatico (venti e correnti marine in modo particolare). E, forse, proprio per questo erano tutti d’accordo nel vedere il ponte come una cosa positiva: un simbolo di sviluppo, di grandezza dell’uomo nei confronti del mondo naturale e selvaggio, un sogno utopistico e a tratti irreale, un miraggio come la Fata Morgana.

Dal secondo dopoguerra in poi, con la nascita della Prima Repubblica e con l’avvento della democrazia, sono nati gli scontri politici sul “Tema – Ponte” che sin dagli anni ’60 è stato uno dei principali argomenti delle campagne elettorali.

Proprio per avere maggior consenso popolare, i partiti e le fazioni politiche si schieravano tra contrari e favorevoli, alimentando il dibattito e l’interesse nazionale sulla grande opera.

Dopo tangentopoli, con la Seconda Repubblica, lo scenario politico è cambiato ed anche le varie posizioni rispetto al ponte.

Bisogna comunque dire che il tema del Ponte è un tema molto personale e di coscienza: c’è poco di politico in termini tecnici e ideologici, e molto spesso già nei decenni precedenti erano riscontrabili dei pareri contrari anche di importanti esponenti dei partiti che lavoravano per costruire il ponte, così come, al contrario, all’interno dei partiti contrari si ravvisavano degli elementi che volevano il ponte e ne parlavano come simbolo di sviluppo per il mezzogiorno: il dibattito è sempre stato acceso nelle case, nelle famiglie, nei bar, per strada e così anche nei partiti e nel parlamento. Il ponte ha diviso, accendendo il confronto dialettico tra mogli e mariti, fratelli, amici, parenti, cugini e quindi anche esponenti degli stessi partiti.

Sorprende l’ex moglie con un altro e li ferisce: arrestato 29enne messinese

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F.P., 29enne nato a Gioiosa Marea, s’è scagliato contro l’ex moglie e il suo nuovo compagno accecato dalla gelosia. I carabinieri l’hanno arrestato per matrattamenti, lesioni e danneggiamento. Il giovane, nonostante non vivesse piu’ con l’ex moglie da parecchio tempo, appena l’ha sorpresa in compagnia di un altro uomo è stato colto da un furioso attacco di gelosia e si è prima avventato contro lei e l’uomo, ferendoli, poi se l’è presa con l’auto di uno dei due, danneggiandola. Sono stati i vicini a mettere fine al parapiglia quando, dopo aver udito le urla provenire dall’abitazione della donna, hanno avvisato il 112.

Anziano non vedente segregato nello sgabuzzino da più di un anno: arrestato i familiari

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Nel quartiere di Santa Maria Margherita i carabinieri hanno liberato e salvato un non vedente di 81 anni, rimasto rinchiuso in uno piccolo bagno-ripostiglio, tra i propri escrementi, per piu’ di un anno!
I militari dell’Arma hanno arrestato la figlia ed il marito della donna accusati di sequestro di persona, maltrattamenti ed abbandono di persona incapace.
I due, avevano trasformato un piccolo bagno, esterno all’abitazione, in una vera e propria prigione, dove avevano rinchiuso l’anziano che, impossibilitato a badare a sè stesso, viveva con la figlia da sette anni.
Dopo una segnalazione, i carabinieri arrivati nella casa, hanno trovato l’anziano nudo sdraiato sopra le proprie feci. L’uomo, disidratato, è stato immediatamente ricoverato al Policlinico universitario.